“Le risorse che il Pnrr destina (in tutta Italia) al rischio idrogeologico viaggiano intorno ai 2,5 miliardi, sono già mobilitate su progetti esistenti e vanno spese entro il 2026”. Giorgia Meloni aveva già spiegato domenica che l’Emilia Romagna si sarebbe dovuta rialzare senza i fondi del PNRR.
MF-Milano Finanza scrive che gli ulteriori dettagli sul Piano li ha forniti la Regione, veicolando due concetti chiave. Il primo, già espresso dalla premier, è che i finanziamenti sono già collegati ad altre opere, che andranno ultimate entro il 2025. Il secondo è che il denaro è arrivato solo a gennaio, non in tempo utile per essere speso.
Ecco perché l’amministrazione del governatore Stefano Bonaccini nega ogni ritardo nella messa a terra dei fondi, destinati dal Pnrr alla “gestione del rischio di alluvione e alla riduzione del rischio idrogeologico”.
Secondo il comunicato diramato dalla Regione la cifra ricevuta è di 100 milioni di euro, arrivati in due tranches. La prima, da 39 milioni, è stata già spesa dall’Emilia Romagna per realizzare 146 interventi a difesa del suolo. La seconda rata da 61 milioni, invece, è quella arrivata solo a gennaio e avrebbe dovuto tradursi in “76 interventi, da progettare, appaltare e contrattualizzati entro aprile 2024 e da concludere entro il 31 dicembre 2025”. Sulla cifra, inoltre, va fatta una precisazione: il denaro non è destinato ai soli interventi di difesa del suolo, ma anche “al ripristino di infrastrutture danneggiate a seguito di eventi calamitosi e alla riduzione del rischio residuo”.








