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Bankitalia, ripresa terzo trimestre non ha compensato crollo dei primi sei mesi 2020. Covid ha colpito imprese al nord e famiglie e precari al sud

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Uno shock macroeconomico di entità eccezionale, non compensato dalla ripresa del terzo trimestre. L’epidemia ha messo in ginocchio il Paese, creando un’ulteriore spaccatura tra il Nord e il Sud. Il documento “L’economia delle regioni italiane – Dinamiche recenti e aspetti strutturali”, redatto da Bankitalia, ha confermato l’evidente realtà, vissuta in questi primi 10 mesi del 2020.

Stessa crisi, vittime diverse tra Nord e Sud

Il calo del Pil nelle regioni settentrionali è stato più marcato che al Sud. Nonostante la ripresa del 3° trimestre, non è riuscita la compensazione del crollo dei primi sei mesi del 2020. Se al Nord la crisi ha colpito maggiormente le imprese, nel Mezzogiorno sono le famiglie, i lavoratori a tempo determinato e i precari ad aver pagato maggiormente le conseguenze. Gli ammortizzatori sociali, e il loro rafforzamento ulteriore durante la pandemia, hanno sostenuto il reddito delle famiglie in difficoltà. Il Reddito di emergenza, ad esempio, ha contribuito a dare ossigeno a migliaia di nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica. La maggior parte dei beneficiari è concentrata nelle regioni del Sud e nelle Isole.

Le misure del governo hanno evitato l’ecatombe

La tipologia di struttura produttiva diffusa al Sud, come il turismo, e la predominanza di lavoro temporaneo ha ridotto notevolmente il numero di occupati. Ipotesi scongiurata per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, maggiormente presenti al Centro Nord, salvaguardati dai vincoli ai licenziamenti e dagli strumenti di integrazione salariale. In estate viene riportato un parziale recupero nel numero di occupati, mentre per i prestiti alle famiglie si è registrato un forte rallentamento, soprattutto nel Mezzogiorno. Bankitalia registra un aumento del credito alle imprese, grazie agli interventi del governo e delle altre autorità nazionali e internazionali.

Per quanto riguarda il fronte sanitario, l’intervento del governo ha disposto un graduale incremento sia del personale sia dei posti letto in terapia intensiva e subintensiva. Una misura che ha riguardato prima di tutti, all’inizio della pandemia, le regioni più colpite dal Covid-19, ma che, a regime, prevede uno standard di dotazione più elevati e omogenei in tutte le aree del Paese.

Prospettive condizionate

Per Bankitalia le prospettive economiche restano condizionate «dall’incertezza circa l’evoluzione della pandemia, la cui incidenza è in aumento nelle ultime settimane». Il peggioramento, da metà ottobre, e l’aumento del numero di casi positivi sul totale degli individui sottoposti a test ben oltre la soglia critica del 5%, individuata dall’Oms, segnala la «crescente difficoltà dei sistemi di monitoraggio di tracciare i contagi e contenere la diffusione del virus. Sta rapidamente aumentando la pressione sul sistema sanitario. La diffusione, su livelli critici in tutte le regioni, ha spinto il governo ad adottare nuove misure di restrizione degli spostamenti e delle attività produttive».

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