I rappresentanti delle due principali economie europee, Francia e Germania, hanno proposto nuovi sforzi con gli Stati Uniti per rafforzare le catene di approvvigionamento dei minerali critici utilizzati nei veicoli elettrici e di altri prodotti di tecnologia verde ma hanno anche continuato a fare pressioni sugli Usa chiedendo trasparenza sui sussidi previsti dall’Inflation Reduction Act (Ira).
Il vice cancelliere tedesco e ministro per gli Affari economici e l’azione per il clima di Berlino, Robert Habeck, ha proposto di creare un “club dei minerali critici” con gli Stati Uniti durante un viaggio a Washington dove ha incontrato la segretaria al Tesoro statunitense Janet Yellen; la segretaria al Commercio Gina Raimondo e Brian Deese, il direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, tra gli altri.
Alle riunioni ha partecipato anche Bruno Le Maire, il ministro delle Finanze francese. I due ministri sono gli ultimi funzionari europei ad aver incontrato le controparti statunitensi per sollecitare l’inclusione delle imprese europee nei programmi connessi all’Inflation Reduction Act, che ha stanziato 369 miliardi di dollari per programmi di sicurezza energetica e cambiamento climatico nei prossimi 10 anni.
La legislazione ha spinto l’Unione europea a rispondere con un piano per sostenere l’industria green. I funzionari europei hanno affermato che la disposizione della legge americana che richiede l’assemblaggio e il contenuto di componenti e minerali statunitensi per poter ottenere i crediti d’imposta sui veicoli elettrici discrimina le società europee.
I funzionari dell’Ue temono inoltre che le misure statunitensi possano deviare gli investimenti dall’Europa verso gli Stati Uniti mentre l’economia europea vacilla per l’impatto della guerra russa in Ucraina.
Habeck ha affermato in una conferenza stampa che l’obiettivo del club dei minerali critici sarebbe quello di trovare misure concrete per diversificare le forniture di tali minerali e ridurre la dipendenza da un piccolo numero di fornitori, tra cui la Cina.
Il ministro ha aggiunto che il club potrebbe portare a ulteriori allineamenti tra l’Ue e gli Stati Uniti sui prodotti green, che potrebbero risolvere l’attuale tensione bilaterale sull’Ira, che secondo Habeck minaccia di provocare una “corsa ai sussidi”.
Le Maire ha affermato che l’obiettivo principale della visita era discutere con gli Stati Uniti sui modi per cooperare meglio sulle politiche per un’industria verde e sostenibile.
“Dovremmo avere gli stessi obiettivi strategici nei due continenti creando nuove catene di approvvigionamento per idrogeno, chip, pannelli solari, batterie, veicoli elettrici e così via”, ha affermato.
I funzionari europei, ha spiegato Le Maire, hanno compiuto progressi sostanziali nelle loro discussioni con le controparti statunitensi ieri.
Le due parti hanno convenuto sulla necessità di piena trasparenza sui sussidi e i crediti d’imposta, garantendo una comunicazione costante a livello ministeriale, e l’inclusione di quante più aziende Ue possibile nei progetti legati all’Inflation Reduction Act, ha aggiunto.
Sebbene i funzionari statunitensi non abbiano commentato le dichiarazioni dei ministri, Raimondo ha sottolineato che l’Ira è “uno strumento chiave ed è la legislazione sul clima degli Stati Uniti più significativa fino a oggi”.
La segretaria ha anche sottolineato la forte collaborazione Usa-Ue e i progressi compiuti nelle catene di fornitura di semiconduttori attraverso il Consiglio bilaterale per il commercio e la tecnologia.
La disposizione dell’Inflation Reduction Act sul credito d’imposta per i veicoli elettrici include il requisito che una certa quantità di minerali critici nella batteria di tali veicoli provenga da Paesi che hanno un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, una regola che ha infastidito l’Ue che non ha un accordo di libero scambio con gli Usa.
I funzionari americani hanno discusso sulla possibilità di negoziare un accordo ristretto sui minerali critici con l’Ue che consentirebbe a Bruxelles di qualificarsi ai sensi della disposizione sui minerali critici, hanno riferito al Wall Street Journal alcune persone che hanno familiarità con la questione.
La visita dei ministri europei aveva anche lo scopo di evidenziare al pubblico europeo gli sforzi delle due principali economie per confrontarsi con gli Stati Uniti, mentre si preparano al Consiglio europeo di domani e venerdì durante il quale discuteranno della politica dell’Ue in materia di energia pulita.
La Commissione europea la scorsa settimana ha definito una roadmap per competere con i sussidi verdi americani e ha pubblicato un documento in cui delinea le sue proposte per sostenere l’industria europea delle tecnologie pulite e prevenire quella che alcuni funzionari temono possa essere un’ondata di decisioni da parte delle aziende europee per spostare i loro investimenti negli Stati Uniti.








