Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Ecco la posta in gioco dietro le scelte sul clima | L’analisi di Maurizio Ferrera

“Nel suo recente intervento all’Assolombarda Giorgia Meloni ha toccato il tema delicato della transizione Energetica”.

Così Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera parlando di cambiamenti climatici e della posta in gioco: “Non possiamo smantellare la nostra economia e le nostre imprese, ha detto la premier. Il desiderio di rassicurare la platea è comprensibile. Vi sono infatti segnali —non solo in Italia—di un malumore crescente fra l’opinione pubblica in questo ambito. La realizzazione del Green Deal – scrive l’editorialista – non sarà una passeggiata dal punto di vista sociale e politico. È vero che l’opinione pubblica europea mostra alti livelli di informazione e sensibilità rispetto al cambiamento climatico. Vi è anche un’alta propensione ad adottare comportamenti di vita e consumo eco-responsabili. Al tempo stesso, la transizione energetica suscita forti timori circa la possibile perdita di occupazione e reddito.

Se questi dubbi si rafforzano, il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 solleverà spinosi problemi di sostenibilità sociale e politica. Il quadro si complica (e in un certo senso peggiora) se all’alternativa ambiente-crescita aggiungiamo la variabile welfare – aggiunge Ferrera citando una ricerca della Fondazione Lottomatica – anche se nessuno pensa di finanziare la transizione energetica a discapito della spesa sociale, il dibattito fra esperti sottolinea la necessità di ricalibrare le attuali protezioni, indirizzandole verso i rischi e i bisogni delle categorie che saranno maggiormente interessate dal cambiamento.

La contrapposizione fra sostenitori della sostenibilità ambientale e sostenitori del Pil corre in larga misura lungo l’asse socio-economico (livello di reddito, professione, numerosità della famiglia) e in parte lungo l’asse territoriale (Nord verso Sud). Sono i ceti più vulnerabili, soprattutto nel Mezzogiorno, a sentirsi più minacciati. I due gruppi riflettono insomma due diverse basi sociali e i loro interessi. Data la posta in gioco, una classe politica responsabile dovrebbe sforzarsi di evitare questo scenario. Accompagnando le rassicurazioni generiche con proposte concrete.

E soprattutto – conclude – ribadendo che la lotta al cambiamento climatico non è più un problema fra tanti, ma una vera e propria emergenza che mette a repentaglio l’intero pianeta”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.