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Bonomi: «Se falliamo il Recovery Fund andiamo a casa tutti». E il Governo apre a Confindustria

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L’appuntamento è dei più importanti. È l’Auditorium Parco della Musica a ospitare la prima relazione da presidente di Confindustria di Carlo Bonomi. Programmata per maggio, posticipata per l’emergenza sanitaria in atto, durante l’Assemblea annuale è andato in scena il debutto del neo presidente, che è subito partito all’attacco con 22 pagine di relazione. Esposte alla presenza di Conte e Patuanelli, mai prima d’ora, così come ammesso da Bonomi, così aperti a un dialogo con Confindustria.

«Il coraggio del futuro 2030-2050»

Il tutto a partire da un “nuovo patto per l’Italia”, mettendo al centro di tutto i giovani e le donne. Sugli schermi alle spalle di Bonomi c’è la scritta “Il coraggio del futuro”. Non è solo un claim o un hashtag, ma un volume di 385 pagine, che include la visione del Paese, secondo Confindustria, fino al 2050 e in cui “sono declinate in dettaglio tutte le proposte e le misure che proponiamo al Governo per il rilancio dell’economia”. Diretto e preciso, Bonomi si è rivolto a Conte senza troppi giri di parole. Ben conscio della portata storica dei mesi e degli anni che ci aspettano.

«Presidente, due settimane e ancora pochi giorni fa, lei ha detto: ‘se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa’. No, signor Presidente, non è così. Se si fallisce nel compito che abbiamo di fronte, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla precisa definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti».

«No a un Sussidistan»

Nella sua prima relazione, Bonomi sciorina uno a uno i punti fondamentali del programma stilato da Confindustria. Partendo innanzitutto dalla necessità di delineare “una rotta precisa” e “un approdo sicuro”. Una visione che il presidente degli Industriali richiede a gran voce. Dice no al “Sussidistan” e alla politica dei sussidi, che “non sono per sempre”. Le stime del Centro Studi di Confindustria d’altronde parlano chiaro: il Pil è in picchiata tra il 9 e l’11%, con una ripresa non prevedibile prima di due anni, ma soprattutto ad oggi ci sono 600 mila occupati in meno.

Critica fortemente eventuali nuovi ritocchi sul sistema previdenziale, stile Quota 100, soprattutto se a subire danno sono i giovani. Ribadisce il forte dissenso nei confronti del Reddito di cittadinanza, così com’è strutturato.

«Abbiamo inviato a metà luglio a governo e sindacati una proposta dettagliata di riforma degli ammortizzatori sociali, cui finora non abbiamo visto seguito».

Una proposta con al centro “vere politiche attive del lavoro, smontando la parte di reddito di cittadinanza non destinata al contrasto della povertà, ma in teoria alle politiche per il lavoro che di fatto non funziona”. Poi parte all’attacco dei sindacati e di alcuni loro leader, rei di aver apostrofato come “furbetti” gli imprenditori.

«Confindustria sta subendo una serie di accuse sindacali, e non solo, sulla nostra presunta contrarietà al rinnovo dei contratti. Nessuno ha mai parlato di blocco della contrattazione. Mi sembra improprio essere considerati nemici dei contratti».

La sfida è poi sul fisco, con una proposta importante del presidente degli Industriali riguardo la tassazione diretta anche per i lavoratori dipendenti. Tassazione diretta mensile non solo ai 5 milioni di lavoratori autonomi, ma a tutti i lavoratori dipendenti, “sollevando le imprese dall’onere ingrato di continuare a svolgere la funzione di sostituti d’imposta addetti alla raccolta del gettito erariale e di essere esposti alle connesse responsabilità”.

«Vincere con lo spirito di Alex Zanardi»

C’è quindi da esprimere una visione di fondo della crescita. “Il coraggio del futuro” viene pronunciato più e più volte sul palco da Bonomi, come se fosse una magnifica ossessione. Quella che vorrebbe inculcare nella mentalità, vincente, che l’Italia dovrà avere nello spendere le risorse del Recovery Fund. La stessa di un grande sportivo, che di battaglie ne ha vinte tante, ricordato in chiusura dal presidente di Confindustria. “Servono scelte difficili, come le sfide affrontate e vinte da un grande sportivo come Alex Zanardi. È del suo spirito, che oggi c’è bisogno”.

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