La direttiva europea “Case green” sta finalmente per vedere la luce.
Un accordo al ribasso rispetto al progetto iniziale, che aveva obbiettivi più ambiziosi e tempi più ristretti.
Ma impegna comunque i Paesi membri a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, per raggiungere la neutralità climatica dell’intero stock abitativo entro il 2050.
Il documento sarà votato dal Parlamento tra l’11 e il 14 marzo; poi, dopo un ultimo passaggio in Consiglio, andrà in Gazzetta Ufficiale, riporta “Affari & Finanza” di Repubblica.
Nero su bianco l’impegno a ridurre del 16% i consumi energetici entro il 2030, e del 22% entro il 2035 per arrivare nel 2050 alle zero emissioni.
Obbiettivi da raggiungere, però, nel rispetto dei piani messi a punto dai singoli Stati che avranno la possibilità di stabilire un proprio crono-programma intermedio e piani nazionali di ristrutturazione edilizia, con indicatori di progresso misurabili.
La tabella di marcia comune prevede che, dal 2028, gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno essere tutte a emissioni zero.
Per tutti gli edifici nuovi varrà l’obbligo di avere impianti fotovoltaici.
Dal 2030 anche i nuovi edifici a destinazione residenziale dovranno essere ad emissioni zero.
Quando al riscaldamento, il divieto di installare nuove caldaie a gas scatterà dal 2040.
Già dal 2025, però, non saranno più ammesse agevolazioni fiscali per gli impianti di base, ma solo per gli ibridi, ossia quelli che associano alla caldaia a condensazione a gas una pompa di calore che garantisce l’abbattimento dei consumi.








