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Il catenaccio in attesa delle elezioni | L’analisi di Antonio Polito

“La battaglia della Finanziaria, che sembra campale, è in realtà una scaramuccia. Si combatte sul campo dello status quo”.

Ne parla Antonio Polito sul Corriere della Sera: “Piccole fette di una torta già piccola e destinata a rimpicciolirsi ancor di più nei prossimi due anni di «crescita zerovirgola», eppur contese fino all’ultima briciola da partiti famelici. E perfino la solenne liturgia di uno sciopero generale per un rituale che non vale una messa”.

“Il «presentismo», con la conseguente indifferenza per il futuro, è del resto uno sport nazionale. Ma non c’è niente da fare: siamo incorreggibilmente short term. Di tutta la nostra spesa pubblica per il Welfare – sottolinea l’editorialista – “solo l’11% è orientata al futuro. Il restante 89% è gestione del presente”.

“La responsabilità è innanzitutto dei governi. Di questo governo, dunque, nel caso specifico. L’esecutivo Meloni ha giocato benissimo in difesa per quattro anni, operando a protezione del bilancio pubblico e della nostra credibilità internazionale meglio di molti predecessori considerati più «europeisti». Ma non si è vista l’offensiva, uno schema di attacco allo status quo, per l’appunto”.

“Quella voglia di svincolare il Paese e di farlo correre verso nuove conquiste che pure era stata la promessa vincente del melonismo alle ultime votazioni, e il mandato di quella base «populista» che ne sostiene la coalizione elettorale”.

“Con un’unica eccezione: una apprezzabile tendenza agli sgravi fiscali sul lavoro, azzoppata però negli effetti dalla limitatezza delle risorse disponibili”.

“Che saranno però ben presto anche minori: in tre anni cresceremo in tutto di due punti percentuali di Pil, se ci va bene: la metà dell’eurozona. Siamo tornati a essere gli ultimi della classe”.

“L’attitudine al «catenaccio» nella speranza che passi la nottata, la tendenza a occuparsi delle prossime elezioni invece che delle prossime generazioni, per quanto non giustificata, è comprensibile in politica”.

“Contemplare infatti il futuro dell’Italia, e spiegarlo agli italiani, fa davvero paura”.

“Una tenaglia fatta di risorse che calano, popolazione che si riduce, disuguaglianze che aumentano, stringe in una morsa l’Italia di domani”.

“Il governo Meloni è al suo ultimo anno. È saldo, straccia record di durata, potrebbe perfino fare il bis nella prossima legislatura, per la prima volta nella Seconda Repubblica”.

“Forse può rischiare di prendere un golletto in difesa per osare un po’ di più in attacco”.

“Tanto alla fine la Storia, come il calcio, non perdona gli ignavi”.

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