Che si sia trattato di un errore o di una provocazione cercata ad arte dall’esercito russo, lo sconfinamento di alcuni droni in territorio polacco non può essere sottovalutato da Ue e Nato.
La consultazione ai sensi dall’articolo 4 del Trattato atlantico avviata su richiesta del governo polacco conferma la preoccupazione con la quale i governi europei seguono l’evoluzione del confronto con Mosca sul fronte ucraino, sottoposto a una pressione crescente da parte russa.
È possibile che con simili iniziative il Cremlino intenda testare la reale capacità e volontà di reazione della Nato non tanto nella prospettiva di un attacco a Paesi membri dell’alleanza, quanto in vista di una nuova pesante offensiva che nei calcoli di Mosca porterebbe alla caduta di Zelensky e dell’attuale governo di Kiev.
D’altra parte Putin, dopo il tragicomico incontro con Trump ad Anchorage, sembra aver maturato la convinzione di un affievolimento dell’impegno americano nel quadro Nato, ritenendo Trump la difesa dell’Ucraina una questione prevalentemente a carico degli europei.
Per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa viene così a trovarsi gravata da crescenti responsabilità per la difesa dei propri confini, un compito inaspettato che la vede per il momento largamente impreparata.








