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Il piano Archimede inserito in manovra andrà oltre le infrastrutture | Lo scenario

Non soltanto infrastrutture. Il piano Archimede inserito in manovra dal governo per riformare e rafforzare il sistema delle garanzie pubbliche non intende limitarsi alle grandi opere.

La volontà, spiega MF-Milano Finanza, è sostenere anche gli investimenti produttivi, passaggio poco conosciuto rispetto all’operatività dello strumento.

Il disegno di legge di Bilancio ora in discussione in Senato ha individuato in Sace, gruppo assicurativo controllato al 100% dal ministero dell’Economia, il veicolo per rafforzare l’effetto leva (da qui il nome del progetto).

Si tratta della “possibilità di crescere a prescindere dal bancocentrismo, con un sistema di garanzie gestito dallo Stato”, ha ricordato ieri il sottosegretario all’Economia Federico Freni parlando del “concorso virtuoso tra pubblico e privato” nella sessione inaugurale della Financecommunity Week 2023, portando come esempi Archimede e Sace.

Dei contenuti del piano si è discusso ieri alla Fondazione Cerm presieduta da Alessandro Albano.

Un momento di riflessione per comprendere meglio la norma, i cui contenuti sono stati illustrati da Fabio Pammolli, presidente del Comitato Investimenti di InvestEU.

Nei fatti, escluse le piccole e medie imprese, tutte le aziende potranno potenzialmente accedere allo strumento e beneficiare di garanzie pubbliche destinate a partner esecutivi del programma InvestEu (successore del Piano Juncker per gli investimenti strategici), assicurazioni, banche e fondi di investimento.

Non solo; la norma prevede che le garanzie possano riguardare “finanziamenti sotto qualsiasi forma, inclusi portafogli di finanziamenti, concessi alle imprese con sede legale in Italia e alle imprese con sede legale all’estero ma con una stabile organizzazione in Italia”.

L’operatività dello strumento partirà il prossimo gennaio, quindi subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria, e andrà avanti fino al 2029.

Le garanzie avranno una durata massima di 25 anni e daranno una copertura fino al 70% (che cala al 60% se rilasciate in caso di fideiussioni e al 50% per esposizioni subordinate).

In ogni caso l’esposizione dello Stato non potrà superare i 60 miliardi di euro.

Nel primo anno gli impegni assumibili avranno invece un tetto massimo di 10 miliardi, mentre per i successivi l’importo sarà stabilito di volta in volta con la manovra.

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