Il conto è arrivato, scrive sulla Stampa Veronica De Romanis.
E tocca all’attuale governo saldarlo.
Almeno per ora, è terminata la lunga fase dei pasti gratis, ovvero delle misure di spesa presentate come se fossero senza costi.
A dirla tutta, anche in passato c’era un conto che, però, era finanziato con risorse prese a prestito.
Di fatto, il conto veniva nascosto in qualche cassetto.
Lo spazio in questo cassetto, ahimè, è esaurito: il debito è aumentato troppo.
E, allora, non ci sono alternative: il lungo banchetto servito negli ultimi dieci anni deve essere pagato.
Con calma, però.
Il governo ritiene di avere ancora tempo per un digestivo: la speranza è quella di rendere il pasto meno amaro.
L’immagine di chi è costretto a sedersi ad un tavolo apparecchiato da altri e mira a negoziare con l’oste, ovvero l’Europa, qualche sconto, ben descrive la scelta compiuta ieri dal Consiglio dei ministri di presentare un Documento di Economia e Finanza (Def) senza il quadro programmatico.
L’informazione verrà resa nota a settembre.
Dal punto di vista dell’Europa una simile scelta non dovrebbe essere un problema.
La Commissione pubblicherà le sue “pagelle” solo a metà giugno.
L’Italia sarà messa sotto procedura d’infrazione.
Resta da capire quale potrebbe essere la reazione dei mercati, ovvero di chi ci presta le risorse, a fronte di un Def privo del quadro programmatico.
È bene chiarire un punto: sospendere il pagamento del conto non significa non volerlo pagare.
Del resto, sarà inevitabile: altri pasti gratis non potranno essere apparecchiati in un contesto come quello attuale caratterizzati da incertezza crescente e tassi ancora elevati.
E, poi, il conto ereditato è davvero salato.
A cominciare da quello del Bonus 110%.
La responsabilità di questo scellerato incentivo è ascrivibile al governo Conte 2 – composto dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da Italia Viva – che lo ha ideato e introdotto nella primavera del 2020.
Ma anche all’esecutivo Draghi che lo ha prorogato in un periodo di inflazione sostenuta e ripresa economica, e al partito della premier, Fratelli d’Italia, che lo ha appoggiato dalle fila dell’opposizione.
Pertanto, nessuna delle forze politiche può rivendicare la propria innocenza rispetto a quello che è stato il banchetto più insensato del- la storia economica italiana degli ultimi tempi.








