“Dobbiamo tamponare subito con l’apertura delle centrali a carbone, ma è una misura temporanea, anche perché la produzione non sopperisce completamente le nostre necessità. Noi abbiamo chiuso le trivellazioni nell’Adriatico nel 2003 dove c’è un giacimento di 30 miliardi di metri cubi ma la Croazia sta già attingendo a quel giacimento, noi no. Dobbiamo pensare a una strategia di medio e lungo periodo con la creazione di impianti di gnl e le energie rinnovabili. Il Pnrr va riscritto e allungato nella sua estensione temporale, serve a noi e a tutta l’Europa“.
Lo sostiene il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.
Investimenti non ci sono
“La transizione green è possibile solo con investimenti molto importanti ma al momento non ci sono e bisogna dire che avrà elevati costi sociali, cosa che nessuno dice” prosegue Bonomi.
“Importiamo dalla Russia il 40% del fabbisogno del nostro gas e abbiamo riserve per 90 miliardi. Nel breve potremmo sopperire, anche se l’impennata del costo del gas è sotto gli occhi di tutti. Ma la grande sfida è cosa fare nel medio e nel lungo periodo e non vedo niente in merito. Dobbiamo fare i gasdotti, importare gas da altre nazioni, fare nuovi accordi, incentivare le rinnovabili sbloccando tutte le autorizzazioni. Dobbiamo diminuire la dipendenza del gas dalla Russia e cambiare in genere la nostra politica, la nostra strategia”, ha aggiunto.
L’industria non regge
“C’è un progetto di incontro con palazzo Chigi, ci sentiamo costantemente e stiamo aspettando, il presidente ha ben note le nostre esigenze, ha sicuramente ben chiaro che il tema dell’industria è prioritario. In pandemia, che abbiamo definito scenario di guerra, l’industria ha tenuto, ma con questa crisi energetica non regge. Per ora i costi non sono ancora arrivati al consumatore finale, li abbiamo distribuiti lungo la filiera, ma così non riusciamo più a reggere i costi”. Così Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, a “Mezz’ora in più” su Rai3.
“Bisogna mettere in campo molte risorse per la transizione green come è stata immaginata altrimenti ci sarà un alto costo sociale. Abbiamo bisogno di una strategia di indipendenza che è fondamentale per noi e per l’Ue. Dobbiamo cambiare gli investimenti del Pnrr nell’energia, nella difesa e nella ricerca. Quindi o si va avanti così e si mettono in conto i costi sociali oppure bisogna essere realisti: allungare i tempi e accompagnare la transizione ecologica”, ha aggiunto.








