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Marco Villani (Corte dei Conti): «Competenza, coraggio e visione. La Corte è chiamata ad anticipare le istanze dei cittadini»

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Per l’anno che si sta aprendo vale il convincimento di Kierkegaard: si può conoscere la vita soltanto guardandosi indietro, ma va vissuta in avanti e, necessariamente, ci conduce verso un ignoto reso oggi ancor più pesante dal fardello posto sulle nostre spalle dal triste momento di emergenza pandemica che, involontariamente, porta la nostra anima a ringraziare i tanti operatori sanitari impegnati contro il Covid, a piangere i tanti che ci hanno lasciato ed a guardare con occhi rinnovati al futuro svolgimento della funzione giurisdizionale e del controllo.

I cambiamenti che cominceranno ad assumere carattere strutturale, inducono a consolidare il ponte che collega l’intera Corte dei conti: dal Presidente, primus inter pares, ai responsabili amministrativi, che assicurano, unitamente alle forze di polizia giudiziaria nel loro complesso, costanza e professionalità affinché la vigilanza, il controllo, l’indagine ed il giudizio della Corte siano effettivi ed ai quali va riconosciuta una notevole capacità di abnegazione nell’aver raccolto la sfida del lavoro agile, resa possibile da una strutturazione normativa ed informatica all’avanguardia.

L’autonomia e l’indipendenza della Corte dei conti e dei suoi magistrati sono stati arricchiti, nelle parole del Presidente Draghi, con le doti di “competenza, coraggio e visione”, da declinare in maniera funzionale alle aspettative dei cittadini che vogliono un legittimo e proficuo utilizzo delle risorse pubbliche, innanzitutto riguardo al bene massimo della salute che l’emergenza in atto ha riportato di straordinaria attualità.

Come ha detto il Presidente Carlino all’apertura dell’anno giudiziario, la Corte dei conti è una magistratura specializzata ed esclusiva nel campo della contabilità pubblica, imparziale e terza, istituita per prevenire lo spreco di risorse della collettività. Baluardo di integrità di fronte ad ogni arbitrio, ma anche espressione intransigente di quell’etica pubblica che tanto andrebbe riscoperta. Una magistratura autorevole, guardiana della libertà democratica, che rifugge dal richiamo della visibilità, che agisce con misura, equilibrio e competenza, con un impegno onesto e laborioso. Una magistratura che scambia con i cittadini un messaggio di mutua fiducia in un rapporto di lealtà.

La Corte riveste un ruolo terzo di garanzia e controllo che ha uno specifico valore a salvaguardia dei governati, ma anche dei governanti. È proprio per tutelare questi ultimi che l’imparzialità della Corte non può essere nemmeno sfiorata dal dubbio contrario. È evidente la delicatezza di questo compito, specialmente nell’attuale fase del ciclo economico, condizionata dall’emergenza pandemica che ha determinato effetti depressivi significativi sull’intera economia globale, sia dal lato del consumo sia dal lato della produzione.

Nel nostro Paese la speranza per la ripresa economica e nell’impiego del più grande contributo assicurato dell’Unione europea che con Recovery e Next Generation, sommate al programma settennale 2021 – 2027, offre la dotazione eccezionale per far riavviare il motore della ripresa, con una parte ingente di risorse a fondo perduto. Una spesa che ha bisogno di un giudice integerrimo ed imparziale, non condizionabile e competente, che possa garantire sull’efficacia e l’effettività dei progetti deliberati e contrastare concretamente sprechi ed illegittimità negli investimenti in tecnologia, digitalizzazione, ambiente e formazione.

Si tratta di conoscere cronoprogrammi e regole e riscontrarne il legittimo stato d’avanzamento. In una simile fase, la Corte potrà svolgere un compito essenziale vigilando sul rispetto delle normative, europea e nazionale, e sulle modalità e le tempistiche di utilizzo di tali risorse, attraverso l’esercizio delle diverse forme di controllo di cui dispone e, in particolare, attraverso il cosiddetto controllo concomitante. Una forma di controllo parzialmente nuovo in quanto contestuale all’esecuzione ed al fianco dei soggetti gestori; un controllo in cui i magistrati sono chiamati a dimostrare quelle “doti di adattamento” indicate anche dal Presidente Carlino.

In questa cornice istituzionale la Corte non deve essere indifferente rispetto ai mutamenti e non deve essere sorda rispetto alle nuove istanze per la ripresa economica, comprendendo, ad esempio, la necessità di efficaci misure di sostegno del credito, di una revisione del sistema fiscale e del mercato del lavoro e che sia sempre in prima linea attraverso le proprie funzioni.

Purtroppo, non sempre il Legislatore si dimostra accorto a contemperare gli interessi complessivi che viene a regolare, così nell’ambito dei provvedimenti adottati al fine di scongiurare gli effetti economici conseguenti all’ondata pandemica sono state introdotte modifiche agli elementi soggettivi della responsabilità erariale con il  congelamento della responsabilità per colpa grave che, come è stato detto in numerose sedi, è un intervento errato da molteplici aspetti giuridici, ma, soprattutto, è una norma inopportuna perché, piuttosto che grezzi fini semplificatori, favorisce i funzionari meno preparati e diligenti, apre le porte allo spreco di denaro pubblico attraverso gestioni poco attente, come nel caso delle tante opere incompiute o progetti non realizzati, benché ben finanziati, di cui il nostro Paese è pieno.

Il problema della paura della firma, che è reale, andrebbe affrontato attraverso una profonda opera di semplificazione del quadro normativo che consenta ai pubblici funzionari di agire con piena consapevolezza sul come e sul quando operare. Azione normativa a cui la Corte deve apportare il proprio contributo equilibrato e realistico che muova dalle pronunce espresse in primo e secondo grado di giudizio.

In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, il Presidente della Corte dei conti, ha correttamente sollecitato che gli interventi normativi siano espressione della leale collaborazione fra i soggetti interessati. Il Presidente ha, anche, auspicato che le riforme favoriscano un rafforzamento del controllo preventivo della Corte per garantire “una maggiore serenità ed equilibrio nell’esercizio dell’azione amministrativa in quanto [tale controllo ex ante] elide l’elemento psicologico della responsabilità”, pur nei limiti dei profili di quanto oggetto di questo controllo che è in grado di anticipare effetti dannosi tutelando ogni interventore nella produzione dell’atto.

Bisogna rifiutare la logica di interventi disorganici, episodici e superficiali, spesso in contrasto con i valori costituzionali, con gli interessi della collettività e che violano democraticità dello Stato custodita dalla Corte. Devono essere assicurate la trasparenza, l’accountability e la regolarità di tutte le gestioni di governo, sia a livello centrale, sia a livello regionale e locale, considerando, peraltro, che con la raccomandazione n. 424 del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa del 7 novembre 2018, si è inteso adottare gli indirizzi dell’open governament, trasparenza partecipazione e accountability, anche ai principali atti delle autonomie territoriali – legislazione, bilancio, appalti, servizi e pianificazione delle politiche.

La tutela dell’autonomia ed indipendenza della magistratura non verrà mai meno, ma dovrà essere anche una sorta di espressione maieutica e non una mera attività di contrasto immobile ad ogni cambiamento, frutto del dialogo sereno e fattivo, in cui esprimere proposte ragionate: nuovi modelli organizzativi e nuovi strumenti della Corte ed iniziative normative atte non a rincorrere, ma ad anticipare le domande dei nostri cittadini.

Anche a ciò sono chiamati tutti i magistrati contabili – accogliendo con soddisfazione i recenti ingressi e quelli prossimi futuri che, oltre ad aiutare a coprire un deficit strutturale troppo risalente nel tempo, stanno favorendo un positivo clima di fermento giovanile – seminando beni spirituali collettivi – come avrebbe potuto dire Luigi Einaudi – con il coinvolgimento del mondo culturale, accademico, economico e dell’informazione – sull’esempio della  Rivista della Corte e dell’istituendo Osservatorio delle risorse pubbliche – per divulgare il grande valore scientifico e istituzionale che la Corte, ogni giorno, porta su tutto il territorio, con le opinioni e le esperienze delle colleghe e dei colleghi che applicano quotidianamente le norme, rendendo con onore e dignità il proprio servizio al Paese.

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