Dal 2018 il principio “Energy Efficiency First” guida la politica energetica dell’Unione Europea.
Distante dall’essere una mera visione idealistica, indica piuttosto un percorso verso un nuovo modello, un nuovo paradigma, che invita ogni Stato a riflettere sulle proprie azioni pregresse e sulle sfide ancora da affrontare.
L’efficienza energetica non è soltanto materia per ingegneri e addetti ai lavori, ma si lega a un modello culturale che non può prescindere dall’apporto combinato delle buone pratiche di diminuzione degli sprechi e dei consumi e di una nuova consapevolezza civile, a tutti i livelli.
Nel percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni, essa contribuirà per circa il 40% alla riduzione delle emissioni climalteranti al 2040.
Ma quanta strada abbiamo percorso finora e in che direzione dovremmo concentrare sforzi e risorse?
In un recente studio che Siram Veolia ha realizzato con I-Com dal titolo Missione Efficienza ci siamo focalizzati su diverse vie maestre per indirizzare gli investimenti nel campo dell’efficienza energetica in Italia.
In particolare, abbiamo posto l’attenzione sull’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico, con un focus sulle strutture ospedaliere, cruciali nel cammino che ci accompagnerà alla neutralità climatica.
Obiettivo principale dello studio è stato identificare proposte in grado di migliorare le prestazioni nella Pa, incoraggiando un modello maggiormente integrato e collaborativo tra attori pubblici e privati che si è rivelato vincente in alcuni progetti promossi da Siram Veolia in cui, grazie a un mix di misure di efficientamento, è stato ottenuto un risparmio del 23% sotto il profilo energetico e del 31% sotto quello economico, con un investimento di 48 euro al metro quadro.
Se applichiamo questi numeri al comparto ospedaliero, possiamo perseguire l’ambizione di ridurre la bolletta energetica dell’intero settore del 30%, con un risparmio annuo di circa 450 milioni di euro.
Come rendere questo modello applicabile su larga scala?
Gli spunti di policy dello studio rappresentano proposte concrete e realizzabili.
La chiave per iniziare questo percorso è garantire una conoscenza diffusa del grado di efficienza energetica degli edifici pubblici in Italia.
I dati sui consumi, grazie alla digitalizzazione, potrebbero diventare facilmente accessibili, fornendo una mappatura chiara delle strutture su cui concentrare gli interventi.
Stabilire traguardi chiari e misurabili, monitorandoli nel tempo con responsabilità ben definite, è un secondo passo cruciale.
Sotto questo profilo, il supporto tecnico da parte di enti specializzati come l’Enea o il Gse è fondamentale per facilitare la gestione energetica e assicurare il raggiungimento di questi obiettivi.
Ma c’è di più.Come dimostrato dai casi esaminati, il coinvolgimento attivo del settore privato nel finanziamento, nella realizzazione e nel monitoraggio degli interventi, attraverso l’Energy Performance Contract tramite Partenariato Pubblico Privato, consente la messa a terra degli interventi e la garanzia del risultato.
Lo studio si propone come Open Forum che, partendo da un primo set di proposte, possa promuovere il dialogo con i principali stakeholder.
Siamo infatti consapevoli che il percorso richieda un grande sforzo di tutti, ma con un impegno comune e condiviso potremo trasformare questa Missione Efficienza da progetto ambizioso a realtà concreta e tangibile, contribuendo al futuro sostenibile del Paese.








