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Il governo cala la carta di Daniele Franco alla Bei | Il retroscena

La candidatura di Daniele Franco per la presidenza della Bei, la banca europea per gli investimenti, molto attiva nel nostro paese con 10 miliardi di finanziamenti è «solida e di elevato standing». Lo annuncia del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. E il fatto sgombera ancora più la strada a Fabio Panetta per la nomina a governatore della Banca d’Italia, decisione che dovrà essere presa in autunno. Sulla scelta del numero uno di Via Nazionale, Giorgetti, visti i rumour circolati sui media che vedono Panetta favorito, è indirettamente chiarissimo: «Il nome lo abbiamo in mente, ma preferisco lasciarlo fare ai giornali».

In queste ricostruzioni Franco, per molti anni in Banca d’Italia e con un lungo curriculum nella pubblica amministrazione come Ragioniere Generale dello Stato e poi di ministro dell’economia nel governo Draghi, era indicato come possibile alternativa “tecnica” e maggiormente condivisa a Panetta. Questi peraltro non ha mai espresso esplicita appartenenza o simpatia al centrodestra anche se può vantare, sin da quando era dg, rapporti con il mondo politico e una buona considerazione di quello bancario e finanziario con il quale ha condiviso la contrarietà alle norme del bail in. C’è poi sempre l’ipotesi interna, quella di scegliere il dg dell’istituto centrale Luigi Federico Signorini, un rispettato economista.

Per la Bei comunque la decisione ufficiale, da parte dell’esecutivo, dovrebbe essere comunicata il prossimo 16 giugno quando si riunirà il consiglio dei governatori dell’istituto di cui fanno parte i ministri delle finanze o del Tesoro dei 27 paesi Ue. A sbarrare la strada a Franco, secondo quanto riferivano diversi media in queste settimane, potrebbe essere la spagnola Nadia Calvino, ministra dell’economia del dimissionario governo socialista Sanchez. Anche Calvino ha dalla sua un impeccabile curriculum nelle istituzioni spagnole e in quelle europee. Si vedrà nei prossimi mesi quali saranno gli schieramenti dei paesi e quali consensi, al di là dei partiti, la candidatura italiana saprà coagulare intorno al nome di Franco. La decisione finale arriverà in autunno quando il board dei paesi voterà, a maggioranza, il candidato che entrerà in carica a dicembre sostituendo così il tedesco Werner Hoyer che ha svolto due mandati a partire dal 2012.

Proprio a novembre scadrà il secondo mandato del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Al governo spetta la scelta del suo sostituto anche se l’iter prevede il coinvolgimento del Quirinale, un passaggio non meramente formale. Panetta, anche lui con lunghi trascorsi in Banca d’Italia e ora al board della Bce, ha comunque tutte le carte in regola. La nomina di Franco alla Bei potrebbe comunque “bilanciare” nelle istituzioni europei l’uscita di Panetta dal board di Francoforte nel caso l’Italia non potesse far valere il suo peso e nominare un suo sostituto.

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