Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Giorgia Meloni ha vinto la scommessa | L’analisi di Flavia Perina

“Giorgia Meloni ha vinto la sua scommessa europea: si è sottratta al cordone di sicurezza eretto dall’Unione contro gli ultra-sovranisti e ha ottenuto per l’Italia quel che voleva, una vicepresidenza esecutiva per Raffaele Fitto”.

Così Flavia Perina sulla Stampa commenta le nomine Ue e aggiunge: “È una buona notizia per lei ma anche per l’Italia, che conserva una voce ai tavoli che contano: non era scontato, anzi il voto contrario a Ursula von der Leyen aveva determinato una partita faticosa, tutta in salita, senza nessuna certezza sull’esito finale.

L’insediamento della nuova Commissione aprirà, a breve, una fase del tutto nuova non solo per la politica dell’Unione ma anche per quella nazionale, che da oggi avrà più difficoltà a utilizzare i vertici europei come punching-ball di ogni tensione interna e di ogni insoddisfazione popolare.

Ora che partecipiamo con pieno titolo alle decisioni di Bruxelles, ora che nessuno può accusare il nostro rappresentante di scarsa sintonia o disinteresse per le partite del governo in carica, bisognerà lasciare da parte molte polemiche speciose con ‘l’Europa matrigna’ e condividere le responsabilità delle scelte che verranno.

Sono passi – sottolinea Perina – dai quali non si torna indietro, un addio definitivo all’euro-scettiscismo che fu matrice della prima Fdl: quel che verrà dopo non lo sappiamo, ma di sicuro l’era della contiguità con i funamboli dell’Italexit è finita per sempre.

La tenacia con cui Meloni ha perseguito l’intesa rivela un probabile ripensamento sul ruolo da giocare tra i “grandi” del Continente.

La premier ha scelto di non accontentarsi della parte in commedia scelta dal suo alleato e vice Matteo Salvini, quello di leader della protesta e di guastafeste in servizio permanente effettivo.

Dopo due anni di governo e di esercizio di potere vero, a Meloni non bastano i tweet di Elon Musk, gli abbracci di Orban o la prospettiva di un tappeto rosso nella futuribile Casa Bianca di Donald Trump: vuole la rispettabilità e la reputazione, vuole una sedia nella stanza di quelle e quelli che contano, preferisce lo status di protagonista a quello di eterna e corrucciata antagonista.

Poteva giocarsi la partita al contrario, trascurare la trattativa e poi fare la vittima dei Poteri Senza Volto che emarginano gli Eletti del Popolo.

Ha scelto un’altra strada e accettato gli oneri connessi, che non saranno lievi per chi fino a ieri – conclude – ha usato il ‘ce lo chiede l’Europa’ come primo argomento polemico di ogni dibattito”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.