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Continua la linea diretta tra Cremlino e Casa Bianca, ma la preoccupazione dell’Ucraina aumenta | L’analisi di Stefano Stefanini

“La telefonata Cremlino-Casa Bianca di ieri preoccupa molti, specie gli ucraini, ma non stupisce nessuno. Il filo diretto fra i due Presidenti è diventato una costante”.

Stefano Stefanini su La Stampa osserva come questo avvenga “sopra le nostre teste europee, e pazienza: dazi e soldi per la difesa a parte, Trump non ci vuole fra i piedi, che si parli di nucleare iraniano o di spingere Congo e Rwanda verso la pace – e lucrarne le risorse minerarie. Idem Putin, anche se si parla di Europa, peggio per noi. Sopra le teste ucraine, ed è inquietudine.

L’ombra di quest’ultima telefonata, la sesta, si allunga sulle sorti di Kiev.

A due giorni dalla sospensione dell’invio di aiuti militari americani per sette milioni di dollari, non promette nulla di buono.

È improbabile che Donald — alle prese con la stretta finale del passaggio in Congresso del suo maxi-bilancio ‘grande e bello’ — e Vladimir abbiano avuto tempo e voglia di parlare di scambi commerciali futuri.

Infatti — scrive l’editorialista — è subito rispuntata l’Ucraina.

E, dietro le quinte, uno scambio di ‘distrazioni’ strategiche: di Trump dalla guerra e dalle ambizioni territoriali di Putin in Europa, di Putin dalla guerra in Iran o ambizioni territoriali (Groenlandia, Canale di Panama) nell’Emisfero Occidentale di Trump.

Scambio inconfessato ma i due guardano lontano.

Per ora assolutamente in punta di piedi.

Putin non ha bisogno che Trump ‘svenda’ Kiev.

Gli basta che continui a tenerla sulla corda dell’assistenza militare, a fornire a singhiozzo quella già promessa e a non metterne in cantiere di nuova.

Come sta facendo.

Dopo l’improvvisa sospensione senza spiegazioni di difese antiaeree e missili di precisione, Kiev resta nel dubbio di quando e quanto riprenderanno.

Intanto la Russia sta spingendo sull’acceleratore militare sia nell’offensiva di terra che nei bombardamenti massicci su città e infrastrutture ucraine.

Trump non sembra aver minimamente seguito la linea europea di Emmanuel Macron nella telefonata di due giorni fa al Presidente russo sul sostegno all’Ucraina.

Il cessate il fuoco immediato, sua precedente richiesta, è passato in cavalleria.

Il filo diretto Washington-Mosca serve anche a questo: a tagliar fuori, di comune accordo, gli europei.

Si addensa così su Kievconclude — una perversa combinazione di pressione militare di Mosca, disinteresse strategico di Washington e insufficiente capacità di aiuti europei”.

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