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Emanuele Orsini, presidente Confindustria: “Serve il costo unico dell’energia per rafforzare la competitività”

Recuperare competitività, con un’azione shock sugli investimenti, mettendo l’industria al centro, semplificando le norme e con una politica energetica tecnologicamente neutrale, rilanciando il nucleare.

“Insieme agli imprenditori francesi abbiamo individuato le azioni che occorrono per la salvaguardia della Ue, stiamo perdendo troppe posizioni rispetto a Usa, Cina, India.

La doppia transizione che ci ha fatto perdere competitività.

Non si può fare a meno di pensare ad un nuovo Industrial Act”.

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, parla accanto a Patrick Martin, numero uno del Medef (imprese francesi).

Hanno appena firmato la dichiarazione congiunta che invieranno ai rispettivi governi.

Per Orsini il primo impegno internazionale, a pochi giorni dalla nomina al vertice degli industriali, scrive il Sole 24 Ore.

Un dialogo che coinvolge anche la Bdi tedesca (a novembre il trilaterale), oltre che BusinessEurope.

Tra Confindustria e Medef è il sesto appuntamento: le industrie italiane e francesi uniscono le forze e lanciano un messaggio chiaro alla Commissione che uscirà dal voto.

“L’Europa non può fare a meno di un’industria forte.

Le parole chiave sono competitività, industria e investimenti”, ha detto Orsini, rilanciando l’idea di un Fondo sovrano che, come è scritto nel documento, dovrà mobilitare fino a 500 miliardi di investimenti privati.

Fattore prioritario di competitività è l’energia: su questo hanno insistito sia Orsini, sia Martin, nella conferenza stampa al termine delle riunioni di ieri (due i focus specifici, energia e difesa), concordando che l’energia nucleare è fondamentale nel mix energetico per raggiungere i target di decarbonizzazione europei.

“Siamo pro Europa, nessuno dei paesi – ha detto Martin – può affrontare le sfide da solo, serve un’Europa più pragmatica, più cosciente della propria competitività e forza a livello mondiale”.

Proprio il nucleare può essere un terreno di collaborazione: “è fondamentale – ha detto Orsini – mettere in connessione i paesi, proprio la connessione dell’energia può essere uno degli obiettivi comuni tra Francia e Italia.

Sul nucleare le nostre imprese sono pronte, circa 70-80 aziende sono già attive nella manutenzione di reattori nucleari in giro per il mondo, dobbiamo parlare con il nostro governo per fare sperimentazioni su micro reattori nucleari, la normativa italiana non ce lo permette”.

In Europa, ha sottolineato Orsini, ci sono Paesi che pagano l’energia quattro volte meno di noi: “serve un costo unico dell’energia, va rivisto il mix energetico, va realizzato il gas release e l’energy release”.

Bisognerà agire con pragmatismo, immediatamente, ha esortato Enrico Letta, uno dei relatori di ieri, tra cui anche Stefan Pan, vice presidente di Confindustria per l’Unione europea e il Rapporto con le Confindustrie europee, e Antonio Gozzi, delegato all’Autonomia strategica europea, intervenuti davanti alla platea delle due delegazioni imprenditoriali e ad esponenti istituzionali tra cui il vice ministro del Mise, Valentino Valentini, e l’ambasciatrice italiana in Francia, Emanuela D’Alessandro.

Tra le azioni immediate, ha detto Orsini, la battaglia contro lo stop al motore endotermico al 2035: “mette in crisi una nostra filiera d’eccellenza.

La transizione va attuata nei tempi e nei modi giusti: ricordo che il 15% del pil mondiale viene dall’Europa e solo il 7% dell’inquinamento”.

E tra i temi centrali, anche nel documento, la certezza del diritto “necessaria per attrarre investimenti”; la difesa e la sicurezza, riducendo la quota di acquisti fuori dalla Ue.

Inoltre il capitale umano: servono competenze per le transizioni, ha detto Orsini, aggiungendo che vanno aumentati gli investimenti sull’Intelligenza artificiale.

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