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Ecco la mossa diplomatica italiana che ha portato alla liberazione di Trentini | L’analisi di Rocco Cangelosi

“La liberazione di Alberto Trentini, insieme a un primo gruppo di detenuti politici italiani e di altri Paesi occidentali, rappresenta indubbiamente un successo per il governo Meloni, che chiude un lungo e complesso lavorio diplomatico portato avanti dalla Farnesina e dall’Ambasciata italiana a Caracas.

“Le modalità del rilascio sollevano però alcune considerazioni, sia sullo stato dei rapporti tra Italia e Venezuela, sia sulla linea politica che l’amministrazione Trump sembra voler adottare nei confronti del governo di Caracas”.

Inizia così una attenta analisi di Rocco Cangelosi, diplomatico di lungo corso ed ex ambasciatore, dalle colonne del magazine digitale Inpiù.net

“Dalle dichiarazioni del ministro Tajani, diffuse subito dopo la conferma della liberazione, emerge che il passaggio decisivo per sbloccare la vicenda è stato la decisione di innalzare il rango del rappresentante italiano a Caracas: da incaricato d’affari ad ambasciatore.

Una scelta che equivale, di fatto, al riconoscimento del governo guidato da Delcy Rodríguez, la quale ottiene un trattamento analogo da parte di diversi Paesi occidentali che hanno visto rientrare i propri cittadini detenuti.

In tal modo, se fino ad ora non si riconosceva Maduro e il suo governo, adesso si finisce per legittimare l’intero apparato di potere costruito dall’ex presidente.

Una dinamica che si inserisce nella strategia delineata da Trump: la priorità non sembra essere il ritorno alla democrazia, bensì il controllo delle ingenti risorse petrolifere di un Paese considerato parte del tradizionale “cortile di casa” degli Stati Uniti.

Che ciò avvenga attraverso i vecchi apparati di potere appare, in questa logica, un dettaglio secondario.

Non a caso, la presidente Rodríguez sarà ricevuta prossimamente a Washington.

Ben diverso il trattamento riservato alla leader dell’opposizione, la premio Nobel per la pace Corina Machado, che dovrà accontentarsi – almeno per ora – dell’udienza concessa da Papa Leone ed aspettare tempi migliori per partecipare alla ricostituzione del suo Paese, per la quale si è battuta nei lunghi anni di opposizione clandestina al regime” conclude il diplomatico nella sua analisi.

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