Secondo quanto emerge dall’indagine “Gli italiani e il risparmio”, realizzata da Acri con Ipsos in occasione della 99ma Giornata Mondiale del Risparmio, rimane ancora altissima la quota di italiani che si dichiarano preoccupati del futuro economico dopo il pensionamento (sono il 72% vs. 75% nel 2022). Al riguardo, i giovani appaiono meno preoccupati (69% vs 72% del totale popolazione), probabilmente in virtù del fatto che vedono il momento della pensione come un evento ancora molto lontano. Nonostante i timori, solo un lavoratore su 5 dichiara di aver già sottoscritto forme di previdenza integrativa. Un quinto si è semplicemente informato e un terzo circa è aperto verso questa tematica e interessato a ricevere informazioni.
Tra i giovani occupati di 18-30 anni la quota dei sottoscrittori di strumenti di previdenza integrativa è inferiore alla media (17% vs 19% tra gli occupati in Italia) e tuttavia sembra comunque elevato l’interesse, poiché circa un terzo sì è comunque già informato su questo tema. Per molti, soprattutto tra i giovani e fino ai 44 anni la previdenza non è comunque sentita come un’urgenza, avendo al momento altre priorità. Diventa cruciale, per il nostro Paese, sostenere i giovani nel costruire la propria indipendenza e una crescita finanziaria, perché significa creare le condizioni di crescita e sostenibilità economica e consentire di costruire il loro futuro ed il futuro del Paese.








