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[Il documento integrale] Energia, allarme prezzi Bankitalia. Governo al lavoro

Il caro energia e i ritardi nelle  forniture di componenti hanno fatto alzare i prezzi dei prodotti delle imprese italiane, e questo rialzo proseguira’ nel 2022. E’ l’analisi che fa la Banca d’Italia, sulla base di uno studio  condotto sulle aziende nazionali fra novembre e dicembre del 2021. Standard & Poor’s calcola che i rincari dell’energia  l’anno prossimo possano costare alle aziende italiane da 30 a 35  miliardi di euro. Durante le vacanze natalizie il ministro della  Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha presentato al  premier Draghi un pacchetto di misure contro il caro-bollette,  da adottare entro gennaio.

Il governo e’ ancora al lavoro sugli  interventi. Alcune indiscrezioni indicano che si starebbe  valutando una sterilizzazione dell’Iva sugli aumenti e un  contributo sugli extraprofitti delle aziende del settore  energetico. Un tema quest’ultimo complesso, anche tecnicamente,  sul quale si potrebbe valutare il minor impatto sui prezzi che  sarebbe dovuto arrivare dall’uso di rinnovabili. Per il governo,  comunque, serve ancora del tempo anche se il pressing dei  partiti e’ fortissimo. Il Pd e il Movimento 5 Stelle chiedono con  forza di finanziare un intervento con uno scostamento di  bilancio, una volta sciolto il nodo del Quirinale. E anche  Salvini, che ha incontrato gli artigiani della Cna, ha  assicurato che ci saranno interventi.        

Ma l’allarme rincari non arriva solo dalla politica. Per  Bankitalia, le aziende italiane “hanno rivisto  significativamente al rialzo i listini nell’ultimo trimestre del  2021, e le loro aspettative sull’inflazione al consumo sono  salite ben oltre la soglia del 2 per cento”. Le imprese, si  legge nel rapporto, prevedono che “il recente rincaro dei costi  energetici e le difficolta’ nelle catene di fornitura  porterebbero a un aumento dei propri prezzi di vendita nei  prossimi 12 mesi”.

Quindi, prosegue la Banca d’Italia, “i giudizi sulla situazione economica generale e le attese sulle  proprie condizioni operative nei primi tre mesi del nuovo anno sono meno favorevoli rispetto al periodo precedente. La dinamica  della domanda resterebbe robusta, ma i ritardi nelle catene di  fornitura e la recrudescenza della pandemia comporterebbero  rischi al ribasso sull’attivita’ per piu’ della meta’ delle  imprese”.      

I conti dei rincari che si sono scaricati sulle piccole  imprese li fa gia’ Unioncamere. Nel 2021 le piccole medie imprese  hanno pagato il 13,3% in piu’ rispetto al 2020 per le bollette di  elettricita’, gas, acqua e rifiuti,  ma l’aumento- spiega –  e’  stato dovuto prevalentemente alle prime due.      

Renato Panichi di Standard & Poor’s Global Ratings ritiene  che l’impatto nel 2022 dei rincari energetici per le imprese  italiane potrebbe raggiungere “numeri molto significativi”,  ipotizzabili fra i 30 e i 35 miliardi di euro e concentrati  sulle imprese energivore. Per il presidente di Assolombarda,  Alessandro Spada, “la vera emergenza e’ l’energia, con il prezzo  in crescita del 50%” e “le imprese strozzate dai prezzi. Servono  interventi urgenti e misure straordinarie”.    

In questa situazione, il Ministero della Transizione  ecologica ha preparato un pacchetto in dieci punti di misure  contro il caro-bollette, anche strutturali. Il documento e’ stato  consegnato durante le feste al premier Mario Draghi. Dovrebbe  servire da base per un decreto da emanare entro gennaio. La  responsabile Ambiente del Pd, Chiara Braga, ha detto che le  misure vanno finanziate anche con uno scostamento di bilancio,  come aveva chiesto ieri il leader Cinquestelle, Giuseppe Conte e  ribadito con forza oggi il capogruppo M5s alla Camera Davide  Crippa.      

Sullo sfondo rimane il tema della tassonomia Ue. La  presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che “di gas e nucleare ne avremo bisogno fino a che non  ci saranno sufficienti energie rinnovabili”. Il leader della  Lega, Matteo Salvini, ne ha approfittato per twittare che  “l’Europa da’ ragione alla Lega e boccia i no ideologici di Pd e  5 Stelle: gas naturale e nucleare sicuro garantiscono  transizione ecologica, ambiente pulito e bollette meno care”.  Mentre Beppe Grillo, dal suo blog, ha chiesto che il governo si  opponga all’inserimento del nucleare nella tassonomia Ue

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