L’Italia è tra i Paesi europei maggiormente colpiti per perdite economiche dovute a eventi climatici estremi: nel periodo 1980-2023, si colloca al secondo posto nell’UE27 con circa 134 miliardi di euro, dopo la Germania con 180 miliardi e prima della Francia con 130 miliardi.
È quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat presentato oggi a Montecitorio dal presidente dell’istituto Francesco Maria Chelli.
Oltre 2.700 Comuni italiani – circa il 35% per cento del totale, corrispondenti al 37,3% del territorio nazionale – sono interessati da almeno una categoria di rischio ambientale, rileva il rapporto, nel quale si legge inoltre che il 18,2% del valore aggiunto complessivo di industria e servizi è prodotto in unità locali localizzate in territori mediamente più esposti a tali rischi naturali, di cui il 15,1% a eventi franosi.
Come evidenziato durante la conferenza stampa di presentazione del Rapporto, l’assicurazione contro gli eventi catastrofali costituisce un elemento fondamentale per ridurre i costi dell’impatto climatico, e da questo punto di vista se Francia e Germania sono più avanti, Spagna e Italia restano più indietro.
Ma la nuova normativa italiana in materia avrà sicuramente un significativo effetto volano.








