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I migranti e le difficoltà della sinistra | L’analisi di Francesco Bei

Francesco Bei su Repubblica parla del tema dei migranti e della sinistra: “È comprensibile –scrive l’editorialista – il silenzio con cui a sinistra è stato accolto il bilaterale tra Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer.

Da quel faccia a faccia è emersa infatti, per il campo del centrosinistra italiano, una verità amara, imbarazzante ma innegabile: quei due, sul contrasto all’immigrazione illegale, sono apparsi in totale sintonia.

Anzi, l’inglese è sembrato persino trarre esempio e ispirazione dal contestato ‘protocollo Albania’ confezionato da Meloni tra mille critiche.

Il problema, per il Pd e per le altre forze progressiste italiane, è che questa nouvelle vague non è un improvviso ed eccentrico sbandamento a destra del Labour inglese.

Perché la stessa linea di fermezza e respingimenti, di confini sigillati ai migranti, la sta predicando e praticando in questi giorni anche il cancelliere socialdemocratico Scholz, reduce da una sonora sconfitta in Turingia e Sassonia”.

Scenari analoghi in Spagna e Stati Uniti, dice Bei che aggiunge: “Per la sinistra italiana il problema è dunque reale e cogente.

Qualsiasi proposta di governo che vorrà essere credibile dovrà infatti fornire una risposta alla domanda su quale e quanta immigrazione il Paese è disposto ad accettare.

Per la destra la risposta è facile, intrisa di propaganda, ideologica.

È una risposta che trasforma ogni migrante in una potenziale minaccia e lo schiaccia in una dimensione esclusivamente criminale.

Per la sinistra, almeno quella che aspira a governare, una risposta facile non c’è.

La soluzione passa dall’integrazione e legalizzazione di coloro che sono già arrivati, ripristinando tutte le misure che la destra ha smantellato con i decreti Salvini, passa dalla cancellazione delle norme criminogene della Bossi-Fini, che impediscono di entrare legalmente in Italia a cercare lavoro, passa dalla salvezza dei migranti in mare, dalla concessione più facile della cittadinanza, dallo spiegare che, senza un flusso costante e crescente di lavoratori immigrati, tra pochi anni l’Inps non sarà più in grado di pagare le pensioni.

Ma non può eludere, a meno di non dare la partita elettorale già per persa, anche la domanda di sicurezza e rispetto dei confini.

Prima o poi – conclude – anche a sinistra, bisognerà discuterne”.

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