Una giornata tragica dal Sud al Nord.
Tanti, anzi troppi i fronti aperti per il ministro Nello Musumeci, responsabile della Protezione civile, che invita tutti a prendere atto del cambiamento climatico.
“Se il mondo attorno a noi cambia e noi restiamo fermi, continueremo a piangere i morti e ad assistere inermi alla devastazione del nostro territorio.
Che per sua natura è fragile e vulnerabile”, ha detto in un’intervista a La Stampa.
“Mezza Europa sta bruciando.
L’Italia del Sud è interessata da decine e decine di incendi, i cavi elettrici sottoterra nelle città si sciolgono e lei mi chiede se con oltre 45 gradi la Regione poteva fare qualcosa in Sicilia?
È come se mi chiedesse: era tutto a posto in Romagna a maggio per affrontare l’alluvione?
Per favore, stiamo con i piedi per terra! La verità è che continuiamo a ragionare con la mentalità di ieri ostinandoci a non capire che nulla è più come prima”, ha dichiarato a chi gli chiedeva se era prevedibile che l’innalzamento delle temperature avrebbero scatenato incendi.
“Il tema degli incendi estivi riguarda l’Italia, come ci ricordano le cronache almeno nell’ultimo decennio.
E se in tutti questi anni passati non è stata curata alcuna programmazione strutturale a livello nazionale, qualche domanda dovremmo farcela.
Il Ponte dell’Europa che nascerà tra le due sponde è una necessità infrastrutturale irrinunciabile per una Nazione destinata a essere il naturale pontile nel Mediterraneo che cambia.
La gestione ordinaria del territorio si fa con altri fondi e con una programmazione seria, a media e lunga durata”, ha proseguito, ricordando che “da presidente della Regione ho destinato oltre mezzo miliardo di euro: ho istituito l’Autorità di bacino, attesa da trent’anni; varato la legge Urbanistica, dopo quarant’anni; l’avvio del collaudo di 18 dighe, dopo mezzo secolo; il completamento della diga Pietrarossa, ferma da 23 anni; oltre cento fiumi ripuliti dalla vegetazione; 480 milioni contro il dissesto idrogeologico; 60 milioni contro la erosione costiera; cento nuove unità destinate al Corpo delle guardie forestali.
E potrei continuare”.
Sulle conseguenze degli incendi per il turismo Musumeci ha detto che “in tutte le aree destinate al pubblico diventa obbligatorio redigere un Piano di Protezione civile o di evacuazione.
Per questo mi appello alle istituzioni ed ai soggetti pubblici e privati: serve più prudenza, più responsabilità.
Detto questo, voglio sperare che i flussi turistici nelle zone colpite dalle fiamme non debbano subire perdite.
Il rischio di danni c’è ed è comprensibile”.
“In alcune zone di Catania non manca l’acqua perché non c’è, ma perché non può arrivare nei rubinetti a causa della disalimentazione elettrica.
La rete non resiste ad una certa temperatura, si giustifica l’Enel.
Sono altri effetti del cambiamento climatico.
Serve l’adeguamento e il potenziamento della rete di distribuzione.
Per farlo l’Enel investirà da subito 412 milioni di euro”, ha spiegato.
“La flotta aerea dell’Europa è costituita proprio per rispondere alle esigenze dei suoi Stati membri, secondo un principio di reciproca collaborazione.
Lo scandalo sta nel fatto che la flotta dei Canadair in tutta Europa è paurosamente carente.
C’è una sola società, con sede in Canada, e che agisce praticamente in regime di monopolio! Perché a Bruxelles non si è pensato a soluzioni alternative negli ultimi vent’anni?
Perché in Italia, dal dopoguerra in poi, non si è pensato di potenziare la flotta antincendi dello Stato?”, ha aggiunto il ministro
Intanto il Nord è flagellato da grandine e tempeste di vento.
“Quello che avviene nel Nord e nel Sud sono le due facce della stessa medaglia che si chiama: tropicalizzazione.
Quando le Regioni colpite avranno avanzato la richiesta, il governo nazionale, attraverso ila Protezione civile, avvierà le istruttorie per formulare la proposta finale al governo stesso.
Che delibererà di conseguenza”, ha detto Musumeci.
Rivolgendosi ai negazionisti del clima il ministro ha dichiarato che “la desertificazione, i nubifragi, le frane, le temperature elevate non si possono negare.
Certo, sarebbe un errore attribuirne gli effetti solo al cambiamento.
C’è di mezzo la mancata manutenzione, l’assenza di pianificazione e programmazione, la carenza di risorse, e non ultima la scarsa attenzione e responsabilità da parte del cittadino.
Ecco perché stamane con il presidente del Consiglio ci siamo subito trovati d’accordo nel dire che la messa in sicurezza del territorio è una priorità indiscutibile.
Senza alibi per alcuno”.








