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Energia: aumento dei prezzi, stimato impatto da 10 miliardi. Le imprese non reggono il gap di competitività | L’allarme di Aurelio Regina, presidente di Confindustria

L’aumento dei prezzi dell’energia avrà un “impatto pesante su imprese e famiglie, stimato in oltre 10 miliardi sulla spesa delle famiglie e dell’industria italiana”. Un dato “preoccupante” che “rischia di mettere a repentaglio tutto il minimo potere d’acquisto” ottenuto anche grazie “ai provvedimenti del governo” degli scorsi mesi.

A lanciare l’allarme è il delegato del presidente di Confindustria per l’energia, Aurelio Regina, che lo ha dichiarato in audizione alla Camera di fronte alle commissioni riunite Bilancio e Ambiente.

Un problema che riguarda chiaramente anche il tessuto produttivo: “È aumentato il gap con gli altri paesi europei al punto che oggi, a causa dei mix produttivi delle singole nazioni, l’Italia sconta un gap con la Germania superiore al 30% e dell’80% con la Spagna”, che porta le imprese italiane a non riuscire a “sostenere l’attuale gap di competitività”.

E “lo scenario presente” – ha evidenziato Regina“non mostra chiari segnali di miglioramento perché ad inizio 2025 si sono manifestati ulteriori elementi di incertezza”, cioè “la conferma dello stop dei flussi gas via tubo dalla Russia all’Europa attraverso l’Ucraina per la fine dell’accordo di transito”, la “rapida discesa del livello di riempimento degli stoccaggi gas, che a livello Ue è ora al 69%, livello inferiore alla media degli ultimi 5 anni”, “l’attesa per le politiche energetiche della nuova amministrazione statunitense” e “sistemi formazione prezzo gas alquanto anomali” che “spingono il mercato verso traguardi preoccupanti”.

Nella prima settimana del 2025 i prezzi del mercato spot del gas sono arrivati “oltre i 50 ceuro/Smc” e quelli del mercato elettrico (Pun) “oltre 135 euro/MWh”.

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