La valorizzazione del brand “Italia” e delle singole peculiarità del territorio nazionale dal punto di vista ambientale, storico, industriale, agroalimentare e turistico è, come noto, uno degli obiettivi che il Governo Meloni ha posto al centro della propria azione.
Non è raro trovare fra le dichiarazioni dei Ministri impegni volti al rafforzamento dell’immagine del Paese ed al recupero della “sovranità” dei tesori culturali e dei prodotti nazionali.
Per tale ragione, il Governo ha deciso di accelerare e far risaltare tutti quegli investimenti che abbiano questo importante obiettivo.
Tale azione, indirizzata anche ai piani di investimento in essere, si è manifestata attraverso un concreto e sostanziale affiancamento dei soggetti beneficiari; tra questi, l’interesse si è rivolto in via prioritaria verso quegli interventi da realizzare in tempi rapidi, utilizzando anche le risorse già allocate, con una prevalente componente infrastrutturale e con l’intento di valorizzare le potenzialità attrattive delle città italiane, ovvero il “brand” nelle diverse accezioni, rispetto agli investimenti nazionali e stranieri.
A tal proposito risulta interessante il piano di investimenti denominato “Italia City Branding”, con il quale sono state finanziate le proposte progettuali di livello definitivo e/o esecutivo di 31 comuni capoluoghi di provincia su 60 comuni partecipanti, finalizzate alla realizzazione di interventi infrastrutturali capaci di accrescere l’attrattività e la tipicità del territorio in termini di nuovi investimenti.
I fondi, stanziati con legge 30 dicembre 2018 n. 145 e pari a circa 20 milioni di euro, sono destinati alle progettazioni di interventi proposti dai comuni capoluogo di provincia i quali, è interessante sottolinearlo, compartecipano ai progetti con proprie risorse; come una sorta di compartecipazione al rischio, di certo una forma di maggiore responsabilizzazione per garantire l’efficacia dell’azione progettata.
Allo svolgimento di tale missione si sta dedicando un’apposita Segreteria Tecnica, composta da funzionari non soltanto amministrativi, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha accelerato la propria azione attraverso riunioni settimanali con un nuovo e vigoroso flusso informativo riducendo in modo significativo i tempi di riscontro delle istanze e determinando conseguentemente una sollecita erogazione delle risorse assegnante, previa verifica di coerenza tecnica e legittimità amministrativa delle richieste di liquidazione dei contributi assegnati.
A seguito di detta intrapresa nuova e incisiva attività di affiancamento e supporto alle amministrazioni locali, i comuni si stanno avviando a completare le attività oggetto di Convenzione con la Presidenza del Consiglio che, concludendosi con la verifica e validazione del progetto, consegna al Paese progetti immediatamente cantierabili.
Si tratta di quei progetti esecutivi che sono il raro “pane” del PNRR.
Il primo Comune ad ultimare le attività nell’ambito dell’Avviso “Italia City Branding 2020” è stato Treviso.
Nel caso del capoluogo veneto il contributo da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la progettazione è stato pari a 900.000,00 euro, con una economia realizzata a consuntivo pari a circa 100.000,00 euro.
In particolare, la proposta presentata a suo tempo e sviluppata con un articolato iter progettuale, prevede la realizzazione, a zero consumo di suolo, di un accattivante itinerario turistico di 46 km ciclabile che attraversa quattro fiumi, due laghi, sei parchi, tre HUB, quattro stazioni bici, sette aree-attrezzate e otto parcheggi.
Il progetto, denominato “PARFUM di TREVISO – PARchi e FiUMi di Treviso in bicicletta – dalla laguna alle colline”, definisce un percorso che attraversa le campagne trevigiane, laddove i produttori delle eccellenze dell’agroalimentare espongono e vendono i prodotti del territorio e la fragranza profumo di Treviso, appositamente creata per promuovere il brand della città, per concludersi nel suggestivo centro storico.
Il percorso, inoltre, è collegato alle colline del Montello, ai colli asolani, alle colline dell’UNESCO e all’itinerario del Sile, che offre la possibilità di proseguire verso la laguna di Venezia.
Il progetto creerà sinergie e attrarrà investimenti nei settori della ristorazione, dell’alberghiero, dell’agroalimentare, dell’enogastronomico, del benessere della persona, della cultura, dell’arte, nei servizi per il cicloturismo, per lo sport (canottaggio, tennis…) e per il turismo in generale, con un’importante ricaduta economica sull’intero territorio.
Tra i progetti in fase di ultimazione è interessante menzionare quello della “Nuova Arena polifunzionale di Sondrio”, struttura destinata a breve a colmare un vuoto in tutta la Valtellina; il contributo approvato da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la progettazione è stato pari a 900.000,00 euro.
Il progetto prevede la creazione di un polo di tipo sportivo dedicato principalmente a due sport tipicamente alpini ovvero il pattinaggio su ghiaccio e l’arrampicata sportiva, senza comunque dimenticare che tale struttura, per la sua polivalenza, sarà in grado di ospitare anche manifestazioni di altri sport (basket, volley, ecc) oltre che a concerti, mostre, convegni ed eventi di vario genere.
Una volta realizzata, l’opera consentirà di integrare la diponibilità di strutture idonee alle attività sportive su ghiaccio presenti lungo l’arco alpino, andando a rinforzare le strutture occorrenti per prossimi giochi olimpici invernali previsti nel febbraio 2026 (Milano Cortina 2026).
Tra le proposte finanziate, restano inoltre certamente da segnalare a titolo di esempio per l’importante impatto culturale, economico e sociale, la riqualificazione del “Palazzo del territorio” di Vicenza, un complesso monumentale che ospita, oltre all’auditorium Canneti, il famoso Teatro Olimpico di Andrea Palladio, primo teatro coperto al mondo, ed il recupero dell’ex mercato coperto di Santo Stefano, uno dei luoghi più significativi della città di Ferrara, opera dell’arch. Giovanni Michelucci.
Gli altri interventi sono legati a temi sensibili quali il recupero di aree e beni dismessi, la riqualificazione urbana e architettonica, la valorizzazione della cucina e dei prodotti tipici locali, la mobilità sostenibile, lo sport, il turismo e la formazione.
L’obiettivo perseguito in origine dal legislatore era che a conclusione dell’intera operazione le progettualità finanziate avrebbero dovuto trovare rapida attuazione tramite investimenti pubblici e privati, nazionali ed europei; in tale quadro diversi comuni hanno ottenuto il finanziamento per la realizzazione delle opere grazie ai fondi del PNRR, mentre altri stanno avviando le procedure prodromiche al finanziamento dell’opera utilizzando risorse proprie o bandi nazionali.
Questo è il polso di un’amministrazione italiana che si sforza di camminare al passo con i tempi, per ora un primo comune ha tagliato il traguardo, speriamo presto si aggiungano tutti gli altri e in un prossimo futuro si realizzino le tante opere progettate, utili per accompagnare la ripartenza del Paese.








