“Ho intenzione di restare qui a Kiev fino all’ultimo, fino a quando sarà possibile”.
L’ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo vuole restare vicino ai tanti italiani che vivono nella capitale ucraina ma anche dare un segnale di solidarietà al governo di Kiev nei giorni più difficili per la città, duramente colpita dagli attacchi russi.
“Abbiamo una responsabilità nei confronti dei tanti connazionali che ci stanno chiedendo aiuto”, ha detto il diplomatico, spiegando che restare rappresenta anche “una manifestazione di attenzione nei confronti del governo ucraino in carica, che sta affrontando davvero una situazione straordinaria”.
Il plauso di Draghi e Di Maio
“Il tuo impegno è esemplare, grazie di tutto, grazie a tutto il personale della nostra ambasciata a Kiev, rimasta pienamente operativa anche in queste ore difficili”, lo ha ringraziato il il titolare della Farnesina Luigi Di Maio durante la riunione di coordinamento con la sede italiana in Ucraina organizzata per fare il punto di fronte ai nuovi drammatici sviluppi. La risolutezza dell’ambasciatore, citata ieri anche dal premier Mario Draghi durante il suo intervento in Aula alla Camera, ha suscitato la gratitudine della politica e di diversi membri dell’esecutivo. “L’ambasciatore Zazo e tutta l’ambasciata italiana a Kiev stanno dando prova di un’abnegazione e una generosità che fanno onore al nostro Paese”, ha twittato il segretario del Pd Enrico Letta. “E’ un gesto di grandissimo coraggio e abnegazione, verso il quale tutto il Governo è riconoscente”, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. “Mentre altre ambasciate chiudono o si trasferiscono altrove – ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta – Zazo è rimasto a Kiev, dove sta ospitando circa cento italiani che non hanno un posto sicuro in cui ripararsi, per continuare ad aiutare i nostri connazionali in Ucraina. Un vero civil servant di cui siamo fieri”. Anche la ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna ha espresso la sua gratitudine al diplomatico.
Insediato un anno fa
“Sempre più l’Ambasciata vuole essere una porta aperta per rinforzare i legami che uniscono l’Italia all’Ucraina, basati su una lunga storia di rapporti tra i nostri popoli e che si estendono come raggi in tutti i campi dell’attività quotidiana, dalla politica all’economia, dalla cultura alle scienze”.
Iniziò così un anno fa il suo messaggio all’atto dell’insediamento all’ambasciata in Ucrania.
Il ruolo dell’Italia in Ucrania
“Nei secoli – proseguì l’Ambasciatore Zazo – l’Italia è infatti stata presente in Ucraina, lasciando alcune delle tracce più significative dell’intreccio tra le nostre arti e tradizioni: da Palazzo Marinskij alla Chiesa di Sant’Andrea a Kiev, la scalinata Potyomkin ed i meravigliosi palazzi di Odessa sono alcune delle più belle testimonianze vive di questo rapporto. Passando per la Basilica di Santa Sofia, restaurata nel tempo da architetti italiani che hanno contribuito a renderla patrimonio dell’umanità”.
Il made in Italy
“Ritengo che la bellezza delle arti si rifletta nell’accoglienza calorosa che l’Ucraina riserva ai cittadini italiani, sia tra quelli che alimentano un flusso turistico in ripresa sia tra coloro i quali hanno scelto questa terra per stabilirvisi. Nonché nell’attrazione e l’affetto che gli amici ucraini sempre dimostrano per l’Italia, la sua cultura e quell’eccellenza del Made in Italy che le nostre aziende portano qui con costante impegno”.
Percorso europeo
“Il ventaglio dei nostri rapporti è quindi ampio. L’Italia è vicina all’Ucraina e la sostiene nel suo percorso europeo così come ne sostiene il processo di riforme e di crescita economica, incoraggia i contatti a livello di società civile – ed in particolar modo di giovani e studenti – ed apprezza il contributo della numerosa comunità ucraina che vive in Italia”.
L’impegno quotidiano
“Non posso che augurarmi, con voi, che anche con il contributo dell’Italia l’Ucraina possa guardare ad un presente di rilancio e ad un futuro di stabilità e prosperità. A questo obiettivo – concluse l’Ambasciatore – dedicherò il mio impegno quotidiano, per rafforzare ed estendere i rapporti tra i nostri due Paesi e cogliere le opportunità di sviluppo che sul piano politico, economico e culturale possono ulteriormente arricchire la nostra amicizia”.
La carriera di Zazo
Pier Francesco Zazo è nato a Benevento il 13 settembre 1959. Nel 1984 si è laureato in Scienze politiche presso l’Università Luiss di Roma.
In seguito ad esame di concorso è nominato il 1° febbraio 1985 Volontario nella carriera diplomatica. All’Istituto Diplomatico, corso di formazione professionale, 7 febbraio-31 dicembre 1985.
Segretario di legazione, 1° gennaio 1986. Al Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo, Uff. V, 2 gennaio 1986. In aspettativa per adempiere agli obblighi militari di leva dal 25 gennaio 1986 al 20 gennaio 1987. Alla Segreteria particolare del Sottosegretario di Stato, 20 gennaio 1987. Alla Dir. Gen. Emigrazione e A.S., Segreteria, 10 settembre 1987. Secondo segretario a Seoul, 15 febbraio 1988. Confermato nella stessa sede con funzioni di Secondo segretario commerciale, 1° agosto 1989. Primo segretario di legazione, 1° agosto 1989. Confermato a Seoul, Primo segretario commerciale, 1° febbraio 1990. Confermato nella stessa sede con funzioni di Primo segretario, 1° gennaio 1992. Primo segretario commerciale a Stoccolma, 25 maggio 1992. Consigliere di legazione, 1° maggio 1995. Confermato nella stessa sede con funzioni di Consigliere commerciale, 1° ottobre 1995. Alla Dir. Gen. Cooperazione allo Sviluppo, Uff. XIV, 22 gennaio 1996. All’Istituto Diplomatico, corso di superiore informazione professionale, 1° ottobre 1996-30 settembre 1997. Riassume all’Uff. XIV della Dir. Gen. Cooperazione allo Sviluppo, 1° ottobre 1997. Consigliere a Kiev, 15 febbraio 1999. Consigliere commerciale a Mosca, 22 luglio 2002. Consigliere di ambasciata, 2 luglio 2003. Confermato nella stessa sede con funzioni di Primo consigliere commerciale, 7 agosto 2003. Alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, 27 luglio 2006. Alla Dir. Gen. Cooperazione Sviluppo, Unità Tecnica Centrale, 29 agosto 2006. Capo dell’Unità Tecnica Centrale della Dir. Gen. Cooperazione Sviluppo, 19 settembre 2006. Ministro plenipotenziario, 2 gennaio 2010. Ambasciatore a Canberra ed accreditato, con credenziali di Ambasciatore, anche a Suva-Viti-Levu (Isole Figi), a Port Moresby (Papua Nuova Guinea), a Port Vila (Repubblica di Vanuatu), ad Honiara (Isole Salomone), a Palikir (Stati Federati della Micronesia) e nella Repubblica di Nauru, 15 ottobre 2013.Cessa dall’accreditamento a Palikir (Stati Federati della Micronesia) dal 15 dicembre 2017. Alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, 26 marzo 2018. Alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni globali, 4 luglio 2018; Inviato Speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per gli Stati insulari di piccole dimensioni del Pacifico, 19 luglio 2018.
Dal 5 settembre 2018 anche Coordinatore per la partecipazione dell’Italia ai programmi multilaterali riguardanti l’Antartide.








