“L’attenzione si sta spostando inevitabilmente su temi quali la sicurezza energetica, la capacità di far fronte alla interruzione di fornitura – ad esempio – di gas con il razionamento, la necessità di diversificare, come farlo e in quali tempi, con un rischio di un brusco rallentamento o un vero e proprio arretramento dell’apertura dell’interdipendenza della globalizzazione. Il rischio è di accentuate regionalizzazioni con minor movimento di persone, merci, capitali e investimenti produttivi più bassi, incertezza per la domanda futura e un più lento progresso tecnologico. Sono nuove sfide che si vanno ad aggiungere a quelle transizione verde che possono renderla addirittura più ardua”.
Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo a ‘Incontri su Economia e Società, Disuguaglianze e democrazia. Quale futuro per un capitalismo democratico?’ a cura della società editrice il Mulino e Eur culture per Roma.
Secondo Visco, “è difficile prevedere l’evoluzione futura delle trasformazioni in atto, ma si può essere sicuri, credo, che l’istruzione continuerà ad avere un ruolo cruciale dato che lo sviluppo, non solo nei paesi avanzati, resta indissolubilmente legato alla conoscenza e alle competenze dei lavoratori”








