“Due anni di governo, e sentirli perché la politica è fatica, ma per Giorgia Meloni il voto in Liguria con proiezione Italia contiene qualche soddisfazione”.
Sul Messaggero Mario Ajello commenta il risultato delle Regionali liguri.
“La prima soddisfazione – spiega – riguarda la scelta del candidato presidente.
Bucci lo ha scelto lei e la scommessa s’è rivelata vincente.
Ossia un civico e un uomo del fare.
Il sindaco di Genova che ha gestito la ricostruzione del Ponte Morandi e che punta a fare della modernizzazione e dell’ampliamento delle infrastrutture il punto qualificante del suo rapporto di fiducia con i cittadini della regione.
S’è imposto Bucci anche per la forza della sua tempra e il sacrificio nonostante la malattia e per la sua storia personale.
Quella di un professionista prima ancora che di un personaggio di parte.
La premier – sottolinea Ajello – ha dimostrato anzitutto a sé stessa che il centrodestra a trazione moderata e in modalità allargamento e non arroccamento, in stile più trasversale che identitario, sa parlare alla società italiana.
La quale, dice anche questo il voto ligure, sembra stanca di forzature ideologiche e cerca una politica concentrata sui risultati che impattano davvero nella vita quotidiana della gente.
Tra i due candidati la vittoria è andata infatti a quello fra loro più vicino al territorio e meno identificabile come un esponente di partito, sia pure autorevole visto che Orlando è stato più volte ministro.
È questo un voto che evidenzia, pur in un testa a testa dall’esito a lungo incerto, quanto il centrodestra nel Paese tiene e dice che non per forza il potere logora chi ce l’ha.
Soprattutto la scommessa di Meloni era questa: siamo nell’occhio del ciclone, mediatico e politico, ma quando poi la parola passa agli italiani la bolla da talk show si può sgonfiare e le scelte di voto saranno orientate dalla realtà e si baseranno sul materiale e non sull’immaginario. Così è andata”.








