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Ecco le sfide che dovrà affrontare la Manovra di Bilancio | L’analisi di Paolo Balduzzi

A metà ottobre, cioè tra meno di una settimana, il Parlamento – ricorda Paolo Balduzzi sul Messaggero – si aspetta di ricevere dal governo una proposta per la prossima legge di bilancio.

È facile quindi immaginare quanto intense in questi giorni possano essere le attività di ascolto, confronto, rifinitura e correzione su tale documento da parte del Ministro dellEconomia, Giancarlo Giorgetti.

Non bisogna essere economisti per riconoscere come (provare a) mettere insieme le esigenze di cittadini, associazioni, gruppi di interesse, partiti e gruppi parlamentari sia un’impresa al limite dell’umano.

Va dunque apprezzato, a prescindere dal suo colore politico, l’enorme sforzo fatto ogni anno dal ministro e dai suoi tecnici, di questo come dei governi passati.

Tuttavia, allo stesso tempo, non si possono e non si devono nemmeno ignorare i temi più scottanti che il dibattito sul bilancio solleva, in special modo se si ripetono ormai da diversi anni senza trovare risposta.

Ad oggi, per esempio, resta ancora incompiuta, se non addirittura peggiorata, la questione legata al finanziamento dei comuni italiani.

La situazione è intricata e riguarda diversi aspetti.

Da un lato, c’è l’ammontare totale delle risorse che servono a finanziare le competenze di spesa di questi enti locali, che può essere composto tanto da trasferimenti quanto da entrate proprie.

Dall’altro, ci sono gli spazi di autonomia legati a queste ultime.

La crisi economica del 2009-2013 prima, la pandemia poi e, infine, le guerre in Ucraina e Medioriente hanno portato il governo ad accentrare sempre di più la gestione delle risorse, privando di volta in volta gli enti locali dei necessari trasferimenti.

Non solo: si sono in aggiunta ristretti gli spazi di manovra che riguardano le cosiddette entrate proprie, cioè principalmente le entrate tributarie locali, ferme al palo e in attesa di una mai pervenuta riforma generale del fisco locale.

Ed è davvero un peccato, perché lo scorso secolo si era invece chiuso su premesse diametralmente opposte.

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