“Ho letto sulla prima pagina di Repubblica: ‘L’Italia in vendita’.
Questa accusa mi arriva da un giornale di proprietà di quelli che hanno preso la Fiat e l’hanno ceduta ai francesi, hanno trasferito all’estero la sede legale e fiscale, messo in vendita sui siti immobiliari i siti di nostre storiche aziende italiane.
Non so se il titolo fosse un’autobiografia, ma lezioni di tutela dell’italianità da questi pulpiti, anche no”.
Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso della registrazione di Quarta Repubblica in onda su Retequattro.
PRIVATIZZAZIONI PER 20 MLD IN 3 ANNI SI POSSONO FARE
“Per privatizzazioni non intendo quello che abbiamo visto in passato, per me non vuol dire regali miliardari fatti a qualche imprenditore fortunato e amico.
Significa che lo Stato può indietreggiare dove la sua presenza non è necessaria mentre deve avanzare quando la sua presenza è necessaria.
Noi prevediamo nel documento economico di bilancio 20 miliardi in tre anni, che è un lavoro che si può fare con serietà”, ha ribadito Meloni.
STATO MANTIENE CONTROLLO QUANDO È FONDAMENTALE
Sempre in merito alle privatizzazioni, Meloni ha spiegato che “possiamo cedere alcune quote di società pubbliche senza compromettere il controllo pubblico e possiamo, su alcune aziende che sono interamente di proprietà dello Stato, cedere quote di minoranza ai privati.
Lo Stato mantiene sempre il controllo quando è fondamentale”.
Fs, ha proseguito, “è uno dei dossier sul tavolo”.
AUMENTATI TASSI SU DEPOSITI E CREDITO DOPO TASSA EXTRAPROFITTI
“Qualche mese dopo che abbiamo varato la tassa” sugli extraprofitti delle banche “a oggi i tassi che vengono riconosciuti sui depositi sono aumentati del 50% per le imprese e del 25% per le famiglie e il credito è aumentato.
Qualcosa di buono anche quello lo ha fatto”, ha spiegato la premier, ribadendo che “la tassa sulle banche è giusta, non è stata fatta su un profitto generato con il valore e il merito” ma “è stato il frutto della scelta della Bce di alzare i tassi: quando li ha alzati le banche hanno adeguato i tassi che chiedevano su prestiti e mutui ma non il tasso che riconoscevano sui depositi.
Noi abbiamo tassato il 40% di quella differenza.
Abbiamo offerto una possibilità ulteriore, con la possibilità di ripatrimonializzare: in quel caso, più è patrimonializzata la banca più crediti può concedere, aiuta di più l’economia, più fa profitti e piotasse paga.
Per lo Stato è un’operazione win-win, i soldi li prendiamo lo stesso”.
SUPERBONUS PIU’ GRANDE TRUFFA NELLA STORIA A DANNO DELLO STATO
“Il Superbonus partiva da un principio condivisibile di aiutare l’edilizia” ma “la norma è scritta così male che si è configurata come la più grande truffa della storia ai danni dello Stato italiano per i miliardi che stanno venendo fuori, è qualcosa di mai visto prima su un unico provvedimento”, ha sottolineato Meloni, aggiungendo che “l’Upb stima che il 50% di queste risorse, che sono pagate da tutti e costano 2.000 euro a ciascun italiano, sono andate a beneficio del 10% della fetta più ricca della popolazione.
La gente che non aveva una casa ha pagato per ristrutturare la seconda casa del milionario”.








