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Ecco il manifesto per la Nuova economia | L’intervento di Leonardo Becchetti

«Nel manifesto» per la Nuova economia sottoscritto da 164 colleghe e colleghi (consultabile qui: tinyurl.com/nueko) spiega Becchetti «ci siamo concentrati su cinque capisaldi e direzioni di progresso». Il manifesto, illustra su Avvenire Leonardo Becchetti, ha l’obiettivo di far emergere un significativo consenso tra gli addetti ai lavori per un paradigma economico più “largo” e civile.

«La prima è una visione della persona capace di spiegare tutte quelle nostre decisioni e scelte che confutano l’idea che gli esseri umani agiscano unicamente per massimizzare il proprio tornaconto economico e le relative scelte di consumo in modo “miopemente interessato”. Lo chiamiamo “auto-interesse miope” perché esiste un “auto-interesse lungimirante”, una razionalità sociale fatta di dono in grado di generare fiducia e qualità di relazioni e che, allo stesso tempo, rende la vita più soddisfacente e ricca di senso. La seconda direzione di progresso è quella che apre alla molteplicità e al pluralismo delle forme d’impresa e a una maggiore efficienza della vita sociale. Una terza e una quarta direzione di progresso s’innestano proprio qui».

«Istituzioni, leggi, regole virtuose sono varate, funzionano e restano in vigore se esistono cittadini responsabili che partecipano alla cosa pubblica. A ben vedere, dunque, le soluzioni dei problemi non arrivano per magia dall’alto, ma sono funzione del senso civico di una comunità che va alimentato con partecipazione e cittadinanza attiva. Una quinta e ultima direzione di progresso è collegata alla definizione degli indicatori di benessere, che non sono una questione tecnica da demandare agli statistici, ma la scelta più importante per la società poiché indicano la direzione di marcia programmata e desiderata».

«Ci ricolleghiamo da questo punto di vista alla frontiera della ricerca che indica come il ben-vivere e la soddisfazione e ricchezza di senso di vita dei cittadini non dipendono solo dal Pil, ma da molti altri fattori come la qualità della vita di relazioni, la generatività intesa come impatto delle nostre azioni che contribuisce in modo decisivo alla fioritura della vita umana, e molti altri elementi che emergono dagli studi delle determinanti della soddisfazione di vita e che non sono catturati da un indicatore sintetico come il Prodotto interno lordo».

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