Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Costruire comunità, la sfida del nostro Osservatorio | L’analisi di Luigi Balestra

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno è sempre importante fare un bilancio di quanto fatto, e questo in qualunque genere di attività.

Guardare con occhi retrospettivi dà innanzitutto l’opportunità di percepire se quel che è stato realizzato, oltre a produrre dei risultati, abbia saputo intessere e far proprie sicure e virtuose logiche progettuali.

Senza progetti capaci di coinvolgere, di aggregare, di dar vita a forme di contemperamento in ordine a concrete, o soltanto possibili, situazioni di contrapposizione, è inevitabile andare incontro a fenomeni di disgregazione, di conflitto.

A farne le spese sono tutti, nessuno escluso, poiché star bene presuppone – e non da oggi – saper star bene insieme, saper far propri itinerari di condivisione, affinché ognuno – soprattutto i più svantaggiati – possano beneficiare di quel che la comunità, in termini di opportunità, è in grado di offrire.

Combattere le diseguaglianze e i divari, adottando una siffatta prospettiva, diviene un sicuro obiettivo progettuale, ma lo è ancor più scongiurare il verificarsi di fenomeni di esclusione e di emarginazione.

Anche per l’Osservatorio è tempo di bilanci.

È stato un anno impegnativo, in cui gli sforzi profusi sono stati rivolti a fornire contenuti che, magari a mo’ di flash, potessero dar conto di una serie di tematiche basilari in una prospettiva di sviluppo del Paese.

Il tutto in modo da poter guardare con disincanto e trasparente oggettività alle tante storture esistenti le quali, se eliminate o anche semplicemente attenuate, varrebbero da sole a imprimere uno straordinario slancio in avanti.

Basti pensare, per limitarsi a un solo esempio, alle problematiche ambientali, sempre più impattanti, nonché all’Ecoshock – traggo il lemma dal titolo dell’importante libro di Giuseppe Caporale edito quest’anno da Rubbettino – cagionato da calamità naturali devastanti e diffuse, tali da generare conseguenze disastrose sotto plurimi e rilevanti profili.

Ambiente e territori, giovani e formazione, incentivi alla natalità, sono alcuni dei pilastri sui quali fondare l’edificazione del futuro.

In tutto questo i lettori ci hanno seguito, mostrando costante apprezzamento, come testimoniato, tra l’altro, dal crescente numero di adesioni alla newsletter.

L’acme di tutte queste attività è stata raggiunta in occasione dell’organizzazione a Bologna, sul finire di novembre, degli Stati generali della ripartenza.

Una due giorni che ha visto la partecipazione di oltre ottanta tra rappresentanti delle Istituzioni, imprenditori e manager, esponenti della società civile.

Un confronto serrato, privo di autoreferenzialità, improntato allo sviluppo di idee e di itinerari che possano realmente servire al Paese.

Da parte di tutti gli interventori, così come da parte di tutti coloro i quali hanno seguito i lavori, v’è stato – almeno così ci è parso – unanime apprezzamento per lo spirito che ha animato l’iniziativa, indirizzato, senza alcun tipo di pregiudiziale, al dialogo e al confronto.

Il tutto nella consapevolezza – da cui ha tratto origine il sottotitolo dell’incontro: “Per un recupero dello spirito di unità” – che siamo un Paese capace di un’esemplare coesione di fronte alle grandi tragedie, ma che una volta passata l’emergenza finisce per smarrire quel fondamentale spirito di unità che costituisce linfa vitale per ogni comunità organizzata.

Il Natale, indipendentemente o meno dall’adesione al credo religioso, rappresenta una straordinaria opportunità per riflettere intorno a tutto ciò, poiché è una festività capace di generare vigorosi propositi, se non veri e propri sentimenti, intorno all’idea di un futuro diverso e migliore.

La speranza di un qualcosa di beneficamente nuovo spinge, come difficilmente accade in altri periodi dell’anno, a ritrovarsi, al fine di vivere lo stare insieme nella collettività secondo una logica proficua: quella della comunanza di intenti.

Con questo spirito l’Osservatorio augura alle lettrici e ai lettori un sereno Natale.

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