“Potrebbe essere valutato di affiancare al vigente conto di base un nuovo diritto a ottenere un conto di pagamento da parte di soggetti non consumatori, anch’esso da conformare contemperando i diversi interessi che vengono in rilievo”.
Lo ha detto Ida Mercanti, vice capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, in un’audizione alla Commissione Finanze della Camera sulla proposta di legge in materia di “obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente”, dopo i casi di alcuni correntisti che, negli ultimi anni, si sono visti chiudere il rapporto di conto corrente dalla propria banca.
Mercanti ha spiegato che la Banca d’Italia “condivide in via generale la finalità di inclusione finanziaria sottesa alla proposta legislativa all’esame”. Tuttavia, “la proposta andrebbe anzitutto meglio definita sotto il profilo dei soggetti beneficiari, riferendola esplicitamente a imprenditori e altri soggetti diversi dai consumatori”.
Secondo Mercanti, il diritto a un conto di pagamento “potrebbe applicarsi a categorie di professionisti o imprese maggiormente esposte al rischio di esclusione finanziaria e potrebbe prevedere l’accesso a una gamma di servizi limitata”.
Andrebbero inoltre dettagliati “i presupposti per l’apertura del conto, nonché i servizi e prodotti che possono essere ad esso collegati, in relazione alle concrete necessità dell’utente” e, “al pari di quanto accade per i consumatori, l’apertura e l’utilizzo di questo conto dovrebbe far salvo il diritto di recesso da parte degli operatori in presenza di determinati presupposti, così da tener conto non solo degli obiettivi di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, ma anche delle altre esigenze di ordine pubblico e di natura costituzionale già richiamate”.








