Stefano Folli su Repubblica prende in esame il bivio davanti al quale si trova la presidente del consiglio italiano: “Dopo le elezioni spagnole – scrive l’editorialista – si pone per Giorgia Meloni un preciso dilemma politico.
Può continuare a restare a fianco di Vox nonostante la sconfitta.
Oppure può proseguire lungo la strada seguita fin qui, pur tra varie contraddizioni, con l’obiettivo di fare di Fratelli d’Italia un partito conservatore, certo, ma non estremista, alleato in Europa dei Popolari.
Alla presidente del Consiglio non manca quel tanto di spregiudicatezza che le permette di correggere la rotta in nome di un’evidente convenienza.
Lo si è visto con l’ungherese Orbán: fino a un anno fa era il suo interlocutore privilegiato, oggi è finito nel cono d’ombra.
In Spagna abbiamo invece assistito a uno spettacolo abbastanza incoerente.
Una Meloni già saldamente a Palazzo Chigi, e quindi ormai avviata alla trasformazione che le ha permesso di stringere un legame con Ursula von der Leyen e con la Cdu-Csu tedesca (corrente Weber), e tuttavia fieramente dalla parte di Abascal come quando era ancora all’opposizione.
Una singolare ostinazione – sottolinea Folli – che non si è ripetuta in altri scenari europei.
Ovviamente c’era un sentimento di lealtà verso un amico, un coetaneo, ma forse soprattutto il desiderio di non spezzare del tutto le proprie radici politiche già compromesse altrove.
Oppure è stato semplicemente un calcolo sbagliato: l’idea che Vox e i popolari fossero davvero in grado di conquistare la maggioranza assoluta, come i sondaggi avevano a lungo previsto, permettendo che a Madrid s’insediasse un esecutivo alleato di Roma nella politica mediterranea ed europea.
Con il senno di poi, è facile riconoscere che i più affini alla Meloni governativa di oggi sono i popolari di Núñez Feijóo, il partito che ha colorato d’azzurro buona parte della mappa spagnola.
Almeno non lo è prima delle elezioni europee del 2024.
Il gruppo dei Conservatori serve appunto a questo: a favorire l’insediamento nell’Unione ‘dell’anomalia’ italiana, purché emendata dalla retorica ultra-identitaria di Vox e simili.
Più che rovesciare gli equilibri europei l’anno prossimo – conclude Folli – tutto lascia presumere che lo scopo di Giorgia Meloni sia di guadagnarsi uno spazio sicuro nell’establishment europeo e di consolidare le sue radici in Italia”.








