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Dal question time un assaggio della politica dei prossimi mesi | L’analisi di Stefano Folli

Stefano Folli su Repubblica analizza i duelli negli schieramenti di governo e opposizione: “Cosa ci aspetta nei prossimi mesi? Un assaggio lo abbiamo avuto già ieri con il question time alla Camera: un confronto aspro, urticante, ma insoddisfacente tra la presidente del Consiglio e l’opposizione di sinistra. Si dirà: non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima.

Peraltro l’inizio di una campagna elettorale giocata sui toni della radicalizzazione, e i cui contenuti tendono a sconfinare nella propaganda, è davanti agli occhi. In ogni caso – sottolinea l’editorialista – lo scontro tra i due maggiori schieramenti dimostra che entrambi hanno nteresse a radicalizzarsi, per la buona ragione che è l’unico mezzo per nascondere la povertà di temi concreti. La presidente del Consiglio deve enfatizzare gli scarsi risultati del destra-centro, al di là della retorica roboante. E il fronte Pd-5S ha bisogno di far dimenticare l’inconsistenza dell’opposizione, ben testimoniata dai sondaggi: la sinistra è sempre allo stesso punto, sul filo dei decimali, e su un piede di quasi parità tra Elly Schlein e il suo concorrente Giuseppe Conte.

Chi già oggi, fine gennaio, si lamenta per l’eccesso di populismo, non sa cosa lo attende nei prossimi mesi. C’è una simmetria tra il confronto Meloni-Salvini e quello analogo tra Schlein e Conte. Ma ci sono anche differenze non banali. A sinistra Schlein soffre l’attivismo spregiudicato del suo finto alleato. S’insegue un patto di unità d’azione che richiederebbe al Pd un’identità salda, capace di dare a questo partito una leadership incontestabile. Allo stato delle cose, invece, la debolezza incoraggia le mire di Conte sull’alleanza a due: in vista di farsi incoronare come leader e candidato a Palazzo Chigi. A destra invece la premier non ha il problema di un Salvini a ridosso. Ne ha uno diverso.

Il capo della Lega è ormai il riferimento della destra aggressiva. Ciò esaspera la campagna, peraltro in sintonia con Conte sull’altro versante. E crea imbarazzo alla presidente del Consiglio che non ha voglia di farsi sospingere verso l’estrema destra europea, dove Salvini avrebbe facile gioco a imporsi. Ognuno – conclude Folli – deve sciogliere i nodi all’interno delle coalizioni, prima di pensare ai duelli”.

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