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Debito pubblico: a luglio torna a scendere, cala di 14,5 miliardi e va a quota 3.056,3 miliardi | Il report della Banca d’Italia

Torna a scendere il debito pubblico italiano, che a luglio diminuisce di 14,5 miliardi di euro rispetto a giugno a quota 3.056,3 miliardi.

A renderlo noto è la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, indicando che il calo riflette l’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (14,2 miliardi), la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (0,2 miliardi, a 46,8), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi).

Nonostante la flessione registrata nel settimo mese dell’anno rispetto ai 3.070,79 miliardi di giugno, il livello resta superiore ai 3.052,78 miliardi di maggio. Con l’eccezione di dicembre e gennaio, è dallo scorso novembre che il debito pubblico italiano resta stabilmente sopra quota 3mila miliardi.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la Banca d’Italia illustra che la diminuzione del debito delle Amministrazioni pubbliche si riferisce essenzialmente a quello delle Amministrazioni centrali, sceso di 14,4 miliardi. Quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 0,1 miliardi mentre quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,9 anni.

A luglio inoltre ha continuato a diminuire la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia, collocandosi al 19,5% (dal 19,6 del mese precedente). A giugno, ultimo mese per cui questo dato è disponibile, la quota del debito detenuta da investitori stranieri è aumentata al 33,6% (dal 33,2% dello scorso maggio) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era aumentata al 14,2% (dal 14,1% di maggio).

Crescono invece le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato, con un aumento di 7,9 miliardi (il 13%) a quota 68,3 miliardi rispetto al luglio del 2024.

Come spiega Bankitalia, si tratta di una “dinamica sostenuta anche dagli effetti di una disomogeneità temporale in alcune scadenze di versamento”.

Nei primi sette mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 325,6 miliardi, in aumento del 5,3% (16,4 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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