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Ecco le misure fiscali della Manovra, ma ancora mancano le coperture | L’analisi di Pietro Reichlin

Le misure economiche più significative della prossima legge di bilancio – osserva Pietro Reichlin sulla Stampa – riguardano il rinnovo del taglio al cuneo fiscale e contributivo e l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef.

In particolare, il governo sta cercando di rendere permanente la riduzione del 7% dei contributi previdenziali e assicurativi per i redditi fino a 25 mila euro e del 6% per quelli fino a 35 mila euro, mentre intende anche ridurre l’aliquota IRPEF dal 25 al 23 per cento sui redditi compresi tra i 15 ai 28 mila euro.

Le coperture necessarie devono ancora essere trovate e il governo sembra avere, su questo, idee confuse.

Non basteranno né i contributi volontari delle banche, né i condoni fiscali e neppure un aumento inaspettato delle entrate fiscali registrato quest’anno che potrebbe non ripetersi.

La Banca d’Italia ha avvertito che le previsioni sulla crescita del PIL dei prossimi anni potrebbe essere inferiore alle stime del governo.

Per fortuna, la richiesta di Salvini di demolire la riforma Fornero è fallita ingloriosamente.

Le opzioni di uscita anticipata dal lavoro comportano riduzioni sostanziali delle prestazioni e, quindi, rimangono impopolari e puramente simboliche.

Poiché il patto di stabilità ci obbliga a contenere la dinamica della spesa pubblica e a ridurre il debito nei prossimi anni, la riforma fiscale dovrà essere finanziata con un aumento permanente delle imposte o una riduzione delle spese.

Stando alle dichiarazioni dei partiti di maggioranza, la prima opzione è difficilmente percorribile.

Dunque, le riforme fiscali del governo, se saranno permanenti, produrranno una riduzione della spesa pubblica.

Ciò è già in parte avvenuto tramite la sostanziale demolizione del reddito di cittadinanza.

Con tutte le riserve che si possono avere su questa misura, non avevamo certo bisogno di una riduzione della spesa pubblica per far fronte ai rischi di povertà e di disoccupazione.

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