“Questi aiuti per le bollette sono solo pannicelli caldi, dal governo mi sarei aspettato un piano energetico vero. Altrimenti saremo sempre in difficoltà”.
Ad affermarlo in un’intervista a La Stampa è Fabio Storchi, ex numero uno di Federmeccanica e ora presidente di Unindustria Reggio Emilia, secondo il quale i tempi della transizione ecologica “Sicuramente sono stretti. Ma meno di quel che si dice: avere scadenze al 2035 o 2040 lascia margine per programmare e gestire. Anche perché gli obiettivi non sono in discussione, quindi non è qualche anno in più o in meno a stravolgere il mondo. L’esigenza vera resta un piano energetico come c’è negli altri Paesi, su questo siamo davvero indietrissimo”.
“È uno strumento fondamentale, ma il governo non mi sembra in grado di proporlo” perché anche se “il governo complessivamente sta facendo bene, è un esecutivo di mediazione, fatica ad affrontare temi strategici di lungo periodo” perché, avverte Storchi, “l’emergenza c’è ed è drammatica, troppe aziende si stanno fermando o rischiano di farlo a breve ed è inaccettabile per una potenza industriale come l’Italia. Aumentare la produzione di gas, fare ricorso alle riserve e intervenire sulla leva fiscale sono tutte cose utili e oggi necessarie, non c’è dubbio.
“Qualche riserva in più ce l’ho sulla tassa per le grandi aziende dell’energia” e “non credo che la soluzione di un problema così grande sia tassare chi lavora nel settore. Sinceramente non credo che ci arriveremo, del resto non sarebbe giusto né facile farlo”, conclude l’ex numero uno di Federmeccanica e ora presidente di Unindustria Reggio Emilia.








