L’Ue è al lavoro per proteggere famiglie e imprese da una crisi energetica nel caso in cui scoppiasse un conflitto tra Ucraina e Russia. Lo riferisce il Financial Times spiegando che i funzionari europei sono al lavoro su misure di emergenza per affrontare i rischi derivanti da un ulteriore aumento dei prezzi del gas, da una possibile crisi migratoria e dalle minacce alla sicurezza informatica nel caso in cui la Russia invadesse l’Ucraina.
Per Bruxelles la priorità e’ far fronte a qualsiasi riduzione delle importazioni di gas dalla Russia, che e’ il maggiore fornitore di gas all’Europa, con circa il 40% dei consumi. Tra le altre cose, scrive il quotidiano finanziario, la Commissione europea starebbe esaminando le modalità per eliminare, almeno temporaneamente, il legame tra i prezzi del gas e il costo dell’elettricità all’ingrosso in caso di crisi energetica.
I funzionari hanno detto al Ft che i piani a breve termine per affrontare una crisi includerebbero anche la garanzia di maggiori flussi di gas naturale liquefatto dai grandi paesi produttori. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato venerdì in un’intervista al quotidiano londinese che l’Ue deve essere preparata a “qualsiasi scenario” con Russia e Ucraina, e trovare fonti di energia alternative. I piani di emergenza dovrebbero essere presentati ai governi Ue il mese prossimo, anche se un vertice straordinario sarebbe convocato prima nel caso in cui Mosca dovesse aumentare la pressione militare su Kiev. Bruxelles si starebbe preparando anche a gestire eventuali flussi di rifugiati dall’Ucraina verso i paesi vicini dell’Ue.
I paesi confinanti sono Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Venerdì scorso il commissario per l’Energia dell’Ue Kadri Simson da Baku ha affermato che l’Azerbaigian ha mostrato una “chiara volontà di sostenere l’Ue in caso di interruzione dei flussi di gas” dalla Russia. Da domani dovrebbero partire colloqui con gli Stati Uniti sull’export di Gnl. Bruxelles inoltre sta pianificando di aprire discussioni con la Nigeria per espandere le sue fonti di approvvigionamento di gas naturale liquefatto. La Commissione ha affermato di lavorare per “rendere i nostri mercati energetici ancora più resilienti e operare nel modo più ottimale”.








