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Dazi Usa: con la sospensione del Patto di stabilità si liberano 10-12 miliardi, è una necessità | L’analisi di Unimpresa

La sospensione del Patto di stabilità nel 2025 permetterebbe all’Italia di disporre di circa 10-12 miliardi di euro in più rispetto allo scenario in cui le nuove regole fiscali restassero pienamente operative.

Non si tratta di fondi europei aggiuntivi né di nuova capacità fiscale creata artificialmente, ma di uno spazio di manovra reale, concreto e immediato che verrebbe liberato nei bilanci pubblici grazie alla sospensione dell’obbligo di aggiustamento strutturale previsto dal nuovo Patto.

È quanto riporta un comunicato di Unimpresa.

Secondo i calcoli del Centro studi di Unimpresa, con l’attivazione della clausola generale di salvaguardia, già utilizzata con efficacia durante la crisi pandemica e successivamente durante la crisi energetica, la correzione verrebbe sospesa, consentendo al governo di utilizzare appieno la leva del bilancio per sostenere la crescita, difendere la competitività e contrastare gli effetti delle nuove tensioni economiche globali.

“Di fronte all’inasprimento dei dazi commerciali da parte degli Stati Uniti, che corrono il rischio di colpire duramente l’economia europea, la sospensione del Patto di stabilità dell’Unione europea non è una scelta facoltativa: è una necessità, un’urgenza”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

“Le esitazioni di Bruxelles, che ritiene prematuro discutere l’attivazione della clausola generale di salvaguardia, appaiono incomprensibili e profondamente inadeguate rispetto alla gravità della situazione” conclude Spadafora.

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