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[L’inchiesta] Gli affari della Russia con l’Italia euroscettica. E 20 anni di imprese in perdita

“Trecentoquaranta milioni di perdite in tredici anni senza mai un bilancio in utile. L’ultimo conosciuto, poi, semplicemente catastrofico: il 2020 si è chiuso con un rosso di oltre 44 milioni. E qui c’entra un po’ anche il Covid.

Ma è comunque roba da far tornare alla mente quel geniale esercizio di Ernesto Rossi che negli anni Cinquanta calcolò sul Mondo di Mario Pannunzio che lo Stato italiano avrebbe risparmiato un sacco di soldi tenendo a casa tutti i minatori della sarda Carbosulcis pagandogli lo stipendio a patto che non lavorassero meno che, come in quel caso, pure nella (ex?) joint venture fra la società pubblica Alenia Aermacchi del gruppo Leonardo (già Finmeccanica) e la russa Sukhoi non ci fossero altre motivazioni rispetto a quelle puramente economiche. Motivazioni politiche, anche se di natura diversa”.

Il curioso intreccio d’affari tra Russia e Italia lo racconta Milano Finanza.

Le dimissioni del ministro Ruggiero

“Tutto comincia con il secondo governo di Silvio Berlusconi, nel 2001. Fino ad allora, per ragioni di pregresse relazioni industriali con l’industria aeronautica statunitense l’Alenia del gruppo Finmeccanica controllato dal Tesoro e quotato in borsa, è rimasto fuori dal consorzio europeo Airbus” scrive MF.

“Proprio in quel momento, però, si sta aprendo uno spiraglio per rientrare nell’alleanza franco-tedesca-spagnola a cui partecipano allora anche gli inglesi. Lo spiraglio è il progetto A400M, un aereo militare da trasporto europeo”.

“L’Alenia potrebbe essere della partita, ma nel governo l’unico a sostenere con convinzione l’ingresso della Finmeccanica nell’affare è il ministro degli Esteri Renato Ruggiero. Che all’inizio del 2002 di dimetterà, dopo una intervista al Corriere, in aperta polemica con un esecutivo apertamente euroscettico” sottolinea il giornale finanziario nella sua inchiesta.

L’affare degli aerei

“Oltre a mostrare freddezza per il debutto della moneta unica, il governo lascia quindi volentieri cadere l’idea di rientrare nel consorzio europeo. In compenso, tre anni dopo firma un accordo con la Russia.

Iniziativa singolare per tutta una serie di ragioni industriali, considerato per esempio che la Finmeccanica è impegnata nei velivoli civili con la Boeing statunitense. In questo caso si tratterebbe di sviluppare un altro aereo civile con la Sukhoi, azienda statale russa più nota per la produzione di cacciabombardieri che di velivoli per il trasporto di uomini d’affari e di turisti”.

“Ma i rapporti fra Berlusconi e Vladimir Putin sono tali evidentemente da rendere la cosa non soltanto plausibile, ma perfino politicamente opportuna. Va notato che l’alleanza fra Sukhoi e Alenia segue di poche settimane la ratifica da parte del parlamento dell’intesa che impegna un’altra società pubblica, la Sogin, nello smantellamento dei sommergibili atomici sovietici in disarmo con un finanziamento pubblico di 360 milioni più accessori” prosegue MF.

“L’accordo aeronautico prevede la costituzione di una società ambiziosamente battezzata Superjet International, con la sede a Venezia presso l’aeroporto di Tessera. La Finmeccanica ha il 51 per cento, con il restante 49 nelle mani dei russi” conclude MF.

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