Già investiti quasi 500 milioni di euro nei data center della Capitale prima dei 600 milioni annunciati da Digital Realty.
L’asse orientale e il litorale sud al centro dei progetti.
Prima ancora dei 600 milioni annunciati da Digital Realty, Roma aveva già rafforzato il proprio ruolo nel mercato dei data center, con quasi 500 milioni di euro investiti in città.
È quanto ricostruisce un focus pubblicato oggi, venerdì 2 ottobre, da Il Messaggero, a firma G. And.
Negli ultimi anni la Capitale e il suo territorio hanno attirato nuovi campus e infrastrutture per l’elaborazione e la gestione dei dati, soprattutto lungo l’asse orientale della città e verso il litorale meridionale.
Il campus di Aruba
Uno dei progetti più importanti è quello di Aruba, che nel 2018 ha annunciato un investimento di circa 300 milioni per il campus al Tecnopolo Tiburtino.
L’Hyper Cloud Data Center, inaugurato nell’ottobre 2024, si estende su 74 mila metri quadrati e, a pieno regime, comprende cinque data center indipendenti per una potenza complessiva di 30 megawatt, destinati ad aziende, grandi operatori tecnologici e pubblica amministrazione.
Il campus è collegato alla rete internazionale: al suo interno c’è il Namex, mentre Sparkle ha attivato un punto di presenza collegato a BlueMed, il sistema di cavi sottomarini che attraversa il Mediterraneo.
Unidata e il fondo Azimut
Un altro investimento è quello di Unidata, operatore romano di telecomunicazioni e servizi digitali quotato a Milano.
Nel marzo 2026 la società ha costituito UniCenter con il fondo Infrastrutture per la Crescita Esg di Azimut per realizzare un nuovo data center: circa 20 megawatt di potenza, oltre 2 mila armadi informatici e 13 mila metri quadrati di superficie.
L’investimento iniziale è di 57 milioni, con Unidata al 25% e il fondo al 75%.
Engineering e Rai Way
Nel quadro romano pesa anche Engineering: la sua controllata Engineering D.Hub gestisce una rete di tre data center a Pont-Saint-Martin, Torino e Vicenza, con servizi a oltre 300 clienti, e si è aggiudicata l’accordo quadro da circa 16,9 milioni per la gestione dell’infrastruttura data center e cloud di Aeroporti di Roma.
Di dimensioni rilevanti è infine il progetto di Rai Way a Pomezia, che ha già ottenuto il permesso a costruire: un campus di circa 140 mila metri quadrati, quattro edifici e 16 mila metri quadrati di sale dati, con una capacità iniziale di 35,2 megawatt espandibile.
Sarà alimentato interamente da fonti rinnovabili, con un impianto fotovoltaico da 5,5 megawatt in fase autorizzativa.
Rai Way indica tra i motivi della scelta la vicinanza ai cavi sottomarini del Mediterraneo, un importante punto di interscambio Internet e i collegamenti in fibra ad alta capacità.








