Il mondo si interroga sui possibili esiti delle elezioni americane e si domanda perché una democrazia come quella statunitense non sia in grado di produrre candidati più giovani e più credibili di Trump e Biden, che restano i più accreditati per la competizione finale. Molte sono le preoccupazioni per una rielezione di Donald Trump e le possibili conseguenze che ne potrebbero derivare nella politica mondiale. I timori di una svolta radicale sono alimentati dal pericolo che il “deep state” Usa non sia in grado di contenere nelle linee tradizionali della politica americana i cambiamenti epocali preannunciati da The Donald.
E questo innanzitutto perché le più immediate ripercussioni si avrebbero proprio sul “deep state”, che Trump vuole profondamente cambiare a sua immagine e somiglianza. Al di là delle profonde trasformazioni preannunciate in patria che avranno un forte impatto sulla politica economica e sociale americana, il programma di “America first “condurrà probabilmente a un radicale cambio di rotta per quanto riguarda la politica estera.
I primi a farne le spese saranno i paesi europei dell’Alleanza Atlantica che saranno chiamati a provvedere alla loro difesa in misura crescente. Non è pensabile che Trump possa lasciare la NATO come ha dichiarato di voler fare in qualche occasione, ma certamente il disimpegno sarà crescente a partire dal sostegno all’Ucraina e le sollecitazioni ad una maggiore partecipazione europea ai costi della difesa saranno inevitabili. A livello globale, Trump cercherà di definire intese con la Cina e subordinatamente con la Russia per consolidare una sorta di duopolio nella gestione del potere mondiale.
Più complessa la situazione mediorientale, dove gli attori sono molteplici e sfuggono talora di mano. Ma non e’ escluso che Trump voglia ripercorrere la strada degli accordi di Abramo, favorendo la creazione in Cisgiordania di una parvenza di Stato palestinese. Ma al di là delle scelte puntuali di politica estera che Trump potrà fare secondo le sue convenienze nei vari scenari internazionali, preoccupa soprattutto il riflesso isolazionista che potrebbe caratterizzare la nuova Amministrazione americana, con le gravi conseguenze che ne deriverebbero per la stabilità mondiale.








