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Il diritto che cede alla forza | L’analisi di Angelo Panebianco

Nel nuovo mondo, il mondo che si sta formando sotto i nostri occhi, andranno drasticamente a restringersi il ruolo e lo spazio del diritto internazionale così come è stato concepito (e reinterpretato), sotto la spinta occidentale, dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Ne è convinto Angelo Panebianco, il quale sul Corriere della Sera sottolinea come in un assetto internazionale multipolare – per definizione basato sulla competizione fra una pluralità di potenze, ciascuna delle quali rivendica una propria zona di influenza – il ruolo del diritto internazionale torni ad essere quello tradizionale. Ha soprattutto il compito di facilitare i rapporti fra potenze nell’intervallo fra un conflitto armato e l’altro.

In un mondo siffatto, l’impronta e l’influenza occidentali sulle istituzioni internazionali si affievoliscono o declinano. E con quel declino perdono forza le idee su come regolare i rapporti internazionali, idee nate nella società occidentale, e che, per un certo periodo, erano sembrate (o erano state davvero) vincenti.

L’Onu, successore della Società delle Nazioni, nacque per volontà del presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt nel quadro di una riorganizzazione del sistema internazionale che, secondo il disegno americano, doveva fondarsi su una pluralità di istituzioni. Tali istituzioni avevano lo scopo di stabilizzare i rapporti fra gli Stati. Quel sistema internazionale, nelle intenzioni americane, doveva essere guidato dagli Stati Uniti con l’accordo delle altre grandi potenze.

Dopo la fine della Guerra fredda, per un certo periodo, sembrò a molti che la realizzazione di quel sogno fosse a portata di mano. L’epoca dell’unilateralismo americano, l’epoca dominata da una sola superpotenza, è anche il momento di maggiore forza e prestigio dell’Onu.

Poi è arrivato il declino relativo della potenza americana e si è palesato il declino (senza aggettivi) dell’Europa: in altri termini, il ridimensionamento del peso internazionale della società occidentale e l’ascesa di altri mondi e di altre civiltà con diverse concezioni, tradizioni e priorità.

Dobbiamo quindi realisticamente prendere atto del fatto che il diritto internazionale, per come era stato concepito in Occidente, e le istituzioni collegate, si avviano verso un drastico ridimensionamento. 

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