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[L’intervento] L’allarme di Fabrizio Balassone (Banca d’Italia): «La guerra in Ucraina avrà effetti rilevanti sul PIL dell’Italia. Ecco gli scenari»

“Secondo gli esperti della Bce, in scenari non estremi, le ricadute del conflitto potrebbero comprimere il prodotto nell’area dell’euro fino a 2 punti percentuali entro il prossimo anno. Le conseguenze, attualmente in fase di valutazione, possono essere rilevanti anche per il nostro paese”.

Lo ha detto Fabrizio Balassone, Capo Servizio Struttura Economica della Banca d’Italia, in audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del provvedimento riguardante misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali.

“Dalla seconda metà del 2021 i rincari delle materie prime energetiche si sono tradotti in significativi rialzi dei prezzi dell’elettricità e del gas per famiglie e imprese. Nelle proiezioni macroeconomiche presentate nell’ultimo Bollettino economico all’incremento delle tariffe annunciato dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente per il primo trimestre dell’anno era già attribuito un aumento del tasso di inflazione di 0,7 punti percentuali nel 2022, con effetti sul PIL ancora limitati”.

“La situazione è peggiorata dopo l’aggressione russa all’Ucraina: dall’inizio della guerra i prezzi sono aumentati significativamente, in un contesto di forte volatilità. Qualora a questi rincari dei beni energetici si accompagnasse una drastica riduzione delle importazioni di gas dalla Russia, si avrebbero effetti negativi rilevanti, seppur al momento di difficile quantificazione, sull’attività economica in Europa e in Italia, che si trasmetterebbero anche attraverso un ulteriore aumento dell’inflazione energetica e il suo impatto sul potere d’acquisto dei redditi”.

Con la guerra costo del gas lievitato del 40 per cento

“L’11 marzo il prezzo del gas naturale era più elevato di oltre il 40 per cento rispetto alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina, quello dell’elettricità era pressoché raddoppiato in Italia. Le quotazioni hanno toccato un picco il 7 marzo per il gas e l’8 marzo per l’elettricità, quando si sono collocate su livelli superiori del 155 e di oltre il 200 per cento rispetto a quelli precedenti lo scoppio del conflitto”.

Puntare sulle rinnovabili

“Al fine sia di accelerare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico del Paese sia di rispettare gli obiettivi ambientali concordati a livello europeo, gli interventi di mitigazione dell’aumento dei prezzi dovranno essere accompagnati da un maggiore ricorso ad altri produttori e da politiche di contenimento dei consumi, fondate anche su meccanismi volti a favorire scelte consapevoli da parte delle famiglie. Nel breve termine saranno necessari interventi diretti ad ampliare la capacità di importazione da paesi diversi dalla Russia attraverso gasdotti e terminali di rigassificazione e ad accrescere l’estrazione di gas naturale dai giacimenti nazionali. Su orizzonti più lunghi, ma partendo fin da ora, andrà attuato un ampio programma di investimenti per l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e delle infrastrutture necessarie alla progressiva elettrificazione degli usi energetici; andrà accompagnato da una rapida e decisa azione di semplificazione delle autorizzazioni necessarie. Tutti questi interventi, quelli realizzabili nel breve termine e quelli il cui completamento richiederà più tempo, acquisiscono urgenza ancora maggiore alla luce del rischio di interruzione dei flussi di gas naturale dalla Russia”.

Azioni mirate su famiglie vulnerabili e imprese più colpite

“In questa fase di emergenza, in cui l’incertezza sulle prospettive economiche è particolarmente elevata, gli interventi di mitigazione dell’aumento dei costi sono indispensabili. Non possono però essere prorogati indefinitamente: da un lato non risolverebbero il problema sottostante della dipendenza energetica dall’estero, dall’altro assorbirebbero un ammontare molto elevato di risorse pubbliche, sottraendolo a impieghi alternativi o determinando ulteriori aumenti del debito pubblico”, continua Balassone.

“Andranno resi più selettivi – ha sottolineato – mirati alle famiglie vulnerabili e alle imprese più colpite dall’aumento dei costi; soprattutto dovranno essere accompagnati dall’accelerazione e dal potenziamento degli investimenti già previsti per la transizione energetica, adeguando il quadro normativo alle esigenze di urgenza poste dalla crisi attuale”.

E, ha concluso al riguardo: “Come ha ricordato il Governatore Visco, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici ‘potrebbe essere necessario discostarsi momentaneamente dal sentiero di decarbonizzazione intrapreso ma occorre evitare che questi scostamenti inducano incertezza sui piani a medio termine, con l’effetto di scoraggiare gli investimenti indispensabili a realizzare la transizione energetica”.

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