Riportiamo integralmente il testo dell’audizione della Cisl sul disegno di legge bilancio 2023 alle commissioni di bilancio riunite della camera dei deputati e del senato
PREMESSA
La Cisl ringrazia i Presidenti e gli onorevoli Deputati e Senatori componenti della Commissione per la convocazione a questa audizione sul disegno di legge bilancio per l’anno 2023.
La Cisl esprime un giudizio articolato sui contenuti della Manovra, dal momento che essa contiene misure importanti per fronteggiare l’emergenza a sostengo di lavoratori, famiglie e sistema produttivo, ma d’altro canto risulta ancora debole e insufficiente sul versante espansivo, per gli investimenti rivolti a occupazione, infrastrutture, strategie industriali ed energetiche, nel rilancio della sanità e dei servizi pubblici, nella capacità di progettare una nuova politica dei redditi e di mettere in campo riforme strutturali.
Alcuni interventi si collocano in continuità con scelte assunte dal legislatore in precedenza che avevamo valutato favorevolmente e rispondono a richieste sollecitate in questi mesi in quanto oggetto della nostra Agenda sociale, come il potenziamento dell’assegno unico per le famiglie numerose, l’innalzamento della soglia Isee a 15mila euro per gli sconti in bolletta, il miglioramento dei congedi parentali, il sostegno ai redditi bassi per l’acquisto di beni essenziali, la detassazione degli accordi di produttività e le provvidenze riconosciute alle imprese che assumono e stabilizzano donne e giovani, la conferma dell’alleggerimento del cuneo fiscale per il lavoratore e, in parte, la pensione con quota 103.
Viceversa, siamo profondamente contrari ad altre scelte come la flat tax, che non risponde ai principi di equità e progressività e dispone una rimodulazione fiscale penalizzante per i ceti deboli, la revisione del meccanismo di rivalutazione delle pensioni che penalizza pesantemente le pensioni di importo medio, le condizionalità introdotte per la pensione “opzione donna”.
Occorre rafforzare le misure di sostegno all’emergenza collegandole a una visione di sviluppo qualificata nelle infrastrutture materiali, digitali e sociali, nella crescita, nella ripartenza qualitativa e quantitativa dell’occupazione produttiva.
Riteniamo, pertanto, necessario integrare le risorse anche prendendo in considerazione un nuovo scostamento di bilancio e facendo riferimento a fondi inutilizzati nazionali ed europei, incrementando e rendendo esigibile il prelievo sulla speculazione e sugli extraprofitti da estendere anche giganti della logistica e dell’economia digitale. In particolare, per la sanità la Cisl chiede di tornare a valutare l’utilizzo del Mes sanitario. È inoltre essenziale un’azione incisiva per la lotta all’evasione fiscale.
Entrando nel merito dei singoli articoli, si propongono le seguenti considerazioni, organizzate per aree tematiche, seguendo ove possibile il succedersi dell’articolato.
FISCO
ARTICOLO 12 – Modifiche al regime forfettario
La Cisl ha sempre valutato negativamente qualsiasi trasformazione del nostro sistema fiscale nella direzione dell’adozione della flat tax. Per la Cisl il principio di riferimento per ogni valutazione di sistema è quello costituzionale della progressività; sottrarre redditi alla progressività significa svuotare la base imponibile Irpef e la nuova soglia fissata ad 85mila euro per accedere al regime agevolato lascia ancora più soli dipendenti e pensionati nel regime progressivo dell’Irpef accrescendo il divario di tassazione rispetto agli autonomi.
Si determina poi un’ulteriore e ingiustificata riduzione della progressività a favore solo di alcuni (i lavoratori autonomi), mentre sarebbe preferibile proseguire sul sentiero di una riforma equa ed equilibrata così come era stata avviata nella scorsa legge di bilancio.
Il provvedimento è peraltro appeso al recepimento di una recente direttiva europea, senza la quale il limite indicato non potrebbe essere applicato per un’esenzione dall’Iva.
Più equo e rispettoso dei principi costituzionali sarebbe far rientrare in progressività i lavoratori autonomi abbassando la prima aliquota al 15% per tutti i contribuenti, così come la Cisl aveva proposto in una precedente Audizione.
ARTICOLO 13 – Flat tax incrementale
L’introduzione della flat tax incrementale ha molte criticità, oltre a quanto già espresso per la norma precedente: riguarda una platea ristretta di contribuenti, è temporanea e finisce per configurarsi come un bonus una tantum; la previsione di una franchigia complica il sistema allontanando anche da quel processo di semplificazione indispensabile per il nostro sistema fiscale; infine, lo sconto fiscale viene applicato a quella platea di contribuenti che per quanto limitata, totalizza oltre 30 miliardi di evasione ogni anno (oltre all’evasione Iva). Miliardi che sono sottratti al bilancio dello Stato. Per la Cisl sarebbe indispensabile agire su dipendenti, pensionati, autonomi, su irpef e addizionali, semplificazione, attraverso una coraggiosa riforma fiscale complessiva improntata al criterio della progressività.
ARTICOLO 14 – Detassazione mance del settore ricettivo
La norma è parziale ed è scollegata da qualsiasi disegno di riforma organica del sistema fiscale; si tratta di un microintervento di portata limitata sul fronte di recupero dell’evasione e di eventuale rilancio del settore. Per la Cisl il recupero dell’evasione si deve basare su diversi strumenti tra cui fatturazione elettronica, riduzione dell’uso del contante, potenziamento dei pagamenti elettronici, contrasto di interessi selettivo.
ARTICOLO 15 – Detassazione premi di risultato
Apprezziamo la riduzione dell’imposta sostitutiva al 5% ma sottolineiamo che non risponde interamente alla nostra richiesta di totale esenzione. Riteniamo indispensabile rendere strutturale la detassazione e non limitarne la sua applicazione al 2023.
Rileviamo peraltro la necessità di estendere l’agevolazione anche ai premi erogati ai lavoratori pubblici e, soprattutto, di eliminare la condizionalità legata agli incrementi di produttività che non solo appare limitante in una situazione di scarsa crescita dell’economia nazionale, ma non tiene conto che per molti lavoratori, in carenza di contrattazione aziendale, i premi di produttività non sono mai stati pagati e, quindi, mai sono stati distribuiti gli incrementi di produttività passati. Riteniamo che, vincolandola alla contrattazione e non lasciandola alla mera liberalità, debba essere almeno ripristinata la totale esenzione per le erogazioni annuali fino a 3000 euro, sperimentata in forme diverse nel 2022, svincolandola dalla condizione di incremento di produttività.
È inoltre necessario modificare la norma che prevede che al superamento della soglia dei 3mila euro l’intero importo sia riportato in tassazione Irpef, stabilendo che solo la parte che superi i 3mila euro sia sottoposta a tassazione ordinaria.
ARTICOLO 16 – Differimento sugar e plastic tax
La Cisl ribadisce – come già fatto negli anni precedenti – l’opportunità di rinvio di queste due imposte per i riflessi occupazionali negativi che la loro implementazione determinerebbe.
Riteniamo necessario istituire tavoli di confronto nazionali sul possibile impatto di misure che non sarà agevole abrogare del tutto, dato che sono previste dalla stessa UE: l’UE ha già previsto nel pacchetto Next Generation l’introduzione di un tributo nazionale di 0,80 centesimi di euro per ogni chilogrammo di plastica contenuto in imballaggi non riciclati e ha già definito un plastic deal, che è in via di attuazione con specifici provvedimenti; la sugar tax è fortemente sostenuta dall’OMS, benché posta in attuazione dalle sole Francia e Regno Unito tra i grandi Paesi europei, ed è già parte degli orientamenti europei per la lotta alle malattie croniche non trasmissibili.
ARTICOLO 17 – Aliquota Iva per prodotti infanzia e igiene femminile
Valutiamo positivamente gli interventi di abbassamento dell’aliquota Iva anche per il riconoscimento del fatto che si tratta di beni di prima necessità. Riteniamo però che gli interventi sull’Iva, in situazioni emergenziali rispetto all’andamento dei prezzi come quella che stiamo attraversando, debbano essere selettivi a favore delle famiglie economicamente più fragili e riguardare tutti i beni di largo consumo, come già a suo tempo richiesto ai Governi precedenti.
ARTICOLO 28 – Contributo di solidarietà temporaneo
La previsione del contributo straordinario, temporaneo, sulle imprese che importano e vendono energia elettrica, gas e prodotti petroliferi, ridefinisce la natura del prelievo a carico delle aziende beneficiarie di profitti straordinari originati da una congiuntura specifica. È a nostro avviso coerente che il prelievo agisca sugli incrementi degli utili e non meramente su quelli dei ricavi.
Pur aumentando l’aliquota del prelievo, il cambiamento della base di calcolo determina una previsione di entrate di 2,5 miliardi di euro, inferiore a quella di 10 miliardi stimata attraverso i precedenti provvedimenti sull’argomento. Occorre individuare norme che contribuiscano ad escludere la possibilità per le imprese di agire attraverso politiche di bilancio strumentali al ridimensionamento degli incrementi di profitti assoggettati al contributo. Occorre inoltre che il prelievo sia esteso anche ad aziende di altri settori che, parimenti ai distributori di gas ed energia, si siano avvantaggiate di condizioni per loro favorevoli (prima la pandemia e poi la guerra) che stanno invece mortificando redditi e prospettive di gran parte del tessuto economico e dei cittadini.
È necessario, contemporaneamente, non far pagare alle imprese più piccole che hanno installato impianti per autoconsumo da fonti rinnovabili la tassa sugli extraprofitti realizzati con la cessione dell’energia eccedente alla rete. Va, dunque, abrogata la norma sugli impianti FER (Fonti Energia Rinnovabile) con potenza superiore a 20 KW, per i quali è disposto un prelievo dal GSE (Gestione Servizi Energetici) sugli extraprofitti per l’energia immessa in rete
ARTICOLO 36 – Rafforzamento presidio partite Iva
La norma intende agire per contrastare le frodi fiscali delle attività che aprono per brevi periodi proprio per eludere i doveri fiscali, pertanto la valutiamo positivamente; andrà però valutata con attenzione l’effettiva efficacia operativa.
ARTICOLI 38-48 – Misure a sostegno del contribuente,
Questo insieme di articoli ha un profilo di criticità perché prevedendo una definizione agevolata delle cartelle esattoriali, stralci, rottamazioni, di fatto depotenzia la futura attività di accertamento. Questo benché venga mantenuto integro il pagamento dell’intera imposta che però non riduce l’impatto di un insieme di norme che di fatto premiano chi non paga.
Questi articoli, inoltre, assorbono risorse ingenti che sicuramente potrebbero essere destinate più efficacemente anche alle stesse categorie che si intendono qui premiare introducendo delle condizionalità.
Il susseguirsi di rottamazioni (questa è la quarta) è da valutarsi comunque negativamente.
ARTICOLO 38 – Definizione agevolata in seguito a controllo automatizzato
Si segnala l’asimmetria introdotta tra contribuente “fedele” e chi – per qualsiasi ragione – omette i pagamenti. Se nelle intenzioni la norma ha una finalità di “aiuto” e sostegno per chi ha avuto “difficoltà” nell’ultimo biennio, evidenziamo come le medesime risorse potrebbero comunque essere destinate alle stesse categorie, favorendo prioritariamente chi è in regola con gli adempimenti fiscali e previdenziali. Le risorse assorbite per il 2023 sono 386 milioni ma sull’intero periodo 2023-2030 (quello della rateazione) sono 1,585 mld euro. Troppo in una situazione di scarsità di risorse.
ARTICOLO 40 – Ravvedimento speciale
È prevista anche una terza possibilità di regolarizzazione (rispetto alle irregolarità formali e a quelle da controllo automatizzato degli ultimi tre anni) con riduzione della sanzione (1/18 del minimo edittale) e pagamento in otto rate trimestrali.
ARTICOLO 41 – Adesione e definizione agevolata dell’accertamento
È prevista la definizione agevolata degli atti di accertamento notificati entro il 31 marzo 2023 con il pagamento della sanzione ridotta, 1/18 del minimo edittale e con rateazione massima di 20 rate trimestrali.
ARTICOLO 42 – Definizione agevolata delle controversie tributarie
Viene riproposta la norma del 2019 che stabilisce la definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti anche in Cassazione con il pagamento solo di una percentuale del valore della controversia.
ARTICOLO 43 – Conciliazione agevolata delle controversie tributarie
Le controversie pendenti possono essere definite entro il 30 giugno 2023 con accordo conciliativo; sono applicate le sanzioni in percentuale ridotta e con rateizzazione di massimo 20 rate trimestrali.
ARTICOLO 45 – Regolarizzazione omessi pagamenti dovuti anche ad accertamento con adesione
È possibile regolarizzare l’omesso o il parziale pagamento con il pagamento della sola imposta e con rateizzazione di 20 rate trimestrali.
Gli articoli 46 e 47 ripropongono misure sulle quali la Cisl si era già espressa in modo molto negativo in passato
ARTICOLO 46 – Stralcio pagamenti fino a mille euro
Al 31.1.23 sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo complessivo (incluse sanzioni e interessi) di mille euro per i carichi 2000-2015, il costo per il prossimo anno è di circa 400 milioni e di 1,2 miliardi per l’intero periodo.
ARTICOLO 47 – Definizione agevolata carichi affidati dal 1.1.2000 fino al 31.6.2022 (Rottamazione quater)
La rottamazione quater è un provvedimento difficilmente giustificabile: indebolisce il rapporto di fedeltà fiscale ed è costoso sull’anno ed in prospettiva. Esprimiamo il nostro giudizio negativo, rafforzato dall’ampio arco di tempo preso in considerazione per definire in modo agevolato i carichi: 22 anni.
Le medesime risorse siano anche destinate agli stessi soggetti ma traguardando gli incentivi alla stabilizzazione del lavoro, agli investimenti, alla sicurezza (così come già ipotizzato in molti documenti Cisl e nella piattaforma fisco unitaria).
ARTICOLO 50 – Potenziamento amministrazione finanziaria
Positivo il potenziamento dell’amministrazione finanziaria con 3.900 assunzioni nel biennio 23-24; questa misura deve però essere accompagnata da interventi coerenti sul fronte antievasione e che vadano dunque sinergicamente nella stessa direzione.
ARTICOLO 69 – Mezzi di pagamento
La Cisl è sempre stata contraria all’innalzamento della soglia del contante (portata oggi a 3000 euro) e favorevole alla massima diffusione dei pagamenti tracciabili (che qui vengono riportati ad una soglia di 60 euro per essere obbligatori). Quanto stabilito in questa norma va in direzione contraria rispetto a quanto riteniamo utile per il nostro Paese e la valutazione è pertanto negativa.
Quanto stabilito sui mezzi di pagamento è coerente con quanto disposto negli articoli 38 -48: la lettura complessiva, infatti, definisce un quadro non congruente con una seria lotta all’evasione fiscale (100 miliardi di euro che ogni anno mancano al bilancio dello Stato).
MERCATO DEL LAVORO
ARTICOLO 59 – Disposizioni di riordino delle misure di sostegno alla povertà e all’ inclusione lavorativa
ARTICOLO 61- Rifinanziamento fondo sociale per occupazione e formazione e relativi utilizzi
ARTICOLO 64 – Modifica alla disciplina delle prestazioni occasionali
Riteniamo condivisibile una maggiore rigidità sulle condizionalità (obbligo formativo, obbligo di prestazioni lavorative di utilità sociale) imposte per essere ammessi al percepimento del Reddito di Cittadinanza, in quanto le politiche attive vanno considerate un diritto-dovere soprattutto per chi percepisce un sostegno al reddito. Quanto alla decadenza dal beneficio al primo rifiuto di offerta di lavoro congrua, si tratta di una equiparazione alla situazione di chi percepisce Naspi o DisColl. Sarebbe, dunque, corretto equiparare anche gli altri criteri dell’offerta congrua, in particolare abbassando da 100 km a 50 km la distanza al di sotto della quale è obbligatorio accettare l’offerta, come avviene per Naspi e DisColl.
Rimane però una grossa criticità legata al fortissimo ritardo del percorso di rafforzamento dei centri per l’impiego, deciso e finanziato già con la legge di bilancio 2019, che sulla maggior parte del territorio non sono in grado di offrire servizi adeguati, né di proporre offerte di lavoro. Dovrebbe essere questo il tema fondamentale su cui intervenire con decisione rispetto alle politiche attive.
Abbiamo finalmente le risorse, ci sono gli “step” di avanzamento chiaramente definiti nel Programma GOL, ma ci mancano le risorse umane previste (11.600), manca comunque l’adeguata preparazione/formazione per gli operatori presenti e manca un sistema informativo rispetto al quale ci giochiamo buona parte dei “target” e degli obiettivi definiti nel Programma e condivisi con Bruxelles.
In assenza di un adeguato investimento sulle risorse umane che nella Legge di Bilanci non trova alcun riscontro, anche le norme sulla condizionalità rischiano quindi di restare sulla carta, come è stato finora, e di essere utilizzate come forma di pregiudizio verso la misura del Reddito di Cittadinanza più che come misure per favorire il reinserimento lavorativo. In tal senso riteniamo che si debba aprire quanto prima un confronto per individuare, una volta per tutte, le prospettive e gli investimenti per dare gambe e braccia alle politiche attive del lavoro nel nostro Paese.
Per quanto riguarda le norme introdotte a favore dell’utilizzo dei voucher, ricordiamo di aver sempre riconosciuto ai voucher una funzione utile nella remunerazione di alcuni lavori saltuari e occasionali, anche per farli emergere dal nero. Tuttavia siamo critici sull’eccessivo allargamento rispetto alla vigente normativa, introdotta nel 2017.
Le possibilità di assumere a tempo determinato, in somministrazione, con lavoro stagionale sono molteplici, soprattutto dopo che l’art. 41 bis del decreto-legge n. 73/2021 (decreto “Sostegni bis”) ha finalmente restituito alla contrattazione collettiva, anche aziendale, la possibilità di introdurre causali aggiuntive a quelle di legge, superando le rigidità del decreto dignità. Tutti questi tipi di contratto garantiscono alle lavoratrici e ai lavoratori diritti e tutele in caso di malattia, maternità, disoccupazione e pensione. In particolare nei settori dell’agricoltura e del turismo la contrattazione ha trovato adeguate soluzioni per coniugare flessibilità e tutele. Suscita dunque contrarietà che le modifiche introdotte intervengano senza un adeguato percorso di confronto con le parti sociali, certamente capaci di suggerirne una migliore modulazione. Chiediamo, dunque, che questo confronto sia immediatamente attivato.
Consideriamo favorevolmente il rafforzamento di incentivi all’occupazione, in particolare giovanile e femminile, soprattutto se legati ad un effettivo incremento della stessa. Dobbiamo, però, segnalare la sovrapposizione degli incentivi previsti per le varie fattispecie, suggerendo un riordino della norma che la renda meno confusionaria.
È invece insoddisfacente il rifinanziamento per 250 milioni del Fondo Sociale per occupazione e formazione. Si tratta di una poco coerente riduzione di risorse rispetto alla legge di bilancio dello scorso anno, che aveva incrementato il Fondo con 321,4 milioni per il 2022, prevedendo ulteriori 300 milioni di euro annui a decorrere dal 2023. Chiediamo che ci sia una rivalutazione dell’importo stanziato. Positivo, invece, aver prorogato, tra gli altri sostegni, anche la Cigs per cessazione di attività.
Manca inoltre la proroga per il 2023 delle convenzioni tra Ministero del Lavoro e Regioni per la continuazione delle attività socialmente utili ed il pagamento ai lavoratori del relativo assegno.
Delude l’assenza di stanziamenti e norme per il sostegno al reddito dei lavoratori delle Marche colpiti dagli eccezionali eventi metereologici verificatisi dal 15 settembre scorso. La Legge di Bilancio, infatti, contiene stanziamenti per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche ma nulla dice per i lavoratori a favore dei quali ribadiamo, invece, la richiesta di interventi difensivi straordinari.
INDUSTRIA
Poca attenzione è stata rivolta alla definizione e allo sviluppo di elementi per una politica industriale nazionale strutturata e similare a quella di cui sono dotati altri Paesi dell’UE, che la Cisl ritiene assolutamente prioritaria in un frangente che, anche grazie alla pandemia, ci ha fatto riscoprire il valore del Pubblico e dei capitali pazienti non solo per affrontare le crisi, ma per dare ulteriore slancio all’economia. L’auspicio è che si possa aprire un confronto nel merito nei mesi a venire, con la definizione di una strategia volta a un approccio proattivo e partecipativo, che eviti ci si debba occupare di industria solo quando una fabbrica chiude.
Si rileva, inoltre, l’assenza del rilancio del programma conosciuto come Impresa 4.0. Ricordiamo che la legge di bilancio 2022 prevede che dal prossimo anno l’aliquota del Credito d’imposta per l’acquisto di tecnologie di nuova generazione scenderà dall’attuale 40% al 20%, mettendo in crisi una serie di aziende che, complici anche i ritardi nelle forniture, speravano in una proroga. L’attuale DDL non contiene alcun riferimento al Piano Transizione 4.0. La Cisl ritiene fondamentale che la percentuale del credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali venga portata al 40% almeno per il biennio 2023-24.
Si rileva, inoltre, che la Germania, che dipende dalla Russia in misura anche maggiore dell’Italia, è già riuscita a risparmiare quanto previsto a livello UE (il target è del – 15%). In Germania il risparmio avviene a partire dall’industria. Da Audi a Basf ad Arcelor Mittal le industrie hanno dichiarato di poter sostituire importanti quantità del gas che usano con fonti diverse in tempi brevi. La Cisl auspica che si ricorra al DDL bilancio per sostenere questi processi anche nel nostro Paese, considerando, naturalmente, un approccio in parte diverso da quello tedesco, a fronte della maggiore incidenza delle micro e piccole imprese. È, quindi, opportuno favorire le comunità energetiche e dunque l’autoproduzione energetica, con incentivi fiscali erogati anche a favore delle imprese che si impegnano in questo percorso.
ARTICOLI 2, 3 – Crediti d’imposta per costi energetici delle imprese
È apprezzabile che il DDL bilancio elevi i crediti d’imposta per le industrie: dal 30 al 35 per cento per le microimprese; credito d’imposta aumentato dal 40 al 45 per cento per le imprese energivore e gasivore. È però necessario un intervento di più ampia portata condotto a livello di UE.
ARTICOLO 26 – Rivalutazione partecipazioni aziendali
Questa norma svolge la funzione di dare respiro ai bilanci aziendali in un momento non semplice per tante imprese ed è, dunque, condivisibile. Naturalmente, ha senso se inserito in una cornice basata sulla lotta a elusione ed evasione fiscale.
ARTICOLO 70 – Rifinanziamento contratti di sviluppo
La norma è condivisibilissima, anche se, come si diceva in premessa, andrebbe accompagnata dalla definizione di una strategia industriale nazionale specifica, condivisa con i principali stakeholder.
Si propone, comunque, di rivedere la governance prevista per la definizione e il monitoraggio dei contratti di sviluppo, includendovi strutturalmente le organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative sul piano nazionale, date le problematiche occupazionali e di coesione sociale determinate da questi interventi, di grandissima rilevanza per i territori che compongono il Paese. In merito a ciò, ci si potrebbe ispirare al modello già definito per i fondi strutturali europei.
ARTICOLO 71 – Registro nazionale degli aiuti di Stato
La norma è condivisa, anche perché accompagnata da una proroga dell’ultima ora per l’invio dell’autodichiarazione sugli aiuti di Stato. Sono state, dunque, accolte le lamentele di molti professionisti che, negli ultimi giorni a ridosso della scadenza, hanno avuto grosse difficoltà ad accedere al Registro Nazionale Aiuti, dimostrando la necessità di innovare lo strumento.
È condivisibile avere un RNA che censisca tutti gli aiuti pubblici (comunitari, nazionali e regionali) che riceve ogni singola azienda, anche per verificare il rispetto delle eventuali condizionalità stabilite nell’erogazione dei contributi.
ARTICOLO 72 – Fondo di garanzia PMI
La norma è condivisibile e in linea con il quadro degli aiuti di Stato disposto dalla Commissione UE per far fronte alle emergenze pandemia e approvvigionamento energetico, che in ottobre è stato prorogato al 31 dicembre 2023.
ARTICOLO 74 – Sostegno alle filiere strategiche del made in Italy
Pur essendo encomiabile il fine del Fondo, il rischio che si intravede è di sommare l’ennesimo regime di aiuti a quelli già in essere, con impatto reale tutto da valutare sulle filiere del made in Italy. Come si diceva in premessa, la Cisl ritiene necessario aprire un confronto con l’esecutivo relativamente alle politiche industriali da adottare nell’attuale fase, definendo un percorso di riordino e di maggiore finalizzazione delle risorse in campo.
PUBBLICO IMPIEGO
ARTICOLO 50 – Potenziamento dell’amministrazione finanziaria
La norma è positiva in quanto finalizzata a rafforzare l’azione di contrasto all’evasione fiscale nazionale e internazionale e alle frodi anche attraverso il potenziamento degli organici (3.900 unità da inquadrare nell’area dei Funzionari presso l’Agenzia delle Entrate) con personale assunto a tempo indeterminato. Positiva anche la previsione di ammettere al tirocinio un contingente di candidati superiore del 30% rispetto a quello dei posti messi a concorso, in modo da tener conto sia del tasso di abbandono fisiologico riscontrato in precedenti procedure concorsuali, sia della selezione connessa alla prova finale al termine del tirocinio.
ARTICOLO 62 – Emolumento accessorio una tantum
Dalla lettura dell’articolo non si evince quale sia la finalità di questo emolumento accessorio “una tantum”. Sarebbe stato opportuno che la misura fosse stata oggetto di confronto con le Organizzazioni Sindacali.
SANITA’
ARTICOLO 93 – Incremento dell’indennità di pronto soccorso
ARTICOLO 94 – Implementazione delle misure e degli interventi previsti nel Piano nazionale di contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025)
ARTICOLO 95 – Disposizioni in materia di remunerazione delle farmacie
ARTICOLO 96 – Adeguamento del livello del finanziamento del servizio sanitario nazionale e disposizioni in materia di vaccini e farmaci
ARTICOLO 97 – Disposizione diretta a modificare il regime di erogabilità del finanziamento in favore delle università per il trattamento economico degli specializzandi
ARTICOLO 111 – Proroga della ferma dei medici e degli infermieri militari reclutati nel 2020 e nel 2021 con concorso straordinario
La legge di Bilancio riserva alla Sanità per il 2023 risorse per 2,15 mld, trattasi certamente di una cifra importante ma non possiamo non rilevare che la maggior parte dello stanziamento (1400 mln) è destinato a coprire i costi della crisi energetica.
A nostro avviso le risorse effettivamente disponibili (750 milioni) non sono sufficienti al raggiungimento dello scopo di dotare davvero il Paese di un sistema assistenziale capillare e moderno.
Tutto questo desta significativa preoccupazione giacché non vorremmo che, passata l’emergenza, la sanità torni ad essere considerata solo “una voce di spesa” e non un” investimento” per il Paese.
Particolarmente preoccupante è la situazione del personale sanitario oramai giunta ai limiti della sostenibilità anche a cause delle gravi carenze di organico, divenute oramai strutturali, che mettono a rischio la stessa erogazione dei servizi (basti pensare alle interminabili liste di attesa, alle difficoltà dei pronto soccorso, al fenomeno sempre più diffuso dei medici “a gettone”).
Nessun cenno viene fatto a stanziamenti per assunzioni/stabilizzazioni di personale nonostante già oggi manchino all’appello circa 18.000 medici e oltre 60.000 infermieri, numeri destinati a salire anche a causa dei futuri pensionamenti.
Infine non si rinviene alcun finanziamento aggiuntivo per il rinnovo del CCNL 2019/21 della Dirigenza Medica (come richiesto dalla CISL Medici) né risorse per l’apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL 2022/24 del Comparto, tranne la previsione di un emolumento “una tantum” per il solo anno 2023, la cui spesa dovrà essere posta a carico del Bilancio delle Aziende.
PREVIDENZA
ARTICOLO 52 – Esonero contributivo per i lavoratori dipendenti
La Cisl ritiene positivo l’esonero contributivo a vantaggio del lavoratore del 2% per retribuzioni entro 2.692 euro con l’ulteriore incremento dell’1% per quelle che non superano 1.538 euro, senza pregiudizio dell’aliquota di computo per il calcolo della futura pensione. Nell’attuale momento di crisi è particolarmente importante rafforzare il potere di acquisito dei lavoratori. Occorre, tuttavia, che tale ulteriore incremento sia esteso anche ai redditi fino a 35.000 e che in prospettiva queste agevolazioni trovino equivalente e strutturale compensazione ripristinando l’originario gettito contributivo onde evitare che nel tempo si generino condizioni che possano indebolire l’equilibrio del sistema pensionistico.
ARTICOLO 57 – Proroga esoneri contributivi
La Cisl apprezza la previsione di un esonero contributivo totale per i datori di lavoro privati che tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023 assumono lavoratori beneficiari del Reddito di cittadinanza con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero procedono a trasformazioni dei contratti di lavoro a termine in tempo indeterminato. Così come è da valutare positivamente la proroga nel 2023 degli esoneri contributi per l’assunzione di giovani e donne. In ogni caso, queste forme di esonero non devono mai pregiudicare il calcolo della futura pensione. In particolare, per quanto riguarda le donne dovrebbero essere incentivati gli accordi aziendali che favoriscono la conciliazione vita lavoro e una migliore distribuzione delle responsabilità familiari.
ARTICOLO 53 – Pensione anticipata flessibile
La pensione anticipata flessibile con requisiti minimi di 62 anni di età e 41 di contributi è una risposta parziale alle richieste della Cisl per l’introduzione di meccanismi di flessibilità nel sistema previdenziale. Consente di mitigare lo scalone che altrimenti scatterebbe a gennaio con l’applicazione integrale della legge Monti Fornero ma presenta molti limiti: l’eccessiva rigidità dei requisiti di accesso, l’incumulabilità con il lavoro, il tetto all’importo della pensione entro 5 volte il trattamento minimo fino ai 67 anni di età, il minore effetto per le donne che vedono l’anticipo limitarsi a soli 10 mesi al massimo rispetto alla pensione anticipata ordinaria e che si riduce nel pubblico impiego addirittura a 4 mesi per effetto del posticipo di 6 mesi nella decorrenza. Anche la platea di potenziali 41,1 mila beneficiari appare del tutto sovradimensionata.
La richiesta che la Cisl presenta al nuovo Parlamento è, invece, quella di prevedere sia una pensione anticipata con 41 anni di contributi non vincolata all’età, sia la possibilità di pensionamento anticipato a partire dai 62 anni di età con requisiti inferiori.
Inoltre, è necessario intervenire in modo strutturale sulle regole della previdenza dando stabilità alle norme e certezze ai lavoratori e alle lavoratrici e non reiterare la prassi di interventi di carattere annuale.
ARTICOLO 54 – Incentivi al trattenimento in servizio dei lavoratori
Per quanto riguarda l’incentivo al trattenimento al servizio tramite la rinuncia al versamento all’Inps dei contributi in capo al lavoratore (9,19% della retribuzione imponibile) è importante precisare che per la Cisl, se sono condivisibili meccanismi di incentivo alla permanenza al lavoro, gli stessi non dovrebbero mai penalizzare l’importo della futura pensione. L’attuazione della norma e quindi anche le modalità di calcolo del trattamento pensionistico sono rinviate a un decreto ministeriale e quindi oggi non è possibile formulare un giudizio compiuto. Notiamo, tuttavia, che non è prevista alcuna esenzione di queste somme in termini di tassazione e quindi, da questa misura lo Stato ricava in ogni caso un gettito fiscale. Infine, si tratta di una norma molto specifica perché riguarda esclusivamente chi rinuncia alla pensione anticipata flessibile.
ARTICOLO 55 – APE sociale
È positivo che l’Ape sia stato ulteriormente prorogato, tuttavia la misura dovrebbe essere resa strutturale e la platea dei beneficiari dovrebbe essere allargata.
ARTICOLO 56 – Opzione donna
La Cisl non condivide la formulazione contenuta nel ddl bilancio dei requisiti per l’accesso alla pensione “opzione donna” né le condizionalità introdotte che finiscono per prevedere ulteriori oneri a carico delle lavoratici restringendo enormemente la platea delle potenziali beneficiarie. Le donne dovrebbero essere maggiormente tutelate dal punto di vista previdenziale poiché al momento della pensione scontano le conseguenze di carriere spesso frammentate e deboli a causa della particolare concentrazione su di esse del lavoro di cura che produce da un lato effetti negativi sul calcolo e dall’altro il posticipo al raggiungimento dei requisiti necessari per il pensionamento.
La richiesta del sindacato di prevedere una riduzione dei requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia e anticipata in relazione al numero di figli intende compensare parzialmente il particolare aggravio che le donne hanno subito nel corso delle riforme pensionistiche degli ultimi decenni. Tuttavia, dobbiamo constatare che non è questo l’obiettivo della riformulazione dei requisiti di “opzione donna” che, anzi, penalizza ulteriormente le lavoratrici. La Cisl chiede, quindi, il ripristino della pensione opzione donna, senza alcuna condizionalità, all’originaria età di 58anni (59 per le lavoratrici autonome) con 35 anni di contributi.
ARTICOLO 58 – Revisione del meccanismo di rivalutazione delle pensioni
La Cisl esprime una valutazione negativa sulla revisione del meccanismo di calcolo della perequazione delle pensioni. Dalla Relazione tecnica alla norma si nota come nell’arco di 10 anni (2023-2032) ammontino a oltre 36 miliardi, al netto degli effetti fiscali (oltre 54 miliardi al lordo degli effetti fiscali), i risparmi derivanti da questa discutibile scelta politica. Le pensioni oltre 4 volte il minimo, cioè oltre 2.101 euro, fatta salva la norma di salvaguardia, sono decisamente penalizzate e una pensione di 2.100 euro lorde corrisponde a circa 1.600 euro netti, non si tratta quindi di un importo privilegiato.
L’incremento straordinario per il 2023 e 2024 previsto per le pensioni minime è apprezzabile nell’intenzione ma non nell’importo dal momento che consiste in 7,8 euro mensili nel 2023 e di circa 14,18 euro nel 2024 e si esaurisce del tutto nel 2025.
La Cisl chiede, quindi, che la rivalutazione delle pensioni sia rivista in senso migliorativo e siano maggiormente sostenuti i trattamenti pensionistici più bassi, con l’incremento dell’importo della somma aggiuntiva (la cosiddetta “quattordicesima” dei pensionati), l’allargamento della platea di riferimento, oggi limitata a chi non supera le 2 volte il trattamento minimo (1.050 euro lordi mensili) e prevedendo l’indicizzazione dell’importo.
ARTICOLO 112 – Disposizioni in materia di cassa di previdenza Ministero della difesa – Art. 112
A prescindere dalle specifiche normative che questo articolo intende sistematizzare, la Cisl ritiene che tutti i lavoratori dipendenti appartenenti a qualsiasi settore, quindi compreso il comparto della Difesa ma anche a quello dei Vigili del Fuoco, della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria e della Guardia di Finanza dovrebbe essere riconosciuta la possibilità di promuovere il secondo pilastro pensionistico e di aderire a fondi pensione di previdenza complementare, anche in aggiunta forme di previdenza integrativa attualmente previste.
MEZZOGIORNO E FONDI PER LA COESIONE TERRITORIALE
ARTICOLO 57 – Proroga dell’esonero contributivo per assunzioni e decontribuzione a favore di giovani imprenditori agricoli
ARTICOLO 70 – Rifinanziamento dei contratti di sviluppo
ARTICOLO 88 – Strada statale ionica 106
Il Mezzogiorno con le sue criticità ed i suoi rischi di povertà crescente è sostanzialmente assente nel DL Bilancio. Ugualmente poco rilievo hanno in esso i fondi per la coesione. Questo secondo elemento non sarà una criticità solo se verranno confermate le quote di finanziamento annuale già previste dalla programmazione 2021-2027 di circa 73 MLD, a cui si aggiungono le risorse non spese della precedente programmazione di circa 44 MLD. Per questo occorre proseguire l’impegno di riduzione del costo del lavoro nel Sud per i prossimi anni, trovando adeguate risposte tramite un confronto con la Commissione Europea.
Ugualmente occorre concretizzare la spesa del 40 % delle risorse del PNRR nel Mezzogiorno, rendendo più adatti alle criticità dell’area i sistemi di messa in opera dei servizi alla persona e i finanziamenti per le imprese. La Cisl apprezza il rifinanziamento dei contratti di sviluppo, come anche la proroga della decontribuzione per le assunzioni di giovani e donne, ma richiede che si sviluppi un approfondito confronto complessivo sul Mezzogiorno a partire dalle infrastrutture materiali e sociali. Non bisogna permettere che la crisi energetica e la congiuntura negativa allontanino l’attenzione ai problemi strutturali del Paese, primo tra tutti il divario territoriale ed il gap economico e sociale che rende difficile vivere e lavorare al Sud.
REGIONI E ENTI LOCALI
ARTICOLO 137 – Incremento del fondo di solidarietà comunale
Valutiamo positivamente l’incrementato di 50 milioni per il 2023 il fondo di solidarietà comunale, che viene portato da 330 milioni a 380 milioni, in quanto si ripristinano in favore dei comuni risorse che erano state tagliate e che invece sono necessarie per fronteggiare la crisi economica.
ARTICOLO 138 – Risorse per progettazione
La CISL valuta molto positivamente l’incremento di 50 milioni per il 2023 e di 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 delle risorse assegnate agli enti locali per la progettazione, in quanto favorisce gli investimenti utili per lo sviluppo e la ripresa dei territori (messa in sicurezza del territorio; prevenzione rischio idrogeologico; messa in sicurezza ed efficientamento energetico di scuole, di edifici pubblici e del patrimonio comunale; messa in sicurezza di strade).
Inoltre il fondo di 10 milioni annui, per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, per l’assistenza tecnica specialistica in favore dei piccoli comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti può consentire di affrontare le attuali criticità nell’espletamento degli adempimenti necessari per garantire una efficace e tempestiva attuazione degli interventi previsti dal PNRR, criticità che sono più evidenti nelle piccole amministrazioni che rischiano di non ottemperare agli obblighi connessi con la gestione dei progetti PNRR.
ARTICOLO 139 – Conguaglio finale a seguito di certificazione ristori Covid
Norma di carattere tecnico, da valutare positivamente in quanto misura di semplificazione che agevola i rapporti finanziari degli enti locali.
ARTICOLO 140 – Disposizioni in materia di TASI
La disposizione è positiva in quanto stabilizza con 110 milioni annui risorse già previste in precedenti provvedimenti al fine di ristorare le finanze degli enti locali, decurtate dalle minori entrate determinate dalla crisi economica.
ARTICOLO 141 – Adeguamento dei termini per l’attuazione del federalismo regionale alle scadenze previste dal PNRR
Si tratta di una disposizione da valutare positivamente in quanto coordina i tempi di attuazione del federalismo fiscale con la tempistica prevista dal PNRR che prevede un’unica Milestone – UE per l’attuazione del federalismo fiscale regionale, da realizzare entro il primo quadrimestre dell’anno 2026. Entro aprile 2026 occorrerà quindi aver definito il quadro normativo di riferimento, al fine di rispettare tale scadenza e, tenuto conto della complessa procedura per l’avvio del nuovo meccanismo di finanziamento (compartecipazioni al gettito di tributi erariali, tributi regionali, meccanismi perequativi secondo quanto previsto dal Dlgs 68/2011), nel rispetto dei tempi previsti dal PNRR, ne viene ulteriormente rinviato l’avvio all’anno 2027.
La CISL ritiene infatti che la complessa riforma del federalismo fiscale debba essere attuata in modo corretto secondo i principi previsti dall’ articolo 119 della Costituzione, ripresi dal dlgs 56/2000, che prevedono l’autonomia finanziaria delle regioni e degli enti locali tramite un modello costituito da tributi propri, compartecipazioni al gettito dei tributi erariali e fondi perequativi per i territori con minore capacità fiscale.
ARTICOLO 143 – Determinazione dei LEP ai fini dell’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione
Valutiamo positivamente le disposizioni che disciplinano, in funzione acceleratoria, la determinazione dei LEP ai fini dell’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (autonomia differenziata) e prevedono la determinazione dei costi e fabbisogni standard secondo una procedura che prevede tempi definiti e il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali: Cabina di regia governativa, Commissione tecnica per i fabbisogni standard, Nucleo PNRR Stato-Regioni e un Commissario nominato dal Governo in caso di ritardi per rispettare i tempi.
La CISL ritiene necessario che il processo di attribuzione della c.d. autonomia differenziata sia preceduto dalla determinazione dei LEP, considerati in funzione di garanzia dell’unità del Paese.
Resta problematico il fatto che i livelli essenziali siano definiti quale “soglia di spesa costituzionalmente necessaria” e non invece, come sostiene la CISL, quale insieme delle prestazioni che devono essere assicurate per garantire il pieno godimento dei diritti a cui sono collegati.
In ogni caso si tratta di temi che devono essere oggetto di un confronto ampio e partecipato dalle parti sociali, nel Parlamento, dagli enti locali, che rafforzi coesione e unità nazionale, assegnando allo Stato un ruolo perequativo.
ARTICOLO 145 – Disposizioni in materia di segretari comunali
La disposizione, che prevede l’ iscrizione all’albo nazionale dei segretari provinciali e comunali, in aggiunta ai 345 segretari previsti dal bando, anche dei borsisti non vincitori che abbiano conseguito il punteggio minimo di idoneità, va valuta positivamente in quanto viene incontro alla necessità fortemente avvertita dai comuni di integrare gli organici per assicurare piena funzionalità e capacità amministrativa nell’attuazione degli interventi e nella realizzazione degli obiettivi previsti dal PNRR.
Il problema della carenza degli organici è stato da tempo sollevato dalla CISL e discusso con il ministro Fitto in occasione del recente confronto avuto sul PNRR, nonché con ANCI in occasione del confronto avviato per rafforzare la governance territoriale del PNRR stesso.
La CISL ritiene che oltre al problema strettamente numerico debba essere affrontato anche il problema della formazione del suddetto personale, affinché possa svolgere al meglio compiti e funzioni.
Andrà quindi innanzitutto verificata la congruità del numero di unità previsto, rispetto alle necessità effettivamente riscontrate.
Resta aperto il problema, già più volte sollevato dalla CISL, di prevedere una stabilizzazione professionale del suddetto personale, e il mantenimento dello stesso oltre la scadenza temporale del PNRR (dicembre 2026) a tutela del personale stesso e per non disperdere le professionalità acquisite, mentre la disposizione della legge di Bilancio fa’ problematicamente espresso riferimento al termine del 31 dicembre 2026.
AMBIENTE E POLITICA ENERGETICA
ARTICOLO 2 – Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale
ARTICOLO 3 – Azzeramento e degli oneri generali di sistema nel settore elettrico per il primo trimestre 2023
ARTICOLO 4 – Riduzione dell’IVA e degli oneri generali nel settore del gas per il primo trimestre 2023
ARTICOLO 5 – Misure in materia di bonus sociale elettrico e gas
ARTICOLO 6 – Fiscalizzazione oneri generali di sistema impropri per attuazione obiettivo M1C2-7 PNRR
ARTICOLO 7 – Misure di contenimento delle conseguenze derivanti dagli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale
ARTICOLO 8 – Contributi per maggiore spesa per energia e gas in favore degli enti territoriali
ARTICOLO 9 Attuazione del Regolamento (UE) 2022/1854 del Consiglio del 6 ottobre 2022, relativo a un intervento di emergenza per far fronte ai prezzi elevati dell’energia
Si prevede il finanziamento di alcuni interventi per ridurre gli impatti dell’aumento del costo dell’energia, quasi tutti sono in continuità con quelli del precedente governo, ma segnaliamo il rischio che la gran parte di essi ha termine al 1° trimestre del 2023 e se la situazione si dovesse prolungare nel tempo saranno necessarie nuove risorse o l’indicazione di nuove strategie per affrontarla, mentre la legge di bilancio non contiene indicazioni di prospettiva.
È positiva la proposta di innalzare il limite ISEE dagli attuali 12.500 euro a 15.000 euro anche se rimane oggettivamente basso.
Riteniamo che nell’insieme delle norme, oltre al rispetto del PNRR, mancano indicazioni e orientamenti legati allo sviluppo sostenibile.
ARTICOLO 10 – Riduzione dei consumi di energia elettrica
Iniziativa che va nella giusta direzione di favorire la riduzione dei consumi, tuttavia un solo progetto con scarse risorse non porterà a grandi risultati. Il tema delle Comunità energetiche rimane in disparte in attesa dei decreti attuativi.
ARTICOLO 125 – Rifinanziamento Programma sperimentale Mangiaplastica
È un positivo stimolo ai processi di economia circolare, essendo però di fatto una proroga di misure esistenti occorre avere una reale valutazione degli effetti delle precedenti annualità. Anche in questo caso la legge di bilancio non risulta innovativa rispetto ad un tema centrale per la sostenibilità dei processi produttivi. L’Italia, pur essendo leader europeo nel riciclo e recupero dei materiali ha bisogno di recuperare un profondo gap impiantistico, specialmente al Sud, per questo non basteranno le risorse del PNRR, che tra l’altro non prevede la possibilità di finanziamento di impianti di termovalorizzazione.
ARTICOLO 127 – Fondo per il contrasto al consumo di suolo
La previsione è positiva, ma per raggiungere l’obiettivo dell’Agenda 2030 della land degradation neutrality ossiala neutralità nel degradodel suolo e l’azzeramento del consumo di suolo netto che l’Unione europea ha fissato al 2050 è necessario ed urgente una legge nazionale per il contrasto alla cementificazione. In ogni caso sarà importante monitorare gli effetti di tale norma.
ARTICOLO 128 – Finanziamento per la realizzazione del Nuovo Polo Laboratoriale per l’ISPRA
Gli investimenti in ricerca sono positivi nell’ auspicio che gli impatti, pur se nel medio-lungo periodo, abbiano effetti positivi sull’intero sistema.
SCUOLA – UNIVERSITÀ E RICERCA
ARTICOLO 98 – Promozione delle competenze STEM nelle istituzioni scolastiche
Le misure dirette a rafforzare l’apprendimento delle materie STEM in tutti i gradi di istruzione e nella formazione continua dei docenti nonché dirette a rafforzare iniziative di orientamento, prioritariamente rivolte alle studentesse, sono condivisibili anche se non sono stanziate risorse aggiuntive ma si tratta di azioni da perseguire con gli investimenti del Pnrr.
ARTICOLO 99 – Misure per la riforma della definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica
È necessario prevedere norme specifiche non solo per le comunità montane, piccole isole e specificità linguistiche ma anche per le comunità delle aree interne e periferiche, che altrimenti senza scuole sarebbero destinate allo spopolamento.
Il Fondo, che dovrebbe raccogliere i risparmi così effettuati, non sarebbe finalizzato esclusivamente a compensare il maggior impegno di dirigenti scolastici e dsga, dei quali si ridurrebbe l’organico, ma potrebbe essere persino utilizzato per il pagamento delle supplenze brevi dei docenti.
Non vi sono indicazioni sui meccanismi di ripartizione delle risorse regionali e non si risponde alla necessità di assicurare stabilmente a ogni istituzione scolastica funzionante nel territorio un dirigente scolastico e un dsga.
Si chiede inoltre che le risorse già stanziate nei due anni precedenti e non utilizzate siano finalizzate a incrementare il Fondo Unico Nazionale dei Dirigenti scolastici e le indennità dei dsga.
ARTICOLO 100 – Misure in materia di istruzione e merito
Si considera apprezzabile lo stanziamento di 150 milioni di euro per l’anno 2023 per la valorizzazione del personale scolastico, ma si ritiene che i criteri di assegnazione delle risorse debbano essere definiti in sede di Contrattazione Collettiva e non per decreto del ministro.
ARTICOLO 101 – Misure in materia di università e borse di studio
Il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio è incrementato di 150 milioni di euro per l’anno 2024, ma occorre evidenziare che non ci sono misure di investimento nel settore scuola, università e ricerca se non quelle già previste dal Pnrr, e che il governo è stato costretto ad inserirle in finanziaria, per rispettare le scadenze con la Commissione europea (Investimento nelle materie STEM).
Non ci sono le risorse per i rinnovi contrattuali del prossimo triennio.
Per quanto riguarda il dimensionamento scolastico si chiede che i risparmi conseguiti dalla previsione di riduzione del numero di dirigenti scolastici e DGSA siano utilizzati per valorizzare il lavoro degli stessi e che sia introdotta una previsione che risponda alla necessità di assicurare stabilmente a ogni istituzione scolastica funzionante nel territorio un dirigente scolastico e un dsga.
CASA
ARTICOLO 18 e 21 – Agevolazioni prima casa giovani e esenzione Imu immobili occupati
La norma è condivisibile ma riteniamo opportuno e necessario prevedere contemporaneamente interventi per l’edilizia pubblica.
Sono condivisibili gli interventi previsti dall’art 18 (proroga facilitazioni per l’acquisto della prima casa per gli under 36) e dall’art. 21 (esenzione IMU per gli immobili occupati), ma siamo molto critici rispetto all’assenza di una qualsiasi progettualità su modelli di offerta abitativa alternativi a quelli tradizionali, coerenti e compatibili con i mutati stili di vita di giovani e famiglie, come già da noi richiesto in audizioni precedenti sul tema, e, soprattutto, rispetto all’assenza di qualsiasi previsione in materia di edilizia pubblica e di sostegno alle difficoltà abitative, ormai divenute emergenza sociale. La Cisl, da tempo, chiede di mettere in campo un Piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica e di rifinanziare con almeno 250 milioni all’anno il Fondo Sostegno Affitto e il Fondo Morosità Incolpevole, unificandoli in un unico fondo, per venire incontro al crescente disagio che, anche a causa della crescita dell’inflazione, investe un numero sempre maggiore di famiglie del nostro Paese.
POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
ARTICOLO 11 – Estensione del credito d’imposta per l’acquisto dei carburanti per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca
Previsione Importante per il settore agroalimentare e della pesca, anche per quelle aziende che utilizzano il gasolio e la benzina per riscaldare le serre e gli edifici adibiti al ricovero degli animali, sarebbe opportuno che il provvedimento venga esteso almeno fino alla fine del 2023, poiché le difficoltà emerse difficilmente si risolveranno nei primi tre mesi dell’anno e gli effetti continueranno a farsi sentire per lungo tempo
ARTICOLI 76 e 77 – Fondo per la Sovranità alimentare e Fondo per l’innovazione in agricoltura
Si tratta sicuramente di due punti forti della manovra, destinati ad avere ricadute importanti in termini di rafforzamento e valorizzazione del settore agro alimentare, tuttavia in attesa di conoscere maggiori dettagli e trarre opportune valutazioni sollecitiamo il Ministro Lollobrigida a convocarci al più presto, anche alla luce della recente approvazione a livello europeo dell’articolo inerente la condizionalità sociale prevista dalla nuova Pac il cui obiettivo è anche quello di rendere più attrattiva l’occupazione in agricoltura.
POLITICHE DI GENERE
N.B. la maggior parte delle disposizioni riguardanti le politiche di genere sono state inserite nelle singole aree tematiche, dato il loro carattere trasversale (articoli 17; 56; 57; 66; 98) si ribadiscono quindi di seguito alcuni aspetti specifici:
ARTICOLO 63 – Misure a sostegno del Piano strategico nazionale contro la violenza sulle donne e rifinanziamento Fondo per le misure anti-tratta
Positivo l’aumento delle risorse al fine di realizzare in maniera più adeguata sia il Piano contro la violenza sulle donne che quello sulla tratta e lo sfruttamento degli esseri umani. Riguardo al primo, auspichiamo che ciò acceleri anche l’emanazione del piano operativo che viaggia con diversi mesi di ritardo.
ARTICOLO 107 – Misure a sostegno dello sport italiano
L’incremento di 2 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, del Fondo unico a sostegno del movimento sportivo italiano, di cui 1 milione di euro a sostegno della maternità delle atlete non professioniste è una misura, un modo concreto per sostenere la scelta di maternità delle atlete, garantendo nel contempo la continuità retributiva e il prosieguo del percorso sportivo.
POLITICHE PER I GIOVANI
N.B. le disposizioni riguardanti le politiche per i giovani sono state inserite nelle singole aree tematiche, dato il loro carattere trasversale (articoli 18; 57; 98), alle quali si rinvia.
FAMIGLIA E POLITICHE SOCIALI
La manovra prevede un “pacchetto famiglia” costituito da interventi ammontanti ad 1,2 mld circa che si sostanziano con l’Iva agevolata su alcuni prodotti per l’infanzia, l’incremento dell’assegno unico e universale, l’aumento del congedo parentale, il Fondo di solidarietà alimentare.
Non sono previsti invece potenziamenti della rete dei servizi sociali e socio sanitari e dei relativi livelli essenziali.
ARTICOLO 65 – Assegno Unico
Il suo rafforzamento va nella giusta direzione, in favore delle famiglie con un nascituro, per le famiglie numerose con figli fino a tre anni e dei disabili maggiorenni. Un apprezzabile “segnale” seppur meno impattante rispetto alle iniziali dichiarazioni cui dovranno seguire ben più consistenti interventi.
ARTICOLO 66 – Congedo parentale all’80 per cento della retribuzione
La durata massima di un mese va certamente nella direzione delle proposte Cisl, anche se è riservato alle sole mamme, entro il sesto anno di vita del bambino ed esclusivamente per le madri che terminano il congedo di maternità dopo il 1° gennaio 2023. Per centrare l’obiettivo di supporto ad una genitorialità responsabilmente condivisa sarebbe auspicabile estendere la previsione anche ai padri; la Cisl chiede di non limitare ai sei anni del figlio la fruizione, ma di allargarlo fino ai 16 anni.
ARTICOLO 59 – Disposizioni di riordino delle misure di sostegno alla povertà e all’inclusione lavorativa
La prevista soppressione del Reddito di cittadinanza nel 2024 costituisce un passo indietro rispetto ad una delle più importanti misure introdotte nel nostro sistema di welfare negli anni recenti, non compensata certo dalla istituzione del Fondo per l’acquisto di alimentari di prima necessità (art.78) finanziato solo per il prossimo anno.
Per la Cisl l’RdC andrebbe migliorato, non smantellato, tanto più data la difficile fase economica attraversata dal nostro Paese.
ARTICOLO 67 – Fondo per le periferie inclusive
Rileviamo che la scelta di promuovere l’inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità nelle periferie delle città con più di 300mila abitanti, attraverso il finanziamento di progetti, offre interessanti possibilità di supporto alle reti territoriali e alle capacità progettuali di innovazione. Non è chiara, d’altro canto, la motivazione che porta a creare un ulteriore fondo dedicato (“Fondo per le periferie inclusive”).
Rimarchiamo in particolare l’assenza di investimenti a favore delle persone non autosufficienti, come chiesto in più occasioni dalla Cisl, per potenziare o qualificare i servizi sociali e sociosanitari fortemente carenti nella copertura e nella intensità assistenziale, nonché divaricati territorialmente. Né vengono previsti interventi di sostegno al lavoro di cura informale dei caregiver né di qualificazione di quello professionale degli assistenti familiari. Occorre pertanto incrementare la dotazione del Fondo nazionale per la non autosufficienza al fine di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, in particolare per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e le dotazioni organiche degli ambiti sociali territoriali. Ciò è anche necessario a nostro avviso per sostenere l’urgente riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti che va approvata entro marzo 2023, come previsto nel PNRR.
INFRASTRUTTURE
ARTICOLO 68 – Misure per fronteggiare l’aumento del costo dei materiali per le opere pubbliche
Per la Cisl è fondamentale costituire un “paniere” di beni primari rispetto al settore delle costruzioni (estendendo la previsione anche per gli altri settori) che possa disciplinare il prezzo dei lavori. Va previsto un aggiornamento semestrale che, digitalizzando le procedure, avvenga in maniera automatica
ARTICOLO 79 – Disposizioni in materia di revisione prezzi
Come Cisl in questo articolo ravvisiamo un rischio: vista la fluttuazione dei costi dei materiali, dell’inflazione, dell’energia, la norma potrebbe orientare l’assegnazione degli appalti con la procedura, per la quale esprimiamo la nostra contrarietà, del massimo ribasso.
ARTICOLO 80 – Unificazione degli strumenti di pianificazione e programmazione delle infrastrutture secondo criteri di rendimento
Il giudizio sulla graduatoria, basato unicamente su costi-benefici rischia, se non esplicitato in maniera più esaustiva, l’esclusione da progetti di riqualificazione per quelle infrastrutture periferiche che potrebbero essere bonificate e riutilizzate.
ARTICOLO 81 – Trasporto pubblico locale e trasporto rapido di massa
Positivo ma da rafforzare il rifinanziamento per il trasporto pubblico locale. Bene il rifinanziamento per la realizzazione della metro C. Va affrontato il nodo della qualificazione e della progettazione per le grandi opere per avere tempi certi nella loro realizzazione
ARTICOLO 82 – Collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente
Per la Cisl è positiva la revoca della norma di scioglimento della società Stretto di Messina SpA. Il ponte sullo stretto torna ad essere definita “opera prioritaria”. Non è più rinviabile il collegamento tra la Calabria e la Sicilia.
ARTICOLO 84 – Olimpiadi invernali 2026 Milano – Cortina
La sinergia tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Economia e Finanze, è una buona notizia per l’avanzamento delle opere riguardanti le Olimpiadi invernali 2026.
ARTICOLO 85 – Misure in favore del settore autotrasporto
Positivo ma non sufficiente lo stanziamento di 200 milioni di euro per far fronte al caro carburante nel settore dell’autotrasporto.
ARTICOLO 86 – Finanziamento terzo lotto costruttivo Torino-Lione
È autorizzato l’avvio del terzo lotto costruttivo Torino-Lione. Per l’assegnazione delle risorse il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è tenuto a presentare una relazione alla società Tunnel Euroalpin Lyon Turin- Telt sas.
ARTICOLO 87 – Finanziamento tratte nazionali di accesso al tunnel di base Torino-Lione
ARTICOLO 88 – Strada statale 106 Jonica
Gli articoli 87 ed 88 sono sostenuti con convinzione dalla Cisl, per un’opera essenziale per i due paesi che va portata avanti e conclusa.
ARTICOLO 89 – Strade sismi
Per la Cisl è positivo il finanziamento delle strade statali di collegamento per le aree colpite dai sismi 2009 2016. Sono fattori fondamentali di sviluppo da cui non si può prescindere.
ARTICOLO 90 – Strada statale n. 4 Salaria
Per la Cisl è fondamentale il raddoppio della strada Salaria per Roma: è una necessità primaria con il conseguente collegamento della Capitale a Rieti e dunque con Ascoli.
ARTICOLO 91 – Corridoio Reno-Alpi
Per la Cisl è fondamentale la realizzazione della linea Chiasso – Monza che rientra tra gli interventi finalizzati al potenziamento delle reti di accesso al valico alpino del Gottardo, valico su cui la Confederazione Elvetica sta completando importanti opere infrastrutturali per dare attuazione al progetto Alp-Transit.
ARTICOLO 92 – Peschiera
Pur apprezzando il provvedimento, non possiamo evidenziare come si rinvii ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze, l’individuazione degli interventi da finanziare che dovranno essere individuati entro il 30 aprile 2023.
ARTICOLO 113 – Misure per assicurare l’attuazione degli interventi infrastrutturali destinati a soddisfare le esigenze della Polizia di Stato
Incremento di risorse che vanno nella direzione giusta per supportare gli interventi infrastrutturali, visto l’aumento esponenziale dei costi dei materiali da costruzione.
ARTICOLO 114 – Istituzione del fondo per il centro nazionale di accoglienza degli animali confiscati e sequestrati
Positivo il finanziamento per I Centri, che accolgono molti animali feriti da atti di bracconaggio, incidenti o sottoposti a confisca o sequestro, per garantire il loro rientro in natura. Positiva anche la previsione di assunzioni che chiediamo vengano discusse con le organizzazioni sindacali di categoria.
ARTICOLO 131 – Misure in favore dei territori delle Marche colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 15 settembre 2022
ARTICOLO 132 – Sisma Molise e Sicilia 2018
ARTICOLO 133 – Sisma Ischia 2017
ARTICOLO 134 – Sisma Centro Italia 2016
ARTICOLO 135 – Sisma Emilia Romagna 2012
ARTICOLO 136 – Sisma Abruzzo 2009
Per la Cisl è fondamentale addivenire ad un codice unico per la ricostruzione e per gli altri eventi disastrosi, per garantire uniformità e tempestività degli interventi, eliminando il ricorso alla figura del Commissario Straordinario ed introducendo la Struttura di Missione che riconsegni il ruolo originale a Casa Italia. Rimaniamo perplessi sullo stanziamento di fondi per l’anno 2047, 2048, 2049, che non vanno nella direzione auspicata di terminare in tempi brevi le opere di ricostruzione.
GIUSTIZIA
ARTICOLO 147 – Dotazione finanziaria a disposizione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo
La Cisl condivide la scelta di fornire una specifica dotazione finanziaria per l’acquisizione di beni e servizi per rendere la gestione più dinamica al fine di dare maggiore operatività al contrasto della criminalità organizzata, anche in considerazione delle nuove attribuzioni in materia di antiterrorismo. Positivo escludere dal finanziamento le spese del personale
ARTICOLO 148 – Rifinanziamento di fondi per l’edilizia giudiziaria
La Cisl valuta positivamente questa norma, tenuto conto che l’edilizia giudiziaria ha, nel suo complesso, una situazione di particolare criticità, che deve essere superata.
TURISMO, SPORT, CULTURA E INFORMAZIONE
ARTICOLO 102 – Fondo Ammodernamento, Sicurezza e dismissioni impianti di risalita e di innevamento
Per la CISL è apprezzabile la sintesi che la norma si propone di perseguire. La promozione dell’industria turistica, il mantenimento e lo sviluppo dei livelli occupazionali devono sempre coincidere con la garanzia di elevati standard di sicurezza degli impianti perché non si ripetano tragedie come quella del Mottarone.
ARTICOLO 104 – Fondo per accrescere il livello e l’offerta professionale nel turismo
Riteniamo che la formazione nel turismo è l’investimento primario che incide sulla competitività delle imprese e sulla offerta turistica, nonché sulla stabilizzazione dell’occupazione a contrasto della precarietà diffusa nel settore. Per questo, seppur sono positive le intenzioni, riteniamo troppo esigue le risorse previste.
ARTICOLO 105 – Fondo Piccoli Comuni a vocazione turistica
Per la CISL il segnale che viene dato è senz’altro positivo e, considerate le esigue risorse stanziate, è da ritenere un punto di partenza, ma non sufficiente perché non legato ai Fondi SNAI e del PNNR. Insieme, tutte misure fondamentali per la valorizzazione delle Aree interne in un’ottica che tenga insieme le nuove offerte turistiche (turismo esperienziale e nomadismo digitale) e uno sviluppo sostenibile.
ARTICOLO 106 – Fondo per il turismo sostenibile
Valutiamo il provvedimento interessante, ma insufficiente perché si tratta di investimenti esigui che avrebbero efficacia se impegnati in progetti verticali specifici e non dispersi in mille rivoli tanto da farne perdere l’efficacia.
ARTICOLO 107 – Misure a sostegno dello sport italiano
Per la CISL è apprezzabile il sostegno per un settore che ha sofferto per gli effetti dell’emergenza Covid-19 ed ora per il caro energia, fattori che hanno determinato maggiori affanni per tutto il settore dilettantistico. Pertanto, a tutela di tutti gli occupati del comparto e delle imprese stesse, chiediamo una particolare attenzione con relativo monitoraggio delle risorse necessarie per il mantenimento dei livelli occupazionali.
ARTICOLO 108 – Acquisto beni culturali
La CISL apprezza molto questa norma perché attraverso di essa di attua un doveroso controllo del mercato delle opere d’arte, nonché la protezione del patrimonio culturale e artistico da parte dello Stato.
ARTICOLO 110 – Fondo editoria
Riteniamo la misura importante, anche se facciamo notare che nel tempo l’informazione si è spostata anche su altri canali su cui è importante che si faccia una riflessione.
MISURE PER LA SICUREZZA NAZIONALE
ARTICOLO 116 – Accoglienza profughi dell’Ucraina
Per la CISL è un atto dovuto che risponde al perdurare della grave crisi internazionale in atto. Si tratta di corrette disposizioni tese ad assicurare una pronta risposta per assicurare soccorso ed assistenza della popolazione ucraina sul territorio nazionale.
ARTICOLO 120 – Ampliamento della rete dei centri di permanenza per il rimpatrio – C.P.R.
Per la CISL i Centri di permanenza per il rimpatrio, come luoghi di trattenimento in attesa dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione, già in piena pandemia, hanno palesato forti criticità sia per i cittadini migranti che per i lavoratori con rischi per la propria salute e quella degli ospiti dei centri.
Pertanto, chiediamo una particolare attenzione a garanzia della sicurezza e la dignità dei cittadini stranieri e dei lavoratori impegnati nei Centri stessi.
ARTICOLO 121 – Misure in materia di riconoscimento di protezione internazionale
Su questo punto sarebbe necessario uno stanziamento maggiore e una più lunga possibilità di deroga all’art. 106: il Governo non fa nessuno sforzo economico su questa platea dal momento che lo stanziamento è a valere sulle risorse iscritte a legislazione vigente nello stato di previsione del Ministero dell’Interno. Sarebbe invece necessario riuscire a traghettare questi lavoratori almeno fino all’ultimo quarto del 2023 quando dovrebbero rendersi disponibili risorse europee che permetteranno l’attivazione di un nuovo progetto per il rafforzamento dell’esigibilità del diritto di asilo. Questo personale è fondamentale per garantire l’asilo e la protezione internazionale a chi realmente è in situazioni di bisogno.
ARTICOLO 123 – Misure per la funzionalità degli uffici del Ministero dell’Interno
La CISL ritiene il provvedimento utile per dare una risposta immediata alla evidente necessità di ulteriori lavoratori per porre rimedio ai ritardi nel disbrigo delle pratiche burocratiche legate ai decreti flussi e alle procedure di emersione, ma esso stesso perderebbe di efficacia se non dovesse rientrare in una logica in cui si salvaguarda il turnover e il passaggio delle competenze fondamentali per la continuità del servizio.
In particolare i 600 lavoratori in scadenza a fine anno dovranno essere tutti prorogati.








