Federico, Elvio: nasce B2R Italian Investments. In una frase, cos’è?
Federico Verderi. È un progetto imprenditoriale che usa il modello detto ‘search fund’ in cui un gruppo di investitori sostiene un team manageriale per cercare, acquisire e poi gestire direttamente una sola PMI, con una prospettiva di lungo termine, aiutandola nel passaggio generazionale e nella crescita.
Elvio Rossini. Tale modello è nato in ambito accademico negli Stati Uniti sotto il nome Entrepreneuship Through Acquisition (ovvero, in inglese, Imprenditoria tramite Acquisizione), modello che, oggi in Europa, sta crescendo rapidamente, anche perché risponde a un bisogno molto concreto: dare continuità alle aziende quando si avvicina il passaggio di testimone.
Per chi non lo conosce: come funziona un search fund, nella pratica?
Federico. C’è una prima fase di “ricerca”, finanziata da investitori che credono nel progetto. In quel periodo analizziamo settori, incontriamo imprenditori, selezioniamo opportunità e costruiamo una relazione di fiducia con la famiglia. Quando individuiamo la società giusta, si passa alla fase di acquisizione, finanziata con i capitali dei nostri investitori. Da lì in poi il team diventa azionista-gestore: non è un investimento a distanza ma è un impegno operativo quotidiano.
Perché questo tema è così urgente oggi?
Federico. Perché tante imprese eccellenti hanno fondamentali solidi, ma si trovano davanti a un momento di transizione e uno scenario di mercato che può essere complesso. In Italia oltre il 60% degli imprenditori ha più di 60 anni: serve un meccanismo concreto che tuteli continuità, persone e cultura aziendale, senza snaturare la storia.
Il vostro è anche un messaggio di giovane imprenditoria. In che senso?
Elvio. È una rampa di lancio per fare impresa: invece di partire da zero, costruiamo su un’azienda già sana e consolidata. Questo riduce i rischi tipici delle start-up e consente di concentrarsi sulla creazione di valore reale: governance, processi, internazionalizzazione, sviluppo commerciale e nuovi investimenti. In altre parole: non inseguire mode, ma far crescere un’eccellenza reale del tessuto produttivo italiano.
Parliamo di numeri: che raccolta avete chiuso e a cosa è finalizzata?
Federico. Abbiamo completato una raccolta di 600 mila euro da oltre venti investitori italiani e internazionali per finanziare le sole fasi di ricerca e le spese legate alla transazione: analisi, consulenze, due diligence preliminari, attività legali e organizzative. Ma è solo il primo passo: una volta individuata l’unica azienda a cui ci dedicheremo, gli stessi soci-investitori metteranno ulteriori capitali per finanziare l’acquisizione, affiancandoci nella fase più importante. L’obiettivo è arrivare all’acquisizione e poi gestire direttamente, in prima persona, la stessa società.
Che tipo di PMI cercate?
Federico. Un’impresa con ricavi tra 8 e 30 milioni, margini operativi sopra il 10%, forte generazione di cassa e ricavi stabili/ricorrenti, preferibilmente con un modello B2B (Business To Business). Cerchiamo aziende con una base clienti robusta, un prodotto o servizio distintivo, e un’organizzazione che possa beneficiare di una managerializzazione leggera ma efficace.
E dal punto di vista dell’imprenditore che vende: cosa offrite di diverso rispetto a un compratore finanziario tradizionale?
Elvio. Innanzitutto la prospettiva: noi entriamo per restare e guidare l’azienda nel tempo. Questo cambia la logica del dialogo. Per molti imprenditori il tema è spesso conoscere il percorso futuro della propria ‘creatura’: persone, brand, territorio, identità. Il nostro approccio è costruire continuità, valorizzare la storia e accompagnare l’evoluzione con pragmatismo.
Settori: dove guardate?
Elvio. Privilegiamo Healthcare e Food & Beverage, lungo tutta la catena del valore: packaging industriale, dispositivi medici, nutraceutica e servizi collegati. Ma non siamo prigionieri di un perimetro: se troviamo un’eccellenza con le caratteristiche giuste, la valutiamo. Ci interessano barriere all’ingresso, qualità riconosciuta e spazio per crescere in modo sostenibile.
Il nome B2R richiama Born To Run. Cosa significa per voi?
Federico. Energia e visione di lungo periodo. La nostra idea è prenderci cura di una buona azienda e farla correre nel tempo, con pragmatismo: crescita sì, ma senza strappi. E anche un richiamo al fare: mettersi in gioco, assumersi responsabilità, creare valore reale.
Avete citato spesso il concetto di “ponte tra generazioni”. Come si traduce nella pratica con l’imprenditore che vende?
Federico. Con un percorso ordinato: ascolto, continuità e rispetto. L’obiettivo non è cambiare le cose, ma preservare know-how, relazioni con i clienti e cultura aziendale, introducendo strumenti manageriali moderni per scalare in modo sostenibile, anche all’estero. Spesso significa mettere ordine nei processi, rafforzare il controllo di gestione e commerciale, investire sulle persone giuste e costruire una governance che renda l’azienda ancor più resiliente.
E il vostro network? Quanto conta?
Elvio. Tantissimo. Non è solo capitale: è mentorship, competenze industriali e finanziarie, supporto strategico. Tra gli investitori e supporter ci sono profili dell’ecosistema search e professionisti con esperienza nelle PMI e nel private equity. Per l’imprenditore, questo si traduce in una rete di competenze che può aiutare su temi concreti: strategia, export, operations, finanza e competenze specifiche settoriali.
Ultima: perché un imprenditore dovrebbe parlarvi oggi?
Federico. Perché B2R nasce per dare continuità a storie industriali eccellenti. Se c’è un tema di successione o la volontà di costruire una partnership di lungo periodo, il dialogo può essere il primo passo per trasformare un passaggio generazionale in un progetto di crescita. E, spesso, anche per riscoprire, con una nuova energia manageriale, quanta strada può ancora fare un’impresa ben custodita.








