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Fabrizio Masinelli (Presidente Associazione Italiana Tesorieri di Impresa): «La pandemia ha conferito al ruolo del tesoriere una maggiore centralità»

Monitorare quotidianamente le esigenze di liquidità delle varie unità aziendali e assicurarsi che ci sia l’effettiva disponibilità di risorse. Tenere sotto controllo le posizioni di debito e credito. Rendere il denaro produttivo. Queste sono alcune delle funzioni del tesoriere di impresa, figura che, come spiega a MF Fabrizio Masinelli (Presidente di Aiti-Associazione Italiana Tesorieri di Impresa), sta diventando sempre più strategica in questa delicata fase.   

In questi mesi, spiega Masinelli, «c’è stato un salto in avanti, il nostro compito è diventato sempre più centrale, ancor più che nel periodo della crisi finanziaria del 2008-2009. L’attività del tesoriere è importante perché deve fare attenzione all’equilibrio finanziario dell’azienda. Tutti gli stakeholder hanno preso coscienza che la tesoreria deve essere ascoltata. Un tempo non era così».   

Riguardo l’interlocuzione con il sistema bancario, afferma: «con lo smart working ci sono meno interazioni, ma più in generale il nostro approccio deve essere basato sul day-by-day, con un monitoraggio costante e una previsione finanziaria che parta dalla tesoreria stessa». Una centralità, prosegue, a cui corrispondono responsabilità maggiori. «È la direzione stessa dell’impresa a richiedere un’informazione dettagliata, soprattutto nelle PMI. Negli ultimi dieci anni la figura del tesoriere ha avuto una crescita lenta ma costante. Questo momento difficile ha accelerato la consapevolezza aziendale su questo fronte».

Nell’intervista, Masinelli commenta anche le misure adottate dal governo per far ripartire le imprese: «le misure erano necessarie, ma non sono sufficienti. In Italia tra le aziende dei nostri oltre 500 associati registriamo una particolare resilienza alla crisi. Gli effetti di queste misure andranno a falsare un po’il mercato, ma le aziende che avevano difficoltà prima si ritroveranno in difficoltà anche dopo».   

Rispetto alla riforma della crisi di impresa, la cui entrata in vigore è stata rinviata al primo settembre 2021, infine dichiara: «Siamo convinti che dovesse essere fatta già da tempo. Individuare in anticipo una crisi può permettere di evitarne il consolidamento. Come associazione riscontriamo la necessità di fare attenzione ai flussi finanziari in modo da non cadere in situazioni critiche».

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