La presidente Bce, Christine Lagarde, auspicherebbe un’altra donna tra i sei del Comitato esecutivo (Direttorio): con lei e con la tedesca Isabel Schnabel si raggiungerebbe così la parità di genere. E dovrebbe essere un’italiana, questa volta. Da quando è nata la Bce (1998) c’è sempre stato un italiano in Direttorio. Ovvio per un Paese fondatore della Cee e terza economia dell’Eurozona: Tommaso Padoa-Schioppa, Lorenzo Bini Smaghi, Mario Draghi (presidente) e Fabio Panetta.
Ovvio, ma non scontato e non sancito da alcuna regola. In autunno Panetta tornerà in Banca d’Italia per fare il Governatore al posto di Ignazio Visco e in Bce andrà sostituito. L’Italia non può permettersi di perdere questa poltrona presentando un candidato debole. Requisiti: solida formazione economica e assieme esperienza di gestione “politica” delle questioni monetarie, delle dinamiche macroeconomiche e di finanza pubblica; capacità di rappresentare e difendere le ragioni del proprio Paese. Se non sei (e non ti dimostri) credibile, alla seconda riunione nella Eurotower di Francoforte non ti ascolta più nessuno.
Fra chi analizza queste eurovicende circolano soprattutto quattro nomi di donne under70, e alcune rientrano largamente in categoria. Sono tutte considerate molto brave, ma ognuna ha dei limiti. Alessandra Perrazzelli: da tre anni stimata vicedirettore della Banca d’Italia; ma è una giurista, più che una economista. Lilia Cavallari: economista, insegna a Roma, presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, ma solo dal gennaio 2022, periodo troppo breve. Lucrezia Reichlin: dal 2005 al 2008 Direttore generale alla Ricerca della Bce, durante la presidenza di Jean Claude Trichet.
Insegna a Londra. L’esperienza a Francoforte è stata fondamentale, ma più in linea con il percorso successivo della professoressa Reichlin, orientato all’analisi e al commento, più che alla gestione. Chissà poi quanto sorriderebbe di un eventuale incarico della figlia al vertice della Bce la madre di Lucrezia, Luciana Castellina, fondatrice del “manifesto”. Veronica De Romanis: economista, insegna a Firenze e alla Luiss di Roma, al suo attivo pubblicazioni e analisi sulla Bce: dinamica, ottima divulgatrice, ma, appunto, è una professoressa. Con una caratteristica ulteriore: è la moglie di Lorenzo Bini Smaghi. E la sua sede di lavoro sarebbe a Francoforte, non ad Arcore, dove imperano le dinastie. Il realistico candidato italiano potrebbe essere un altro vicedirettore di Bankitalia (sempre dal 2020): Piero Cipollone, solido su tutti i fronti. Ma Lagarde dovrebbe accontentarsi di un uomo.








