“Con la tornata di ieri si aggiorna il tabellone elettorale.
Per quanto riguarda le Regioni, la sinistra ne guadagna una, l’Umbria, e il risultato cambia da 14 a 5 a 13 a 6 a favore del centrodestra.
Se invece si contano tutte le elezioni a partire dalle ultime politiche del 2022, il centrodestra resta saldamente in testa con dodici successi contro i tre della sinistra (Sardegna e appunto l’Umbria ed Emilia)”.
Alessandro Sallusti sul Giornale fa un bilancio e prefigura ‘le vere scelte del governo’: “Sì, è vero e bisogna ammetterlo – scrive – alla sinistra può capitare di vincere delle elezioni e la cosa certamente giova alla democrazia.
Ma da qui a dire che nel Paese «l’aria sta cambiando» perché l’Umbria – detto con rispetto per quella regione – ha cambiato bandiera ce ne corre.
È vera una cosa: il Pd, voto dopo voto, sta prosciugando il Movimento 5 Stelle che sotto la guida di Giuseppe Conte ha smarrito la strada e finito la benzina.
Ed è anche vero, sull’altro fronte, che personaggi bizzarri come il sindaco di Terni Stefano Bandecchi – alleato con la sua lista Fronte Popolare del Centrodestra ieri bloccata attorno al due per cento – portati fuori dal loro orticello dove la fanno da padroni, perdono appeal e forse fanno pure perdere consensi.
Ogni elezione locale, nel bene e nel male, fa storia a sé.
Ieri – osserva Sallusti – la storia è andata così e oggi è inutile recriminare o arrampicarsi sugli specchi.
Capita, e non è escluso che possa capitare di nuovo in uno dei quattro appuntamenti elettorali previsti nel 2025.
Le sfide che attendono alla prova la maggioranza di Giorgia Meloni sono ben altre e su quelle sì serve la massima concentrazione, perché lì errori non sono ammessi.
Ci sono i magistrati che, come avvoltoi, girano attorno al governo, i sindacati che provano a mobilitare la piazza più violenta, l’Europa che sei mesi dopo le elezioni ancora non riesce a darsi un governo, c’è il ciclone Trump che presto raggiungerà le nostre coste.
E in tutto questo ci sono le riforme promesse e incardinate – giustizia, premierato e autonomia – da condurre in porto.
Insomma, non sarà la sconfitta in Umbria – quella in Emilia era già stata messa nel conto – a togliere il sonno alla premier e ai suoi alleati.
Per qualche settimana la sinistra gongolerà per il suo nuovo giocattolo.
Ne ha facoltà, ognuno si diverte con quello che ha”.








